Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

"Aspirare al premio Nobel"


"...I giovani devono pensare in grande, anche aspirare al premio Nobel."
Sono le parole che ho sentito oggi al telegiornale, dette, a quanto pare, da un importante politico, che in questi tempi di crisi ci dovrebbe guidare. Apprezzo lo sforzo, figurarsi. Ovviamente tutti noi aspiriamo a qualcosa di grande, che sia un premio Nobel o un Oscar.
Ma quanti sono coloro che aspirano al Nobel e quanti all'Oscar? Non ho provato a chiederlo a nessuno, devo essere sincera, ma provateci voi. Potrei scommettere che tra i giovani può esserci più o meno un 10% che aspira al Nobel, mentre il resto aspira all'Oscar, o non aspira a nulla. E questa volta la colpa non è dei giovani, ma è di coloro che ci hanno educato ad essere così.
Coloro che ci dicono di aspirare al Nobel sono proprio coloro che non ci danno gli strumenti per farlo. Coloro che ci dicono di pensare in grande, pensare al premio Nobel, che viene dato a persone dotate di una grande intelligenza e che l'hanno coltivata in tutti i modi, sono coloro che fanno crollare a pezzi le nostre scuole, e così la nostra cultura.  E mi sarebbe piaciuto dirlo in senso metaforico. La cultura che crolla. Sembra una bella espressione, vero? Eppure è da usare letteralmente. Perché la nostra cultura, dei giovani italiani come delle persone del mondo, sta crollando. Se ne stacca un pezzo ogni volta che un monumento si rovina o cade, ogni volta che un libro viene scarabocchiato e buttato, ogni volta che un testo intelligente viene ignorato. Ogni volta che persone ipocrite parlano in televisione di come potremmo cambiare, senza darci i mezzi per farlo.
Sono una ragazza di sedici anni, e da almeno sei anni sento tutti i giorni dire che la crisi sta per passare, fra un po' staremo bene, siamo noi a dover rialzarci. Per quanto colgo dai media e da quanto vedo in giro, la crisi non sta per passare, fra un po' staremo peggio, e non sappiamo come rialzarci. Perché possiamo scriverne, cantarne e parlarne fino a non avere più parole, note e fiato, ma finché non ci muoviamo e non troviamo come fare, non risolviamo niente. Finché gli uomini corrotti e che dovrebbero essere in pensione (o in prigione) da un bel po' non ci lasciano salire al governo e sistemare le cose, non possiamo risolvere nulla. Finché non pensiamo alle cose da risolvere e a come risolverle tutti insieme, non possiamo sistemare nulla. Finché non ci sediamo a una scrivania o non ci alziamo per andare fuori e decidiamo di fare qualcosa di davvero utile, non possiamo cambiare nulla.
E con questo NOI, non intendo coloro che già dicono di starci pensando, nè coloro che dicono di averci già pensato: se siamo in questa situazione, è anche e soprattutto colpa loro. Intendo noi che questa situazione la viviamo davvero. Intendo noi che ogni giorno facciamo sacrifici per arrivare a fine mese. Intendo i genitori che non hanno come comprare il giocattolo nuovo al loro bambino. Intendo i ragazzi che si sentono troppo poco perché non hanno come comprare un vestito firmato, ma devono lavorare per aiutare a mantenere una famiglia. Intendo tutte quelle persone che vivono davvero questa crisi, e sanno come risolverla.

E ci terrei a dire che, se sistemassero anche le scuole, il premio Nobel lo potremmo vincere tutti. Perché siamo pieni di capacità, e ci piacerebbe che qualcuno se ne accorgesse.

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