Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 10)

Il giorno dopo Nicholas andò a prendere Dafne a casa, e fecero la stessa strada di sempre fino al tempio. Questa volta però invece di tornare a casa si sedettero ai piedi della stessa colonna del giorno prima. Non parlarono finché non si accorsero che il sole era al culmine.
-Devi tornare a casa?- Fu lui a chiederlo, ma nessuno dei due se lo aspettava.

Dafne aveva sentito parlare di lui in giro, e non sembrava un tipo che si preoccupava delle ragazze con cui stava. Ma loro non stavano insieme, giusto? Erano... Cos'erano?
-Nich?- lui sorrise al nomignolo.
-Sì?
-Noi... Cosa siamo?
-Cosa siamo?
-Siamo amici, o...- Lasciò la frase in sospeso, imbarazzata, sperando di non aver parlato troppo.
-Certo.- Confermò lui. -Siamo amici. Cos'altro potremmo essere?
Lei rimase in silenzio. Come aveva pensato di poter essere altro che una sua amica? Era una sacerdotessa, e forse anche questo era troppo. E lui aveva mille ragazze, e non gliene serviva una in più. Specialmente una complicata come lei, con cui non avrebbe neppure potuto parlare.
-Posso stare ancora un po'... Se vuoi.
-Certo.- Le sorrise. -Non ho niente di meglio da fare. In effetti, non credo ci sia meglio da fare che stare con te.
-Oh.
Dafne arrossì, e lui le mise un braccio attorno alle spalle per stringerla a sè.
-Perché fai tutto questo?
Al suo sguardo interrogativo, lei si morse il labbro e si spiegò meglio.
-Perché ti sei impegnato tanto per starmi vicino?
-Perché...- Scosse la testa. Non sapeva cosa rispondere. O forse lo sapeva, ma non voleva ammetterlo. E decise che non gliel'avrebbe detto finché non l'avesse capito sul serio lui stesso.
-Ti va di fare qualcosa?
-Cosa?
-Andiamo a teatro?
-Teatro?
-Sì. Guardiamo uno spettacolo, qualcosa di interessante...
-Non mi va.
Lui rimase un po' offeso, ma non disse niente.
-Preferisco stare qui con te.- Aggiunse Dafne.
-Che hai detto?
Lei non rispose più, e lui non glielo richiese. L'unica cosa a cui riusciva a pensare era che quegli dei non potevano esistere sul serio.
Ma, se esistevano, li odiava per avergli tolto l'unica ragazza che avrebbe potuto amare.

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