Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 11)

Dafne e Nicholas continuarono a vedersi tutti i giorni, fino alle Olimpiadi. Quel giorno sarebbero dovuti essere tutti allo stadio, ma nessuno dei due se ne preoccupò. Si incontrarono alla stessa ora di sempre, e ripeterono la stessa routine di tutti i giorni. Poi, invece di fermarsi al tempio a parlare, andarono insieme allo stadio.
Era già pieno di gente, e si fermarono sul bordo, dove c'erano già i genitori di Nicholas e gli zii di Dafne che parlavano. Avevano tutti un'espressione preoccupata che non sfuggì a nessuno dei due.
-Cosa sarà successo?-
Nicholas scosse la testa, confuso quanto lei.
Quando i due si avvicinarono, gli altri smisero di parlare e si girarono. Lo sguardo di tutti si fissò sulle loro dita intrecciate, ma nè Nich nè Dafne accennarono a dividerle.
-Che succede?
-Dobbiamo parlarvi.
-Va bene. Diteci.
-Da soli.
I genitori di Nicholas lo portarono da un lato a parlare, mentre gli zii di Dafne restarono lì con lei.

-Nicholas, non potete andare avanti così.
-Così come?

-Dafne, siamo preoccupati per te.
-Per quale motivo?

-Continuate a vedervi, e girano delle voci. Devi lasciarla in pace.
-Ma le voglio bene. Siamo amici.

-Sei una sacerdotessa di Atena. Non puoi avere rapporti con gli uomini.
-Ma noi non abbiamo fatto niente. Siamo solo amici.

Quel giorno non si poterono rivedere, e così il giorno dopo.
Passò una settimana prima che entrambi avessero il coraggio, o forse la forza, di uscire di casa. Il sole era già alto nel cielo quando entrambi si trovarono al tempio.
-Ciao.
-Ciao.
-Mi dispiace non essere venuto in questi giorni.
-Non ci sono stata neanch'io.
Lui socchiuse un attimo le labbra, stupito, poi entrambi si sedettero sotto la stessa colonna di sempre. Questa volta diedero le spalle al tempio, e Nicholas prese a fissare gli alberi tentando di farsi coraggio.

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