Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 12)

-Dafne,- disse Nicholas alla fine, -I miei genitori mi hanno detto che devo starti lontano. Mi hanno detto che sei una sacerdotessa, e che è sbagliato che siamo così legati. E' sbagliato che tu mi ami quanto dovresti amare la dea.- Lei si morse il labbro, spaventata da quanto avrebbe potuto sentire. -Io ho detto loro che si sbagliano. Che in realtà non mi ami. Che siamo amici. Però hanno ragione. Non possiamo continuare così. Dimmi la verità.- Si girò per guardarla negli occhi. -Dimmi se mi ami o no. Se non mi ami, giuro sugli dei che me ne andrò e non mi rivedrai mai più.
Dafne rimase un attimo ferma a guardarlo negli occhi, come se non sapesse la risposta. Eppure la sapeva, anche se aveva paura di dirlo. O forse non sapeva solo come fare. Come dire a Nicholas che si stava innamorando di lui, che pensava di amarlo molto più di quanto dovesse amare la dea, che...
Non seppe come dominare le emozioni. Avrebbe dovuto mandarlo via, lo sapeva.
Eppure, gli prese il viso tra le mani e lo baciò come aveva voluto fare tanto tempo prima. Lui la strinse a sè, e non importava che era sbagliato, non importavano le regole che stavano infrangendo, non importava che sarebbero potuti morire per aver oltraggiato la dea.
Continuarono a baciarsi finché le tuniche non scivolarono via dai loro corpi, e non si separarono fino al tramonto.
-Ti ricordi quando mi hai chiesto perché facevo tutto questo?- gli chiese lui mentre erano sdraiati sull'erba tra il tempio e la foresta, nel territorio di nessuno.
-Certo.
-Prima non lo sapevo. O meglio, non ne ero sicuro. Ma ora lo so.
-E cioè?- Dafne continuava a interromperlo, ma Nich sorrise, perché era anche di quel suo piccolo vizio che si stava innamorando.
-All'inizio... Bhe, all'inizio eri una sfida. Eri la ragazza più bella della città, ed eri irraggiungibile. Poi sei diventata un enigma da risolvere. Qualcosa di complicato, qualcosa di impossibile da capire. Ma col passare del tempo sei diventata quello che sei ora. Sei diventata la ragazza di cui mi sto innamorando, e credo sia la prima volta che mi succede qualcosa di così bello.
Lei lo baciò, perché non sapeva cosa dire, poi si alzarono e si rivestirono entrambi. Erano come timorosi di passare dal tempio, ma in un certo senso sentivano di doverlo fare. Come se dopo averla oltraggiata si sentissero in obbligo di rendere omaggio ad Atena.
Entrarono nel tempio mano nella mano, e si fermarono davanti all'immensa statua della dea.
Fu in quel momento che quella si mosse e si alzò in piedi.

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