Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 13)

Tra tutte le cose che si aspettavano per l'aver incorso nell'ira della dea, Nich e Dafne avrebbero messo all'ultimo posto trovarsela davanti nel suo tempio. Entrambi avevano pensato, senza dirselo, che c'era la possibilità che morissero tornando a casa, che fossero separati per sempre, che succedesse una qualsiasi tragedia.
Ma nessuno dei due aveva pensato che la dea si mostrasse loro.
Di persona era bella, molto più bella di quanto si aspettassero. I capelli erano chiari, e gli occhi grigi come una tempesta. Era bellissima, e incuteva un timore che prima di allora era sconosciuto ad entrambi.
Atena avanzò di un passo, e Nich e Dafne chinarono la testa in segno di rispetto.
-Così avete osato oltraggiarmi, e adesso vi mostrate timorosi di me?- Parlava con un tono normale, ma allo stesso tempo la sua voce pareva risuonare di una forza incredibile.
L'unico che trovò il coraggio di parlare fu Nicholas.
-Dea, ci scusiamo per...- ma Atena non lo lasciò finire.
-Come ti permetti di parlare senza il mio permesso? Seguitemi.
Ancora mano nella mano, i due ragazzi la seguirono fuori dal tempio, sugli scalini.
-Potrei uccidervi all'istante,- iniziò la dea, lanciando un'occhiata disgustata alle loro dita intrecciate, -ma non credo che lo farò.
Dal bosco si sentì un rumore, e ne uscì una donna dai lunghi capelli biondi e con degli occhi azzurri dolcissimi che però sembravano trapassare gli animi.
-Sono Afrodite,- si presentò alla coppia, come se non fosse stato palese che poteva essere solo la dea dell'amore e della bellezza. Poi si rivolse ad Atena. -Vorrei parlare in difesa di questi due ragazzi.
-E perché mai?
-Perché sono innamorati, o sulla strada per esserlo, ed è il mio compito difendere qualunque tipo di amore.
-Mi hanno oltraggiata.- Negli occhi della dea i fulmini sembravano aver preso vita nella tempesta, ma Afrodite non pareva spaventata. -Sapevano ciò a cui andavano incontro, ma non si sono fermati.
-Non potevano sapere quello che sarebbe successo.
-La ragazza forse no, ma il ragazzo lo sapeva bene.- I suoi occhi dardeggiarono su Nicholas, come se avesse voluto fulminarlo con quel solo sguardo. -Per questo Dafne avrà la punizione minore.
-Nicholas. Ti condanno a una vita eterna, immortale come la nostra. Una vita immortale, senza amore. Ucciderai qualunque ragazza di cui tu ti possa innamorare o che si possa innamorare di te, e continuerai ad affrontare una colpa che ti mangerà dentro finché non ne potrai più, e impazzirai.
-No, aspetta.- La fermò Afrodite. -Sai bene quanto me che ogni maledizione ha bisogno di un modo per essere spezzata.- Poi si rivolse a Nicholas, che la guardava quasi terrorizzato per la prima volta in vita sua. -Non posso spezzare la maledizione di Atena, ma posso aggiungere qualcosa. Ucciderai tutte quelle ragazze, fino al momento in cui incontrerai una ragazza diversa. Incontrerai quella ragazza che avrà il coraggio per fare ciò che andrà fatto, e spezzerà la maledizione. Sarà una ragazza forte, speciale. Potresti conoscerla già,- rivolse uno sguardo a Dafne, che era completamente terrorizzata, -potresti incontrarla domani, o potrebbero volerci secoli. Mi dispiace, ma di più non posso fare.
Sparirono entrambe le dee, e Dafne e Nich si guardarono negli occhi.
-Nich, io...- Ma quelli di lui erano pieni di lacrime, e solo quando Dafne sentì qualcosa trapassarle il cuore capì perché.
Il suo corpo cadde sull'erba morbida, e lui gli si inginocchiò accanto, non potendo fare altro che rigirarsi tra le mani quel pugnale col suo nome inciso, senza riuscire a scagliarlo lontano come avrebbe voluto fare.

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