Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 14)

Nicholas non era sicuro di quanto fosse passato quando si decise ad alzarsi. Aveva ancora il pugnale insanguinato tra le mani, e aveva scoperto che ogni volta che tentava di buttarlo via in un attimo gli era di nuovo accanto.
Si sentiva a pezzi, condannato ad un destino inevitabile che ancora non aveva neppure compreso a pieno.

Camminò fino alla base della collina come un automa, ma invece di andare verso casa prese la strada che portava fuori città.
Fu in quel momento che iniziò la sua eternità senza amore, senza casa, senza vita. Un'eternità di corpi morti, uccisi da lui.


Duemila anni dopo, Nicholas era tornato a casa. Si chiamava Cam, aveva una nuova vita, e non era sicuro di essere ancora nel ventunesimo secolo, o di essere sul serio tornato nell'Antica Grecia.
Aprì gli occhi, e capì che ricordare gli aveva preso troppo tempo, perché il cielo sopra di lui era scuro. Si vedevano le stelle, e in quel momento gli venne in mente che non le vedeva da tanto, e che di sicuro non era nel ventunesimo secolo. Intanto, aveva capito cosa doveva fare. Aveva preso quella decisione che avrebbe decretato il suo futuro.
Si alzò e fece la stessa strada che aveva fatto tante volte con Dafne, la stessa che senza saperlo aveva percorso a ritroso nell'andare a casa.
Quando arrivò al tempio era notte inoltrata, e non c'era nessuno. Si sedette sui gradini e prese a fissare l'erba davanti a lui, sicuro di vedere ancora le tracce del sangue di Dafne che la impregnavano.
Pochi minuti dopo, comparirono le due dee. Solo in quel momento pensò che avrebbe dovuto prepararsi qualcosa di più da dire.
-Hai preso la tua decisione, Nicholas?
-Ora sono Cam,- rispose ad Afrodite.
-Per noi rimarrai Nicholas. Ora rispondi.
-Sì, ho preso la mia decisione. Questi duemila anni sono stati un inferno,- si rivolse ad Atena, -ma capisco il perché della mia punizione. Non avrei dovuto tentare di sedurre una sacerdotessa della dea, per quanto abbia finito per essere io stesso sul punto di innamorarmene. Eppure, la devo ringraziare, perché senza di lei non avrei mai conosciuto Helen. E io... Io la amo, e rifarei tutto da capo- ucciderei ancora e ancora -per riaverla. Mi dispiace, ma questa è la mia decisione.
-Ne sei sicuro?
Cam annuì, e Afrodite sorrise.
-Sapevo che l'amore avrebbe trionfato.
-Sei un ragazzo saggio, anche se agisci in modo avventato,- gli disse Atena, -e hai scontato la tua punizione, quindi ti lascerò tornare dalla tua amata.
-Grazie.
-Ma non dubitare più degli dei.
Lui chinò il capo, e le dee scomparvero. Un attimo di silenzio, poi lo avvolse di nuovo il buio.

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