Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 15)

Quando il buio di disperse, Cam si trovò nello stesso punto in cui aveva iniziato a correre, in cui il buio lo aveva avvolto la prima volta. Per un attimo lo colpì il pensiero di aver immaginato tutto, ma poi si riprese e ricordò, fu sicuro, che era tutto vero. Era successo tutto, e adesso doveva trovare Helen e Lucas.
Ricordò che la casa doveva essere stata demolita, ma qualcosa gli diceva che in realtà era ancora là, esattamente dove l'aveva lasciata.
Percorse la via che l'avrebbe dovuto portare lì, e la casa c'era. Ristrutturata, circondata da un giardino pieno di fiori, esattamente come la ricordava.
Oltrepassò il cancello e mentre arrivava alla porta tirò fuori dalla tasca le chiavi. Aprì la porta, e lo accolse il silenzio. Fu sul punto di pensare che non ci fosse nessuno, ma prima di esserne certo attraversò il salone fino in cucina, sperando che Helen fosse là con Lucas.
La trovò ai fornelli, intenta a preparare la cena, mentre il piccolo Lucas era al tavolo impegnato a giocare con la pasta come se fosse stata un puzzle da far combaciare. Una scena intima, familiare. Che in quel momento gli parve la più bella che avesse mai visto.
Si avvicinò a Helen da dietro e l'abbracciò, tenendola stretta come aveva pensato di non poter più fare. Lei si abbandonò tra le sue braccia, perché le sembrava l'unica cosa giusta che potesse fare con lui.
-Helen, ti devo parlare.-
La portò in salotto, lasciando Lucas a giocare con la pasta, e le raccontò tutto. Le raccontò precisamente ogni cosa che aveva fatto.
Lei ascoltò con attenzione, ma se Cam pensava che questo avrebbe cambiato il suo modo di vederlo si sbagliava di grosso.
-Mi dispiace non avertelo raccontato prima, ma non ero pronto.- Le disse alla fine, senza sapere come l'avrebbe presa.
-Sapevo che c'era qualcosa, ma sapevo anche che non saresti riuscito a dirmelo finché non l'avessi voluto tu stesso.
-Ma...- Cam non era sicuro di cosa le stesse dicendo: Ma sono un assassino?. Se anche lo fosse stato, Helen non lo fece continuare.
-Ma tutto questo è passato.- Gli disse. -Adesso, siamo noi. Siamo io, te, e Lucas.
Il bambino scelse quel momento per affacciarsi sulla porta del salotto e, visto che nessuno gli disse qualcosa come -Questi sono discorsi da grandi, vai a giocare- si decise ad avvicinarsi ai suoi genitori e farsi prendere in braccio da Helen. Lei gli diede un bacio sulla testa e lo strinse a sè, mentre Cam abbracciava entrambi.
Felice che fosse tutto passato, felice che si amassero. Felice di averli scelti al di sopra di qualsiasi altra cosa.

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