Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 2)

Occorsero vari minuti prima che Cam credesse sul serio che Helen non sarebbe arrivata. Perché non sentiva i suoi passi dietro la porta, ed era sicuro che non li avrebbe sentiti. Andò alla finestra, e stavolta notò che le gardenie non c'erano più, e che l'interno sembrava silenzioso. Non abbandonato nel vero senso della parola, ma vuoto. Senza Helen, senza i suoi genitori o il piccolo Lucas a rallegrarlo.
Andò in strada, e si diresse verso la biblioteca. Era il primo posto in cui avevano avuto una conversazione che non fosse basata sul prendersi in giro a vicenda o sulle occhiate dure di lei, e sperò di trovarla lì. Ma non c'era, e l'unica cosa rimasta era il ricordo dei suoi sorrisi.
Continuò a camminare, e si fermò davanti ad un parcogiochi. Era lì che portavano Lucas a giocare da quando aveva appena due anni e rideva come se al mondo non ci fosse niente che non andasse. Eppure, sapeva che non li avrebbe trovati neppure tra le altalene che risuonavano ancora dei loro giochi.
Attraversò altri posti in cui erano stati durante quegli anni, ma loro non erano da nessuna parte. Cominciò a sentire un peso sempre maggiore invadergli il petto, e scoprì di non riuscire a respirare.
Perché era colpa sua. Era tutta colpa sua. Li aveva lasciati, per scoprire la verità, e adesso loro non c'erano più. Non li avrebbe più trovati, e sarebbe stato tutto inutile.
Le regole infrante, la maledizione, gli anni di sofferenza e tutta la fatica fatta per resistere, per arrivare a lei. Tutto inutile. Milioni di vite inutili.
Qualcuno avrebbe detto che ne era valsa la pena, per passare quegli anni felici con lei, ma non Cam. Perché Cam sapeva tutto, e sapeva che pochi anni con lei non bastavano.
Una vita sarebbe bastata, aveva pensato dieci anni prima, al culmine della sua felicità. E dov'era, adesso quella vita?
I pensieri continuavano a susseguirsi incoerenti, pezzi di frasi interrotti dal dolore che gli premeva nel petto. Gli sembrava di non riuscire più a sopportarli, e cominciò a correre.
Corse, finché tutto non fu nero. Lo avvolse il buio completo, che lo portò in un altro luogo, in un altro tempo.

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