Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 5)

Entrando in città, Cam vide quegli edifici che gli sembravano tutti uguali, ma che una volta conosceva benissimo.
Camminò fino a trovarsi davanti a quella che era stata casa sua. E che in quel momento lo era ancora. Entrò, e si diresse nel giardino sul retro. Doveva sbrigarsi, ma prendere la decisione sbagliata, anche facendolo velocemente, sarebbe stato inutile.
Si sdraiò sul prato, e prese a guardare il cielo, azzurro come duemila anni dopo non sarebbe mai stato.

Era un giorno importante per Nicholas, se lo sentiva dentro, mentre usciva di casa per dirigersi al tempio. C'era qualcosa che doveva fare, ma gli era passata di mente, così ignorò quella sensazione e si avviò lungo la collina.
In cima c'era un tempio interamente di marmo bianco. Faceva provare un senso di impotenza alla maggior parte delle persone, ma non a Nicholas, che entrò passando tra due colonne scanalate sul fianco dell'edificio. Era il posto più adatto a pensare e stare da soli, perché non ci andava nessuno. Era lontano dalla città, e a molti faceva paura.
Il ragazzo sedette accanto ad una colonna della fila più interna e chiuse gli occhi, chiedendosi se questi dei che tutti pregavano esistevano davvero.
Sarebbe potuto sembrare addormentato per quanto era fermo, ma era consapevole di ogni movimento lì attorno. Infatti, quando sentì il ticchettìo di un paio di sandali lì attorno, non si stupì, perché aveva già avvertito il rumore di qualcuno che si spostava tra gli alberi. Si alzò in piedi, ma invece di farsi vedere si nascose dietro una colonna.
E da lì, vide entrare la ragazza più bella che avesse mai visto. Non doveva essere della città, perché l'avrebbe notata in giro altre volte... E perché conosceva bene tutte le ragazze della città.
I capelli biondi le ricadevano in morbidi ricci fin sotto le spalle, gli occhi verdi sembravano due smeraldi che spiccavano sul viso delicato, e il corpo perfetto era avvolto da una tunica bianca che la faceva sembrare una dea.
Era perfetta, ma il fatto che fosse lassù lo fece insospettire: non ci andava nessuno, perché una ragazza del genere avrebbe dovuto farlo? Era pericoloso, e non se ne guadagnava niente. Che fosse davvero una dea?

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