Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 7)

Il giorno dopo, Nicholas era sulla strada per il tempio pochi minuti dopo essersi alzato. Vide la ragazza che si avviava verso la salita con una cesta piena di sacrifici per Atena.
La raggiunse in pochi passi, e le fu accanto.

-Ti posso aiutare a portare la cesta?
-Devo farlo io.
-Posso aiutarti, dev'essere pesante.
-La porto tutti i giorni, e deve essere pesante. Altrimenti dov'è il sacrificio?
-Nella roba che c'è dentro.
Dopo la risposta di Nicholas, lei prese a ignorarlo, e non lo guardò neppure finché non arrivarono al tempio.
-Almeno mi vuoi dire come ti chiami?
-No.

Passarono dei giorni, sempre allo stesso modo. Ci volle una settimana e mezza perché Nicholas cambiasse strategia.
Quel giorno portò con sè una cesta di sacrifici che aveva chiesto ai suoi genitori. Loro erano stati felici di quella sua improvvisa attenzione per la religione, e glieli avevano dati volentieri.
Fecero insieme tutta la strada, come durante tutte le mattine precedenti, ma questa volta Nicholas non tentò neppure di parlare. Arrivati al tempio bruciarono insieme i sacrifici, e tornarono insieme lungo il sentiero.
Proseguirono così per due settimane, che a Nicholas sembrarono eterne. Due settimane dopo, quando arrivarono all'incrocio dove di solito si separarono, lei si fermò.
-Dafne.
Lui si girò e la guardò, interrogativo.
-Dafne.- ripetè. -E' il mio nome.
-Io sono Nicholas,- le sorrise, felice di aver conquistato qualcosa di quella ragazza, anche se era solo il nome.
Lei gli rispose con un -Lo so già- e se ne andò, lasciandolo con la cesta in mano a guardarla camminare via.
Ma Nicholas aveva ottenuto qualcosa, e questo gli dimostrava che avrebbe potuto ottenere tutto quello che desiderava. Cioè, in quel momento, quella ragazza.
Decise che l'avrebbe avuta, e intanto tornò a casa per lasciare lì la cesta e andare alle terme. 

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