Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 luglio 2014

Il ragazzo maledetto. (Capitolo 8)

Dicendogli il proprio nome, Dafne aveva pensato di non dover più vedere quel ragazzo. Era convinta che Nicholas non l'avrebbe più pensata, e allo stesso modo lei si sarebbe potuta scordare di quel ragazzo che si era abituata a vedere tutti i giorni.
Lei, che non era mai stata abitudinaria, da quasi cinque settimane si alzava tutti i giorni alla stessa ora per arrivare alla base della collinetta del tempio quando sarebbe arrivato anche Nicholas.
E non l'avrebbe mai ammesso, ma tutte le mattine, mentre aggiustava i capelli con il pettine che le aveva regalato sua madre prima di morire, aveva in mente un solo volto.
Lo fece anche quella mattina, poi incastrò il pettine di madreperla tra i ricci e prese la cesta -che un paio di volte, nella fretta di andare, aveva quasi dimenticato- dal pavimento accanto alla porta.
Lungo la strada continuò a ripetersi che non l'avrebbe visto, e che doveva perdere quel brutto vizio -perché non era altro che un vizio- di aspettarselo. Ma già pochi metri prima di arrivare intravide una testa di capelli scuri che spiccava sulla folla, e seppe che era Nicholas che la aspettava.
Quando gli arrivò accanto fece finta di ignorarlo, come sempre, ma sapeva che lui stava risalendo la collinetta accanto a lei.
-Posso portare anche la tua cesta?- le chiese dopo pochi metri di cammino. Lei non riuscì a non mostrarsi sorpresa, e si girò a guardarlo.
-Così è un sacrificio più grande.
-Come se con tutta quella lotta che hai fatto questo possa pesarti qualcosa.- Dafne si accorse di averlo detto ad alta voce solo quando si ritrovò accanto un Nicholas che non riusciva più a nascondere quel sorriso impertinente.
-E come sai che ho fatto tanta lotta, se dovresti ignorare gli uomini?
Lei si maledisse in silenzio per aver colto qua e là tutte le informazioni possibili su di lui, poi balbettò qualcosa sul fatto che tutti gli uomini praticavano la lotta, e non pensava che lui facesse eccezione.
-Però hai ragione. Questo non pesa niente per me. Forse dovrei portarti in braccio con entrambe le ceste per sforzarmi un po'...
Dafne sgranò gli occhi, prima di sentire la risata la risata di lui e capire che scherzava. Eppure quel giorno la stava mettendo a dura prova, e sperò che non fosse perché aveva capito di aver abbattuto tutte le sue difese.
Quando entrarono nel tempio, l'unica cosa di cui lei fu sicura era che, quel giorno, non sarebbero stati solo i sacrifici a bruciare.

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