Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

La casa maledetta. (Capitolo 12)

Helen quella mattina si alzò pensando a Cam. Avrebbe voluto vederlo, ma come? Tutte le altre volte si erano incontrati per caso, o perchè aveva voluto lui. E poi, voleva anche scoprire cos'era successo quella sera. Non credeva a quello che aveva detto Cam sul fatto che era svenuta, ma non sapeva che motivo avrebbe potuto avere per mentirle.

Inviò un messaggio a sua madre dicendole che era sveglia e chiedendole quando sarebbero tornati, poi salì in soffitta. Il quadro era ancora lì, e il suo stesso viso sembrava guardarla dalla tela. Non le piaceva pensare che c'era, o c'era stato, qualcuno di così simile a lei, ma invece di smettere di guardare il quadro si sedette lì davanti. Alla ricerca di un dettaglio che le distinguesse, Helen notò che al quadro mancava un neo che lei aveva appena sotto l'occhio, e che le sue labbra non erano carnose quanto le proprie.
Ma tutto questo non la consolò quanto sperava. Aveva solo voglia di prendere quel quadro e di distruggerlo, di distruggere la sofferenza che aveva provato quella ragazza, e che l'avrebbe perseguitata per sempre.
E afferrò il quadro, forse con l'intento di farlo. Ma non appena lo alzò, un lato della cornice si aprì, e scivolarono fuori dei fogli. Con delicatezza, Helen posò il quadro a terra e li raccolse. Erano pagine di quello che doveva essere stato un diario. Le sfogliò, senza sapere cosa avrebbe potuto trovare.
E lesse di quella storia che le era stata già raccontata. La lesse come era stat scritta giorno per giorno, emozione dopo emozione. Lesse di quell'amore, della fiducia di una ragazza che sarà tradita. Lesse quelle che sarebbero potute essere le farneticazioni di una ragazzina alla sua prima cotta, o le parole di una ragazza innamorata. Non sapeva quale fosse delle due, ma di una cosa era sicura: il ragazzo di cui si parlava in quel diario, era Cam. E non sapeva cosa le dava quella certezza, ma sapeva che era così.
Lasciò i fogli sul pavimento e corse fuori di casa. Ormai era buio, ma non era importante per quello che stava per fare.
Arrivò alla casa e trovò il varco da cui erano entrati la volta prima, poi entrò dalla stessa porta laterale e si diresse verso la parte della casa dove credeva fosse l'entrata.
Davanti alle ampie scale, era tutto come l'aveva lasciato la volta prima. Immobile al centro dell'enorme sala, aspettava che succedesse qualcosa. E successe.
Il portone si aprì, e Helen vide la stessa immagine di due sere prima. Il profilo di un ragazzo con un pugnale in mano.
Solo che questa volta avanzava verso di lei, intenzionato ad ucciderla.

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