Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

La casa maledetta. (Capitolo 13)

Cam era lì, sulla porta, e Helen sapeva. Sapeva tutto, o quasi. Sapeva di sicuro che stava per morire,  e che lui non sarebbe riuscito a combattere un'altra volta quella cosa.. quel male che lo prendeva.
Si avvicinò ad Helen col coltello in mano, e lei stava lì, immobile, senza sapere cosa fare. Sembrava aspettare che qualcosa la salvasse, ma cosa?

L'amore, la fortuna? Non credeva in nessuna delle due cose. Le dispiacque per i suoi genitori, che non avrebbero saputo nulla sulla sua fine. E le dispiacque per tutte le altre ragazze che sarebbero morte, incantate da qualcuno di troppo perfetto per non essere sovrannaturale.
E lui le era davanti. Helen non era sicura se fosse passato un attimo o se lei si fosse alienata per alcuni secondi.
-Io non vorrei.- sussurrò Cam. La guardava negli occhi, ma non erano i suoi occhi. Avevano uno sguardo a tratti spaventato, a tratti folle. Faceva paura, e la teneva inchiodata lì, come se non ci fosse altro da fare che aspettare di essere uccisa. -Credevo fossi quella giusta,- continuò sottovoce, -credevo che saresti sopravvissuta.
Alzò il pugnale, e l'avrebbe colpita al cuore se lei non si fosse spostata. Le ferì una spalla, e lei rimase un attimo immobile, stupita. Poi si riscosse, e fece un passo indietro. Lui le si lanciò addosso, e caddero entrambi a terra. Era una lotta impari, e Helen non rimase ferita dal pugnale per qualcosa di molto simile ad un miracolo. Quando sembrava non esserci più speranza per lei, riuscì per un attimo a sopraffarlo e si ritrovò a cavalcioni su di lui. Gli aveva bloccato le mani, ma non poteva fare altro. Non ci riusciva.
Uccidilo, le sussurrava una vocina nella sua testa. Perché lui aveva provato ad ucciderla. E l'avrebbe fatto, se ne avesse avuto la possibilità.
Era quella vocina che le aveva detto di entrare nella casa, quella vocina che le aveva detto di baciarlo, e che adesso le diceva di ucciderlo... Ma non era sicura di dover ascoltare l'istinto anche questa volta.
Eppure l'ascoltò. Alzò il pugnale, e lo affondò tra le costole, nella carne. Dritto nel cuore. Lo fece perché lui glielo lasciò fare, ma un attimo dopo si sentì debole, senza forze.
Si lasciò cadere accanto al corpo di Cam, e in quel momento fu sicura che sarebbero morti entrambi.

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