Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

La casa maledetta. (Capitolo 14)


Ad un certo punto, Helen aprì gli occhi. Non era morta, e non era sicura di esserne contenta. Aveva ucciso Cam. Aveva visto il respiro lasciare le sue labbra, la vita lasciare i suoi occhi.. L'aveva pugnalato al cuore, come non avrebbe mai pensato di poter fare.

Le lacrime non sarebbero bastate, le urla non sarebbero state nulla. Il dolore non era un infinitesimo di ciò che si meritava.
Eppure, tra le lacrime, si accorse di qualcosa. Il sangue era sparito dalle scale. Si appoggiò alle ginocchia e scoprì che al posto del corpo della ragazza non c'era altro che polvere, come sarebbe dovuto essere decenni prima.
E, nel silenzio immobile che sostituì le sue grida, sentì un respiro. Ma non era il suo respiro. No. Era il respiro di un morto. Di qualcuno che sarebbe dovuto essere morto.
Cam si alzò, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. Gli occhi erano brillanti.
-Mi hai ucciso. Mi hai ucciso!
La strinse a sè. La maglietta di lui era sporca, ma la pelle era intatta. Lei rise. Le lacrime, questa volta, erano di gioia.
-Che è successo? Com'è possibile?
-Ce l'hai fatta. Ce l'hai fatta sul serio. Era l'unico modo.. Nessuna c'era mai riuscita... Ma tu eri diversa, lo sapevo che eri diversa.
La strinse ancora, euforico di vita.

-Non potevo cambiare. Mai.- Le stava dicendo Cam quella sera, seduti sul divano di casa di lui. -Ero obbligato a restare sempre un diciottenne. La mia maledizione non mi avrebbe permesso di innamorarmi di nessuna che poi sarebbe rimasta viva. Non molto a lungo, comunque. Di solito, non arrivavo nemmeno al primo bacio. Ero preso da qualcosa che mi costringeva ad ucciderla. Non ero più io, ma non ero neanche qualcun altro. E' successo centinaia di volte, e ogni volta era peggio. Quando ti ho visto, volevo starti lontano. Ma non ci riuscivo. Avevo bisogno di te. Di parlarti, di vederti sorridere. Avevo bisogno di sapere che ero la causa del tuo sorriso, del tuo imbarazzo. Avevo bisogno perfino di vederti irritata, agitata, perchè c'era tanta, tantissima energia in quella rabbia.. Abbastanza da farmi sperare.
-Ma poi mi ha preso. Mi ha trattenuto in quella morsa, in quel gelo. E dovevo ucciderti. Dovevi morire. L'ho combattuto con tutta la mia forza, come non avevo mai fatto prima. Non abbastanza per trattenermi sul serio a quanto pare, ma abbastanza da permetterti di uccidermi.
-E ora?
-E ora andrò avanti, crescerò. Cresceremo. Insieme, spero.
-Lo spero anch'io.
Si baciarono, e furono sicuri di una cosa: non volevano il per sempre, ma sarebbe bastata una vita.

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