Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

sabato 26 luglio 2014

La casa maledetta. (Capitolo 4)


Stava consultando quello che decise sarebbe stato l'ultimo libro, quando vide entrare il ragazzo moro con cui si era letteralmente scontrata lungo la strada. Pensò di alzarsi e andarsene, ma poi decise di continuare a leggere, ignorando che stava venendo da quella parte.
Dopo dieci minuti, non riuscendo più a concentrarsi, si diresse verso lo scaffale dei manga per leggere qualcosa di più rilassante. Stava prendendo il terzo volume di One Piece, quando un'altra mano lo sfilò prima di lei.

-Ehi! Lo stavo prendendo io!- Si girò, per trovarsi faccia a faccia, o meglio, faccia a petto, col tipo alto, moro e antipatico, che le sorrideva.
Ma non lo perdeva mai quel cavolo di sorriso?
-Ma l'ho preso io.
Lei tese la mano. -Dammelo.
-Non mi sembravi così diretta, ma non dico mai di no ad una bella ragazza.- fece lui, ammiccandole, ma continuando a tenere il giornaletto tra le dita eleganti.
-Vaffanculo.- E gli diede le spalle. Preso un libro a caso dallo scaffale degli horror, compilò i moduli per portarlo a casa e uscì dalla biblioteca.
Entrata in camera si buttò sul letto e iniziò a leggere. La fame le era passata del tutto, e non sarebbe riuscita a ingoiare un boccone di pasta.
Lesse fino a sera, e chiuse il libro solo quando era troppo stanca per continuare a tenere gli occhi aperti.

Quella notte sognò l'apparizione.
Era in cima alle scale immacolate della casa, e la metteva in guardia. -Stai attenta, ti prego. Non...- Le parole si persero nel vento che inondò la casa all'aprirsi della porta, sulla quale si intravedeva una sagoma scura di ragazzo. Qualcosa di appuntito gli scintillava in mano. Helen vedeva l'apparizione immobile nel vestito blu, il viso spaventato. Continuava a muovere le labbra, ma non ne uscivano suoni. Intanto il ragazzo col pugnale in mano si avvicinava...

Helen si alzò di scatto, accorgendosi di aver contratto le dita fino a conficcarsi le unghie nel palmo delle mani.

Quella mattina in biblioteca si diresse alla stessa sedia del giorno prima, ancora più decisa a chiarire il mistero. Ripensò alle parole dell'apparizione. L'ultima frase si era persa nel vento, ma le era sembrato qualcosa di simile a non fidarti. Ma di chi? Di chi non avrebbe dovuto fidarsi?
Si riscosse da questi pensieri quando sul tavolo trovò il terzo volume di One Piece, quello che il giorno prima aveva preso il ragazzo alto, moro e antipatico.
-Ho pensato che avresti vouto leggerlo.- Ma come faceva a comparire così dal nulla?
-Te lo puoi tenere.- Disse lei sedendosi e spostando di lato il manga. Di lui di sicuro non si doveva fidare. Si capiva dalla strafottenza con cui faceva qualunque cosa.
Riprese il libro che il giorno prima aveva lasciato a metà, convinta che lui se ne sarebbe andato. Invece si appoggiò al bordo del tavolo, proprio accanto a lei.

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