Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

sabato 26 luglio 2014

La casa maledetta. (Capitolo 6)

-Alcuni secoli fa, la casa era al massimo del suo splendore. E' difficile da immaginare vedendola in questo stato, ma era elegante e curata, e tanto bastava a renderla la più invidiata del vicinato.- A Helen sembrò che i suoi capelli e i suoi occhi si scurissero. E quella che s'intravedeva nel suo sguardo, era tristezza o rabbia? -Nei primi decenni del 1800, andò ad abitarvi una famiglia. Sembrava una delle tante del posto, con niente di particolare. Tranne una figlia, che stava per compiere diciott'anni, amatissima dai genitori. Si dice che fosse bellissima. Che avesse lunghi ricci che cadevano come una cascata d'oro e occhi verdissimi.- Il suo sguardo tornò un attimo dalla lontananza in cui si era perso. -Un po' come te, anche se tu sei più bella.-

Lei non lo sapeva, ma Cam aveva presente di quale bellezza parlava, e credeva sul serio che lei la superasse.
-Nonostante l'amassero,- continuò, tornando al suo sguardo lontano, -dovevano farla sposare, e, conosciuta com'era per la sua bellezza, non era difficile trovare un corteggiatore. Gli spasimanti erano numerosi, ma lei si era già innamorata. Si racconta che lui fosse bello quanto lei, ma sono convinto che queste voci siano infondate.
-Comunque fosse, erano innamorati. Passavano più tempo insieme di quanto fosse consentito a quel tempo, ma i genitori la amavano troppo per negarle qualunque cosa. Dopo alcuni mesi di fidanzamento, una notte, i due si incontrarono nel salone della casa. Non si sa il motivo. Alcuni ipotizzarono una fuga, altri una lite, altri ancora che lui fosse rimasto per una notte con lei all'insaputa dei genitori. Qualunque fosse la ragione, quella notte finì con la morte di lei. Lui l'aveva pugnalata al cuore.- Helen sapeva la vera ragione, ma tacque, ipnotizzata dal tono di voce di lui.
-I genitori furono distrutti dalla morte della loro unica figlia. Tolsero il corpo dalle scale e fecero pulire tutto per commemorarla con un funerale. Ma il giorno dopo, a mezzanotte, il corpo era di nuovo lì, e il sangue scendeva di nuovo dalle scale, fresco come appena versato. Fecero pulire un'altra volta, e un'altra, e un'altra ancora, ma tutto tornava sempre come se il delitto fosse stato appena commesso. Inoltre, erano sicuri che lo spirito della figlia vagasse ancora per la casa, e, entrandovi, nessuno riusciva a smentirli. Dopo alcuni giorni, terrorizzati, lasciarono la casa. Nessuno andò più ad abitarvi, e tutti i tentativi di demolirla andarono a vuoto. Ancora oggi, si dice che il corpo della ragazza sia sulle scale della casa, e che il suo spirito vaghi in pena per le stanze, cercando l'amore della sua vita, colui che l'ha assassinata. Coloro che sono entrati, ne sono usciti terrorizzati, ma non hanno mai parlato di ciò che hanno visto.
Il suo sguaro parve tornare al presente, e guardò Helen. -Allora? Avrai ancora il coraggio di ripassarci davanti?
-Una delle cose che non mi manca è il coraggio. E poi, tu riesci ancora a passarci davanti, perchè io non dovrei?
-Perchè sei una ragazza, e le ragazze hanno paura.- Lanciò uno sguardo al giornaletto sul tavolo, sorridendo. -E non leggono i manga.
Lei alzò le spalle. Era possibile che tutti i ragazzi la pensassero allo stesso modo? -Lo dico sempre che sarei dovuta essere un ragazzo.
-No, credimi, non avresti dovuto.- le ammiccò Cam. Helen alzò gli occhi al cielo e bevve un sorso dalla cannuccia per nascondere un sorriso, ma lui se ne accorse.
Parlarono ancora, finchè il cellulare di Helen non squillò.
-Pront..
-Dove sei?! Dovevi essere a casa venti minuti fa!- le urlò una voce dall'altro capo del telefono.
-Oh, cavolo.. Mi ero dimenticata.. Adesso arrivo.

Nessun commento:

Posta un commento