Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

La casa maledetta. (Scena extra)


Dopo la strana guarigione di Cam, lui ed Helen avevano iniziato a uscire insieme. O meglio, era quello che dicevano, ma a detta di tutti gli altri sembrava una coppia che usciva insieme da mesi. C'era l'emozione dell'inizio, ma allo stesso tempo avevano una strana sicurezza che dava l'impressione che sarebbe durato per sempre. Quando lo sentivano dire, entrambi correggevano il "Per sempre" con un più adatto "Per tutta la vita", ma a nessuno importava, in quanto vedevano solo la conferma di ciò che pensavano: due ragazzi innamorati dello stare insieme, e non l'uno dell'altro.


Erano tre mesi che uscivano insieme, e visto che i suoi genitori erano di nuovo fuori per lavoro Helen aveva deciso di invitare Cam a cena da lei. Avrebbe preparato qualcosa e poi avrebbero passato insieme la serata.
Il campanello suonò poco prima delle otto, e Helen corse ad aprire sistemandosi la coda di cavallo che non riusciva a tenere tutti i ricci al proprio posto. Dietro la porta trovò Cam, con un enorme mazzo di rose in mano, che appena la vide la attirò a sè per baciarla, ed Helen fu piuttosto sicura che non avrebbe potuto trovare di meglio neanche in un milione di anni.
Lui le sussurrò un -Sei bellissima- nonostante indossasse dei pantaloncini di jeans e un semplice top verde acqua. Lei... Bhe, era ovvio che lui fosse bellissimo, anche con la maglietta blu scuro a maniche corte e un paio di jeans. Gli prese i fiori dalle mani e lo ringraziò prima di metterli sul tavolino dell'ingresso, sperando di ricordarsi di prendere un vaso quando lui se ne fosse andato.

Dopo cena si sedettero in salotto e parlarono fino a notte fonda. Dovevano essere le due passate quando Helen si portò una mano davanti alla bocca e sbadigliò, stanca. Lui si accorse che riusciva appena a tenere gli occhi aperti.
-Vuoi che me ne vada, così puoi andare a letto?
Non avrebbe potuto dire frase migliore per svegliarla. Helen valutò i rischi del dirgli di restare: sarebbe dovuto succedere qualcosa, giusto? Non credette neanche per un attimo che non sarebbe successo nulla, e scoprì di non essere spaventata come avrebbe dovuto. Se quello era un rischio, valeva la pena di correrlo.
Scosse la testa.
-Se ti va puoi restare. Cioè, se...- non seppe come continuare la frase, così la lasciò in sospeso. Se hai voglia di venire a letto con me non sembrava per niente carino, in effetti.
Lui sorrise, divertitò dall'imbarazzo di lei, e si chinò a darle un bacio leggero, tirandosi indietro quando lei si avvicinò per chiedere di più. Per un attimo Helen pensò di aver frainteso tutto, ma nel notare il sorrisetto divertito di Cam sorrise anche lei, e si alzò per sedersi in braccio a lui. Lo baciò, e quindici minuti dopo erano in camera da letto.

Quella notte Cam dormì il sonno migliore della sua vita, anche se durò solo poche ore. Perché durante quelle poche ore aveva tenuto stretta a sè un'Helen dolce e addormentata, e non avrebbe potuto pensare a niente di meglio.
Nel momento più buio, poco prima dell'alba, una stella cadente attraversò il cielo, e lui, per la prima volta nella sua vita, non ebbe niente da chiedere: aveva tra le braccia il suo futuro, e tanto bastava.
Se solo fosse stato vero...

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