Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 27 luglio 2014

Un fiore, un pegno.

Le ha donato un fiore
come pegno
di un qualcosa senza nome.
Una rosa
per mostrarle
che l'ama,
o crede di amarla.
Le ha donato un fiore,
a significare qualcosa
più grande di loro.
Ha raccolto un fiore
e non le ha porto altro
che quel pezzetto di sè
coltivato con amore
per nient'altro che lei.
E lei lo sapeva
cosa rappresentava.
Lo sapeva
che quel fiore
voleva dire più di un qualcosa.
Lo sapeva,
e provava quel qualcosa.
Provava quel qualcosa,
quel qualcosa in più
per qualcuno
che non le avrebbe mai mandato fiori.
Per qualcuno
che non avrebbe mai ammesso
che quel qualcosa esiste.

Le ha donato un fiore
e lei ha sorriso
e si è lasciata baciare.
Tornata a casa
ha pianto
perché non era
il suo fiore
che voleva
perché
colui per cui provava quel qualcosa
un fiore non l'avrebbe mai donato.

Si è gettata sul letto
e ha pianto
perché era sola
e non voleva
che colui che le aveva donato un fiore
piangesse.
E non voleva
che colui per cui provava quel qualcosa
ne ridesse.

Ha pianto
perché era amata
e amava.
Perché
era amata da chi le aveva donato un fiore
che non desiderava.
Perché
amava chi non le avrebbe regalato un fiore
a cui agognava.

Ha pianto
perché era sola
e amare
e essere amata
non era abbastanza.

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