Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 8 agosto 2014

Le mie cicatrici. (Capitolo 9)

Entro in discoteca con la musica che già mi perfora i timpani. Ma Eric qua è contento, si sente a suo agio, quindi va bene così.
Bryan mi conduce al bancone in fondo, dove ordina un paio di drink leggeri. Me ne porge uno, e ne assaggio un sorso chiedendomi se Eric passerà tutta la sera con quella ragazza o con altre dieci. O con me.
Ma quasi non ci spero neanche, quindi mi concentro su Bryan. Parliamo un po', e dopo pochi minuti torna anche Eric. Non ha segni di rossetto sul collo, né la camicia spiegazzata, ma da tempo ho imparato che con lui non vuol dire nulla. Cerca di trascinarmi a ballare, ma come al solito non mi muovo dallo sgabello. Le discoteche non sono posti per me, e se sono qua è solo perché a lui piace.
Non sono sicura di quanto tempo è passato quando Bryan si china a dirmi che se ne deve andare.
-Chiamami quando vuoi tornare,- mi dice.
-Okay, grazie.- Gli lascio un bacio sulla guancia e se ne va.
Invece di prendere il suo posto sullo sgabello, Eric si avvicina di più a me. E' in piedi tra le mie gambe, e spero che non si accorga che sto tremando, e non per il freddo.
-Dovresti venire a ballare,- mi sussurra all'orecchio. Non riesco a rispondere. E' tanto che non lo avevo così vicino, e vorrei tanto stringerlo a me e fare cose che probabilmente ha fatto con decine di ragazze solo negli ultimi mesi.
Ma è questo pensiero a bloccarmi: non sono una di quelle ragazze, e non potrò mai esserlo.
-Meglio di no,- mormoro quindi. -Però se vai a ballare ti aspetto qui.
Mi poggia le mani sui fianchi. -Non vado a ballare senza di te.
Comincio ad avere fin troppo caldo, e per un attimo non capisco se quello che provo è positivo o negativo. Poi decido che è positivo, perché questa voglia di rimanere tra le sue braccia è stupenda.
Avvicina il viso al mio finché non restano che pochi millimetri, e smetto completamente di respirare. Non capisco cosa vuole fare, e non sono neanche sicura di volerlo sapere. La musica intorno pare scomparsa, e i rumori sono attutiti.
-Eric!- una voce stridula rompe la nostra bolla di silenzio, ed Eric si tira indietro di scatto. Mi tiro indietro anch'io e tolgo le mani dalle sue, dove le avevo poggiate senza neanche accorgermene. A chiamarlo è stata una ragazza bionda, alta, con una minigonna molto più corta della mia. Mentre gli viene incontro e gli mette un braccio attorno alla vita ha un sorriso smagliante, e sembra promettergli cose che forse io non potrei mai dargli. E forse è per questo che lui le mette un braccio attorno alle spalle e mi mima con le labbra che torna fra un po', prima di allontanarsi con lei.
Resto al bancone da sola, ma dopotutto non posso rimproverarmi sul serio. Voglio dire, ero qua perché volevo che Eric si divertisse, giusto? Bene, si sta divertendo.
Anche se non con me.
Prendo il drink che avevo lasciato davanti a me, rimproverandomi per aver pensato, anche solo per un attimo, che tra me e Eric ci sarebbe potuto essere qualcosa.
Con la coda dell'occhio vedo qualcuno che si siede nello sgabello lasciato libero da Bryan, ma nella mia auto-commiserazione lo ignoro.
-Il tuo ragazzo ti ha lasciata di nuovo da sola?- sento dire un attimo dopo. Mi giro, e vedo che il ragazzo che si è seduto è quel Kevin. Roteo gli occhi.
-Non è il mio ragazzo.
-Quindi permetti a chiunque di infilartisi tra le gambe a quel modo?
Faccio per rispondere, ma in realtà non so cosa dire. Mi giro dall'altra parte. Perché, insomma, che gliene importa di chi mi si infila tra le gambe? Neanche lo conosco!
Mi viene davanti. -Scusa, ho esagerato.
-Esatto.
-Conosco un bel modo di farmi perdonare però.- Fa un mezzo sorriso che dovrebbe dirmi di stargli lontana, ma in realtà mi attira parecchio.
So che non dovrei farlo, ma in realtà neanche Eric dovrebbe lasciarmi sola in discoteca...
Quindi prendo la mano che mi tende e lo seguo tra la folla, senza sapere dove voglia portarmi, né se posso fidarmi, né se sto facendo la cosa più stupida della mia vita, o se me ne pentirò. Ma in fondo in fondo so che Eric si accorgerà che me ne sono andata, e tanto mi basta per non fare domande e seguirlo.

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