Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 15 agosto 2014

Le mie cicatrici. (Scena eliminata)

Conclusione alternativa della festa data da Eric nel capitolo 3.
Nota: è scritta al passato perché all'inizio stavo scrivendo così tutta la storia.

Trovai Eric impegnato in una conversazione con una bionda tutta curve. Si allontanò un attimo per venire a parlare con me, ma non prima di averle sussurrato qualcosa all'orecchio.
-Bryan è al piano di sù che dorme. Io resto un po' con lui nel caso stia di nuovo male.
-Se vuoi puoi restare qui stanotte. La camera degli ospiti è occupata, ma puoi dormire con me in camera dei miei, o in camera mia.
-No, sto un po' con lui e poi vado a casa.
-Allora chiamami, che poi ti accompagno io.
Annuii, ma sapevo già che non l'avrei fatto.

Mi sedetti accanto a Bryan e gli accarezzai il viso. Si vedeva che stava meglio, ma non mi piaceva quando beveva tanto. Significava che stava male, e non volevo vederlo stare male.
Quando mi tese le braccia, mi slacciai le scarpe e mi sdraiai accanto a lui per abbracciarlo.
Dieci minuti e vado a casa. Solo finchè non sta meglio.

Non sapevo quanto era passato quando sentii qualcuno sollevarmi. Mormorai qualcosa, ma una voce familiare mi calmò. Fui appoggiata a qualcosa di morbido, e mi addormentai di nuovo.

Al mio risveglio sentii un braccio attorno alla vita, e qualcos'altro contro la schiena. Oddio. Mi avvolgeva un profumo familiare, come era familiare la forma del corpo che mi si modellava contro. Tentai di muovermi, e sentii che la gonna mi si era alzata.
E poi diceva che era troppo corta.
-La smetti di muoverti?- anche il mormorio assonnato era familiare.
-Mi hai intrappolato nel tuo letto. Che ore sono?
-E che ne so? Vieni qua.- mi strinse ancora di più, come se quello non fosse già abbastanza.
-Devo andare a casa.
-Non è vero. Puoi stare qua tutto il tempo che vuoi, lo sai.
-Ma non voglio.- Con quante ragazze era stato la sera prima? O quella stessa notte... Non riuscivo a sopportarlo.
-Ho fatto finire la festa dieci minuti dopo che sei salita, e tu non voi neanche stare qua?
-Cosa?!- mi divincolai tra le sue braccia per vederlo in faccia, e, anche se a fatica, ci riuscii. Ma sembrava ancora addormentato, per cui la sua espressione non mi disse molto.
-Ho fatto andare tutti via e sono salito. E ti ho trovata addormentata vicino a Bryan.
Non dissi niente, perchè non sapevo cosa dire. Ma lui mi strinse, e non sembrava che volesse sul serio una risposta.
Tentai comunque di abbassare il vestito che era salito davvero troppo per i miei gusti, ma lui non mi lasciò fare. Mentre un braccio mi stringeva ancora la vita, l'altra mano fermò la mia e continuò a stringerla.
-Eric, mi devo alzare.- L'altro braccio era bloccato tra di noi. Ma lo faceva apposta?
-Non credo proprio,- mormorò, ancora ad occhi chiusi.
-Dai, Eric.- Si mosse leggermente e pensai che mi avrebbe stretto di più, se fosse stato possibile.
Rinunciai, e chiusi gli occhi. Quando mi rilassai lo sentii sorridere contro la mia fronte. Mormorò un -brava- e pensai che si fosse riaddormentato, o che stesse per farlo.

Non seppi quanto era passato quando lo sentii svegliarsi. Dopo tanti anni capivo più o meno qualunque cosa facesse o dicesse. Probabilmente se fossimo stati fratello e sorella non ci saremmo conosciuti meglio.
-Sei sveglio?- gli sussurrai.
-Dipende. Se ti dico di sì te ne vai?
-Non sono a casa mia Eric, è normale che me ne vado.
-Allora non sono sveglio.
Fece in modo che mi girassi a schiena in giù, e si accoccolò su un fianco, contro di me. Strinse di più le mani, e trovai una sua gamba tra le mie.
Oddio Oddio Oddio. Forse era meglio quando la sera stava con qualche ragazza, se queste erano le conseguenze quando non ci stava.
-Eric. Mi devo alzare.- mi divincolai, ma non mi lasciava muovere.
-Eric, lasciami alzare.
-No, stiamo bene così.
-Tu, stai bene così.- mi irriggidii quando con le labbra sfiorò il moi collo.
-Anche tu. Solo che non lo vuoi ammettere.
Non dissi niente, perché altrimenti avrei dovuto ammettere che aveva ragione, e che stare così con lui era stupendo.

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