Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

martedì 4 novembre 2014

Brighton, Ottobre 2014.


Buonasera/giorno (dipende da che ora leggete) a tutti!
Allora, c'è da premettere che è la prima volta che scrivo un post un po' più personale, o almeno in cui racconto una mia esperienza, e anche la prima volta che parlo di un viaggio (a parte forse una cronaca che ho dovuto fare per scuola, ma che, essendo stata solo due pagine scarse in cui in realtà non dicevo nulla, non vale), per cui sono piuttosto nervosa e abbastanza sicura che andrò a sbagliare qualcosa, e magari alla fine non avrete capito nulla di quello che ho cercato di dirvi, ma l'importante è provare. Giusto? Sbagliato. Odio fare le cose male, quindi ci sono alte probabilità che vada a riscrivere questo post almeno cinque o sei volte, se non di più. Comunque, non credo che vi interessi leggere i miei complessi mentali, quindi forse è meglio che vi parli del viaggio, anche se non sono sicura che vi interessi neppure quello.

Non so da dove iniziare, quindi credo che partirò dall'inizio. Devo ammettere che la partenza è stata un po' traumatica, perché siamo partiti in pullman da Cariati (io abito a Torretta, per cui è giusto cinque minuti di macchina) alle quattro di mattina, e nel tragitto fino a Lamezia Terme ho ripetuto "Oddio stiamo andando in Inghilterra" almeno cinquecento volte. In effetti, al posto dei miei amici non sarei riuscita a sopportarmi probabilmente. Comunque, arrivati a Lamezia abbiamo preso l'aereo fino a Roma, e lì dopo qualche ora di attesa abbiamo preso il secondo aereo, fino a Londra. A pensarci bene era la prima volta che prendevo l'aereo, ma non ero molto nervosa. Voglio dire, non ero preoccupata di cose come "E se adesso l'aereo si schianta?" come una mia amica che mi ha detto che avrebbe pregato per me (non faccio nomi, ma se leggerà questo post saprà che parlo di lei). Però in compenso ero preoccupata di... Ehm.. Okay, forse di nulla. Ero solo molto nervosa al pensiero di un mese in Inghilterra. In ogni caso, l'esperienza non è stata così traumatica. Anzi, a pensarci bene credo che l'aereo mi concili il sonno anche meglio del pullman, perché mi sono addormentata nella prima mezz'oretta più o meno. Questo nel viaggio Roma-Londra, perché, per chi non lo sapesse, il viaggio Lamezia-Roma dura poco meno di un'ora, quindi non ho avuto molto tempo per dormire.
Comunque, non voglio diventare noiosa, quindi direi che è ora di cominciare a parlare dell'arrivo a Londra. L'aeroporto era enorme, più di quello di Roma, e il sentir parlare inglese dappertutto mi ha già emozionata parecchio. Probabilmente non lo sapete (ed è giusto, perché probabilmente neanche vi importa), ma io amo un sacco le lingue, e in particolare (credo sia perché è l'unica che conosco decentemente, italiano a parte) amo l'inglese, per cui la possibilità di sentir parlare inglese per un mese mi emozionava, e sentirlo parlare veramente ovunque è stato davvero stupendo.
Comunque, arrivati all'aeroporto ci ha accolti la guida della scuola (che poi abbiamo scoperto essere italiana), e ci ha accompagnati al pullman. Una delle differenze più ovvie tra l'Italia e l'Inghilterra è sicuramente la guida, per cui potete immaginare la mia confusione quando per le strade ho cominciato a vedere macchine che sembravano andare contromano. Voglio dire, razionalmente sapevo che sarebbe stato così, e che non sarebbe dovuto sembrarmi strano, ma nonostante questo continuavo a guardarle perplessa perché, effettivamente, continuava a sembrarmi strano. In autostrada tra l'altro abbiamo visto che c'erano anche alcune macchine con la guida a sinistra, e la cosa non ha fatto che confondermi di più.
Comunque, dopo forse un paio d'ore siamo arrivati a Brighton. Il pullman ci ha lasciati davanti a quella che sarebbe stata la nostra scuola, e dei taxi ci hanno accompagnati dalle famiglie che ci avrebbero ospitati. In ogni caso non vi voglio annoiare parlando della famiglia, anche visto che nella prima abbiamo avuto problemi (niente di grave, solo un cattivo rapporto tra la mia compagna di stanza e il cane della padrona di casa) e dopo una settimana ci siamo spostate in un'altra casa che per fortuna era anche più vicina alla scuola.

Anyway, stavo dicendo... Ah, sì. Dubito che vi interessi leggere dei miei problemi o non problemi con le famiglie che ci hanno ospitato, quindi forse è meglio se inizio a parlare di Brighton. Allora, il paese è stupendo. Vi giuro, me ne sono innamorata. E' sul mare, il che è già un punto a suo favore, e non so che cos'ha, ma mi ha proprio preso. Non è troppo grande, ci sono tanti negozi, una libreria di quattro piani, il Royal Pavillon... Tante cose, insomma, di cui parlerò pian piano in seguito. Una delle cose che mi piace di più credo sia il fatto che a nessuno importa chi sei, come ti vesti o cosa fai. Puoi camminare per strada cantando a squarciagola e con un pessimo inglese, e nessuno si gira per guardarti due volte, o per dirti di stare zitto. E poi ci sono persone di tutte le nazionalità, da quanto ho visto. Voglio dire, non mi sentivo sul serio una straniera, perché almeno la metà delle persone lo erano. Abbiamo incontrato persone di colore, giapponesi, cinesi, spagnoli, altri italiani... E anche qualche inglese, sì.



Insomma, in sostanza la città mi è piaciuta molto. Comunque, andiamo avanti. Il giorno dopo l'arrivo siamo subito andati a scuola, dove abbiamo fatto un test per vedere a che livello era il nostro inglese. Io ero G7. Che, per quelli di voi a cui interessa (probabilmente nessuno, ma va bhe) corrisponde a un B2.1. Tra l'altro quando abbiamo fatto l'esame, a fine mese, abbiamo dovuto portare un topic, e io ho deciso di farlo sul mio amore per la scrittura. Cosa ne pensate?
Di pomeriggio invece ci hanno portati a fare un giro per vedere qualcosa di Brighton (il Pier, la ruota, ecc...)
La routine era più o meno la stessa tutti giorni: dal lunedì al venerdì di mattina si andava a scuola, si pranzava tutti insieme al ristorante, e di pomeriggio si facevano giochi, escursioni, o si andava a fare shopping.
Il posto che mi è piaciuto di più di tutta Brighton è sicuramente la libreria: quattro piani di meraviglie, giuro. Penso di averci passato ore. Cioè, qua se entri in libreria devi guardarti intorno, scegliere un libro, comprarlo e uscire. Lì ci sedevamo e passavamo tutto il tempo che volevamo a vedere i libri. Io ne ho comprati solo cinque però, perché dovevo fare attenzione al peso della valigia: la saga di Divergent (Divergent, Insurgent ed Allegiant), Fangirl, e Since you've been gone. Ho già letto Fangirl e Since you've been gone, se vi interessa, mentre sto rileggendo Divergent per l'ennesima volta perché in lingua c'è più gusto. Don't you think so?
Oltre alla libreria c'erano anche dei negozi interessanti, infatti mi è perfino venuta voglia di andare a fare shopping. Il che è scioccante, visto che io e lo shopping siamo due opposti che non si incontreranno mai. Fatto sta che ho passato qualche pomeriggio a fare shopping e ho comprato anche qualcosa di carino, che però non sto a dirvi perché questo non è un blog di moda e sono piuttosto sicura che non ve ne importerebbe nulla. Tra l'altro nei negozi c'erano un sacco di gadget fighissimi dei vari fandom! Calendari, poster, collane, magliette, e di tutto insomma. Infatti ho comprato la T-shirt di Harry Potter e quella di The Fault in Our Stars, e i miei amici il giorno del mio compleanno, oltre a fare a me e Fabio (un altro ragazzo della nostra scuola che era con noi e che fa il compleanno il mio stesso giorno) una sorpresa con tanto di torta al cioccolato (ottima. Amo il cioccolato), mi hanno regalato la collana di The Fault in Our Stars con la scritta "Maybe okay will be our always". Che cosa meravigliosa.
Poi abbiamo visto anche il museo, il Royal Pavillon, il Pier, e altre cose, ma non sto qua a dilungarmi perché altrimenti potrei scrivere altre cinquecento parole solo su Brighton. E chi mi conosce sa che sarei capacissima di farlo! Comunque, passo a parlare dei nostri pomeriggi. Qualche volta li passavamo facendo sport, qualche volta dei giochi a scuola, qualche volta ci portavano a vedere castelli e posti vari vicino a Brighton. Ah, e siamo andati a giocare a bowling. Avviso per chi è scoordinato o particolarmente impacciato (come me): non giocate a bowling. Non provate neanche, perché vi trovereste in una situazione veramente imbarazzante e finireste a sedervi irritati guardando gli altri giocare e mandare giù tutti i birilli come se niente fosse.
Adesso, in teoria dovrei cominciare a descrivere tutti i posti che abbiamo visto e quello che abbiamo fatto e cosa mi è piaciuto, ma qualcosa mi dice che diventerebbe moooooooooolto noioso, quindi credo che scriverò un paio di righe per posto, che di sicuro saranno anche troppe. E comunque ci sono le foto che parlano da sé, penso.
Allora, premetto che ho una pessima memoria e quindi molto probabilmente non andrò a scrivere tutti i posti in ordine cronologico, ma l'importante è che ci siano tutti. E non sono sicura neanche di questo, ma va bhe.
Whatever. Tanto per iniziare, abbiamo passato una giornata (o un pomeriggio? Che memoria che ho...) a Portsmouth, nell'Hampshire. In sostanza abbiamo visto una nave, l'HMS Victory, e il centro commerciale. Saremmo dovuti andare anche alla cattedrale, ma abbiamo ripiegato sui negozi perché ha iniziato a piovere.
(Per la cronaca: ho fatto più shopping durante questo mese in Inghilterra che durante un anno qua.)
Poi, vediamo un po'... ah, sì. Un castello che mi è piaciuto particolarmente è l'Arundel Castle, nel West Sussex. E' un castello abbastanza enorme in cui vive il Duca di Norfolk. E' stato inaugurato nel 1067, ma se ho capito bene a quell'epoca era già in piedi, ed è stato distrutto e ristrutturato varie volte. A quanto pare il Duca di Norfolk è un personaggio molto importante in Inghilterra, ma mi chiedo... Non è brutto vivere in un posto in cui ogni giorno passano tantissime persone? Ok che c'è un'area privata, ma io non mi sentirei affatto a casa. Però se me lo chiedessero mi trasferirei lì senza problemi, non fraintendetemi. Anyway, non credo il duca abbia molta privacy. A parte questo il castello era veramente bello, e mi sono piaciuti tantissimo i giardini.
Ok, adesso se non voglio passare tutto il post a parlare del castello mi conviene andare avanti. Un altro bel posto (orribile) che abbiamo visitato è stato Newhaven Fort. Ora, il posto in sé non era orribile. Voglio dire, era vicino al mare, c'era un bel panorama... Ma era una fortezza militare, e, per quanto non fosse stata costruita originariamente in quel periodo, c'erano troppi riferimenti alle Guerre Mondiali, e non è una cosa che posso sopportare. So che ci sono state, che dobbiamo esserne consapevoli del fatto che sono state orribili e piene di vittime e che non sono da ripetere, ma non posso fare a meno di odiare qualunque posto o cosa che vi sia collegata.
Adesso... Manca qualcosa? Prendetemi pure in giro, ma per ricordarmeli tutti ho dovuto fare la lista dei posti che abbiamo visitato, e adesso mano a mano li sto spuntando! Comunque, siamo arrivati ad Oxford. Bhe... Che dire? E' Oxford. Tra l'altro quando siamo andati doveva esserci qualche occasione speciale perché tutti gli studenti dell'università (frequentano l'università a Oxford! Rendetevi conto che fortuna!) indossavano quegli abiti tipici dell'università, con tanto di cappello come quello che si vede nei film. Comunque, a parte questo abbiamo visto il Ponte dei Sospiri (Bridge of Sighs), chiamato così perché simile a quello di Venezia, e la Biblioteca Bodleiana (libri ovunque, che bello!), seconda per dimensione solo alla British Library. Tra l'altro ho letto su wikipedia che c'è una copia di tutti i libri pubblicati in Inghilterra. Cioè, vi rendete conto che meraviglia? Peccato che non siamo entrati...
OMG! Ok, non c'entra proprio con la visita, ma... Ho appena scoperto che Theo James è di Oxford! Cioè, sono stata nella città natale di Theo James! Oh mio Dio. Muoio. Come facevo a non saperlo?!
Bene, adesso mi riprendo e continuo. Dicevo? Ah, sì, quindi abbiamo visto il Ponte dei Sospiri, la Biblioteca Bodleiana, e siamo andati in giro per la città a vedere le varie università. Che, per la cronaca, sono bellissime. Ah, e siamo stati al museo (Ashmolean Museum of Art and Archeology), me ne stavo quasi dimenticando. Carino anche quello, anche se ho preferito quello di Londra.
Ook, a questo punto penso di poter passare a parlare di Londra. Vorrei non farla troppo lunga, ma anche dirvi tutto, quindi sono un po' confusa. Allora, tanto per cominciare vi devo dire che siamo stati sul London Eye, al Big Ben, abbiamo visto il museo di storia naturale (bellissimo), il Tower Bridge e il London Bridge, Camden Town, Buckingham Palace, e Trafalgar Square. Inoltre siamo stati a Piccardilly, dove abbiamo visto il negozio degli M&M's e la Waterstone's, che era tipo sei piani di meraviglie. Voglio dire, c'era la sezione Dark Fantasy! Cosa posso chiedere di più? Purtroppo non ci siamo stati quanto avrei voluto, ma va bhe.

Okay, a questo punto penso di avervi raccontato tutto, e se non è così non fa niente, perché sono piuttosto certa di avervi annoiati per metà del post. Comunque, in sostanza è stata un'esperienza bellissima che vorrei rifare mille e più volte, e l'unica cosa che mi dispiace è che è finita, perché mi sono affezionata al posto e alle persone, e non avrei mai voluto lasciarli. Ma ho dovuto, e sono qua, e almeno ho voi che mi consolate, giusto?
Grazie mille per aver letto questo post, e spero che continuerete a seguirmi attraverso le altre storie, le poesie e tutto quello che pubblicherò!
Un bacio a tutti, aspetto i vostri pareri! 


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