Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 9 novembre 2014

Le mie cicatrici. (Capitolo 21)


-Cosa?! Hai sul serio un appuntamento?!
-A quanto pare.
Devo faticare per trattenere un sorriso, specialmente all'espressione di Bryan.
-E non è con Eric?
-No.
-A che ora vi dovete vedere?
-Alle dieci.
-Allora alle nove ti accompagniamo a casa.
-E' uguale, non ci metto mica un'ora a prepararmi.
-Cos'hai intenzione di metterti?
-Perché mi dovrei cambiare?
Incontra di sfuggita i miei occhi dallo specchietto retrovisore, poi li riporta subito sulla strada e scuote leggermente la testa.

-Ti lascio a casa?- chiede Bryan a Dan mentre mette in moto. 
Siamo stati in uno dei loro locali preferiti, ed entrambi hanno mangiato fino a scoppiare. Io invece non sono rimasta a digiuno, ma comunque non ho mangiato molto.
-Okay.
Passiamo la rotonda e giriamo a destra, fino ad arrivare davanti a casa di Dan.
-Ci vediamo domani. Buonanotte.
-Notte Dan!
-A domani!
Passo nel sedile davanti e abbasso la musica.
-Se vuoi puoi lasciarmi alla fine della strada, posso arrivare da sola a casa.
-No, ti accompagno. Non ho niente di meglio da fare.
-Okay.
Arriviamo davanti a casa mia in un paio di minuti.
-Adesso,- mi dice Bryan scendendo con me dalla macchina, -non puoi andare vestita così ad un'appuntamento. Fa cenno ai pantaloncini e alla maglietta che indosso.
-Perché no?
-Almeno non se ti piace il ragazzo con cui esci. Ti piace?
Non aspetta la risposta ma comincia a camminare verso la porta di casa, e io mi ritrovo a seguirlo.
In camera mia apre subito l'armadio, e tira fuori cose a caso (o almeno così mi pare) dai vari cassetti finché non trova qualcosa che pare soddisfarlo. Mi porge un paio di jeans stretti che non uso da secoli e un top semplice, blu scuro.
-Mettiteli e fammi vedere come ti stanno.
-Come se poi avessi altro tempo per cambiarmi,- borbotto facendo cenno all'orologio, che segna le dieci meno venti.
Però vado in bagno e infilo i vestiti che mi ha dato, un po' stupita nel riuscire a mettere i jeans.
Quando Bryan mi vede sembra soddisfatto, -Ecco, così sei più carina.
Faccio per prendere le ballerine, ma lui mi blocca. -Non ti permettere.- Sospiro, ma per stasera ho deciso di ascoltarlo, quindi prendo i sandali blu scuro abbinati al top e li metto, impiegando un po' a chiuderli.
-Adesso vado bene?- gli chiedo ironicamente alzandomi in piedi.
-Mmm,- sembra pensarci seriamente, e alzo gli occhi al cielo mentre mi giro a cercare una borsa. -No,- dice poi, -devi ancora truccarti.
-Io non mi trucco mai.
-Stasera lo fai.
-Mi scoccia.
-Truccati.
-E' inutile.
-Guarda che ti trucco io.
Sbuffo, capendo che non c'è niente da fare con lui stasera.
Mi avvicino alla cassettiera e frugo nel cofanetto dei trucchi fino a trovare la matita nera. Ne passo un filo all'interno della rima dell'occhio, sia sotto che sopra, e tiro una linea sulla palpebra per allungare l'occhio. Poi prendo il mascara e ne metto giusto un po'.
Bryan è stato tutto il tempo a guardarmi, ma prima di girarmi verso di lui non posso fare a meno di sbattere le ciglia e sventolarmi le mani davanti agli occhi. Ho preso questo vizio le prime volte che ho usato il mascara, e da allora non riesco a perderlo. Se non lo faccio mi pare che il rimmel mi possa colare da un momento all'altro sul viso, anche se so che non è così.
-Quando mi ascolti sei più bella,- dice lui come se stesse affermando una verità universale.
-Quando ti ascolto sono più scocciata,- gli rispondo.
-E' la prima volta che ci esci?
-Sì.
-Va bene, al prossimo appuntamento me lo presenti, adesso vado.
Lo accompagno alla porta e mi da un bacio sulla guancia come al solito, poi se ne va.
Sono quasi le dieci, e di sicuro fra un po' Kevin sarà qua, ma non sono proprio nervosa. Piuttosto mi sento... Non ne sono sicura, ma di sicuro in questa confusione c'è un po' di felicità, e un po' di tranquillità, e un po' di voglia di vivere. E non so se è sbagliato uscire con lui per questi motivi, ma di sicuro fra un poco lo scoprirò.
Mentre sono persa fra questi pensieri suonano alla porta, e mi alzo dal divano raccogliendo la borsa. Controllo di avere chiavi, portafoglio e cellulare, poi vado ad aprire.

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