Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 16 novembre 2014

Le mie cicatrici. (Capitolo 23)


Sto ridendo all'ennesima battuta di Kevin quando attraverso la borsa sento il cellulare che vibra. Lo tiro fuori, perché non si sa mai, ma è solo un messaggio di Bryan.

Sei tornata?


Controllo l'ora, e vedo che sono già le due. Non mi sono accorta che il tempo è passato perché mi sto divertendo, e devo ammettere di non volere che la serata finisca.

No, ti scrivo quando sono a casa.

Non aspetto la risposta di Bryan, ma metto subito il cellulare nella borsa.
-Sono i tuoi?- mi chiede Kevin.
-No, un mio amico.
-Che ti scrive alle due di notte?
Sorrido. -Voleva sapere se ero tornata a casa.
-Allora dici che è ora di andare?
Faccio spallucce. -Come vuoi.
-Sei stanca?
-Solo un po',- ma faccio fatica a combattere uno sbadiglio, e lui se ne accorge.
-Andiamo, dai.- Cerca di non ridere, ma gli riesce male. Si alza e mi alzo anch'io, poi mi mette una mano sulla parte bassa della schiena per condurmi fuori.

Ci fermiamo davanti a casa mia, e dato che Kevin apre subito lo sportello della macchina io faccio lo stesso per scendere. Pensavo che ci saremmo salutati in macchina, e se mi sono sbagliata su questo non sono sicura di voler sapere su quante altre cose non avevo ragione.
-Grazie della serata,- mi dice, appoggiato allo sportello.
Sorrido, ma finisco per stringere le labbra per il nervoso. -Grazie a te.
Non so se devo baciarlo, abbracciarlo o cosa, ma questa indecisione non mi piace, e sono piuttosto sicura che non riuscirei a baciarlo. Nè ad abbracciarlo, se ci penso bene. Quindi mi sporgo verso di lui e gli do un bacio veloce sulla guancia, per poi ritrarmi quasi subito.
Mi sento molto stupida, ma lui sorride e mi stringe la mano.
-Buonanotte.
-Notte.
Mentre mi avvicino alla porta e cerco le chiavi avverto il suo sguardo su di me, ma piuttosto che farmi innervosire mi rassicura. Apro la porta, e non sento il rombo del motore finché non la chiudo dietro di me.
Mi lascio cadere sul salotto, e prendo subito il cellulare. Il mio primo pensiero non è più quello di scrivere ad Eric, e penso sia già qualcosa. E continuo a sorridere per la serata, che è anche meglio. Trovo l'-Okay- con cui Bryan aveva risposto al mio messaggio precedente, e gli scrivo subito.

Sono appena tornata, ma sono stanchissima. Parliamo domani. Buonanotte :*

Poggio il cellulare accanto a me e chiudo gli occhi appoggiandomi allo schienale. Mi riscuoto solo quando sento il cellulare vibrare.

Ci credo che sei stanca, sono le due e mezza! Domani mi devi raccontare tutto! Buonanotte :*

Leggo il messaggio di Bryan e penso alle mille domande con cui mi tartasserà, ma poi il pensiero scivola via veloce come può succedere solo di notte, e spengo i cellulare lasciandolo sul tavolino accanto al salotto.
Salgo le scale sentendomi pesare tanto e troppo poco allo stesso tempo, e appena arrivo in camera infilo il pigiama e mi butto a letto. Sento mamma che si muove nel suo letto, dall'altra parte del muro, e per una volta mi sento serena, o quasi.
-Buonanotte,- mormoro anche se so che non mi può sentire.

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