Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

domenica 23 novembre 2014

Le mie cicatrici. (Capitolo 25)

Bryan è rimasto scioccato dalla mia confessione, ma si comporta come se non fosse un grande problema.
-Okay, allora...- esita, come se non sapesse come comportarsi.
-Andiamo a comprarne uno, okay?
Annuisco, e lui mette la freccia per cambiare strada.
-Andiamo al centro commerciale visto che ci siamo?
-Certo.
Prende la strada che porta nel paese accanto, e proprio alla fine c'è il centro commerciale.

Entriamo, e mi colpisce una folata di aria fresca. Bryan viene spesso a fare shopping, mentre io lo odio, e vengo solo quando costretta. L'ultima volta è stata per consigliare ad Eric un vestito per un matrimonio, ed è passato più di un mese. Il ricordo fa un po' male, quindi cerco di non pensarci e mi concentro su Bryan.
-Allora? Hai qualche idea?- mi chiede lui mentre ci dirigiamo verso un negozio di intimo e costumi da bagno nell'angolo.
-Un costume intero,- gli dico. -Scuro.
Mi guarda in un modo un po' strano, come quando non mi capisce, cosa che ultimamente gli succede spesso, ma si limita a rispondermi con un -Okay.-
-Non preferiresti qualcosa di più carino?- mi chiede però mentre scorriamo i costumi interi che sono appesi. Ne guardo uno blu scuro, mentre lui uno lilla. -Questo non è molto acceso, però ti starebbe bene.
Lo scarto subito. So che potrebbe non lasciare intravedere niente, ma so anche che potrebbe non essere così, e non sono pronta ad un passo così grande. Un giorno, magari, ma non ora. Non oggi.
Quindi mi concentro sul costume blu scuro, che di sicuro non lascerà intravedere nulla. Ha tre brillantini sulla spalla, e non sembra male. E in qualunque caso non riuscirei a indossare niente che mi lasci più scoperta, o che si noti leggermente di più.
-Vuoi provarlo?,- mi chiede Bryan.
Scuoto la testa. -No, lo prendo.
Usciamo dal negozio, e io vorrei tornare subito a casa, ma Bryan decide che abbiamo entrambi bisogno di un po' di shopping.
-Ti devi comprare qualche vestitino carino, e qualcosa di scollato per uscire con quel tipo, e... Ah, ce l'hai qualche completino intimo? Sai, giusto per, voglio dire... Non si sa mai.- Gli rifilo una gomitata.
-Non dire cazzate, non succederà niente.
Non capisce la mia reazione, ancora una volta, ma non posso spiegarmi. Come faccio a dirgli che non riesco a mostrarmi a nessuno? Che sono un mostro? Che, se anche non sono davvero un mostro dentro, almeno lo sembro all'esterno?
-Va bene, stavo solo scherzando...
-Sì, tranquillo,- gli sorrido e lo prendo sottobraccio. -Sono io che me la prendo troppo certe volte.
-Vada per i vestitini, ma niente top scollati,- gli dico però mentre entriamo nel primo negozio.
-Avrò tempo di farti cambiare idea anche su questo,- mi dice facendomi l'occhiolino.
Giriamo per tutto il centro commerciale, e alla fine ci troviamo tutti e due con quattro buste per mano. Mi ha fatto comprare tre vestitini, due paia di jeans e due di pantaloncini, e anche tre top e due magliette, ma niente di molto scollato. Nell'ultimo negozio abbiamo preso anche un paio di zeppe alte e dei tacchi a spillo, anche se non so se le userò mai.
Andiamo alla macchina e lasciamo tutte le buste sul sedile posteriore. -Quindi quando uscite di nuovo?- mi chiede mentre ingrana la retromarcia per uscire dal parcheggio.
-Ehm... Non lo so. Non mi ha detto nulla, e non ci siamo neanche sentiti da ieri.
-Non ti ha scritto?
-Non lo so, non ho proprio guardato il cellulare,- dico prendendolo dalla borsa.
Trovo due messaggi. Uno è di mamma, che mi dice che stasera per cena non sarà a casa, e un altro è di Kevin.

E' troppo presto per chiederti un altro appuntamento?

Sorrido e gli rispondo subito.

Dove e quando?

-Mi ha scritto,- dico a Bryan. -Adesso mi dice quando ci vediamo.
-Benissimo.
Non mi guarda, ma tiene lo sguardo fisso sulla strada.
-Bryan...- gli chiedo dopo alcuni minuti. -Stai...- mi faccio coraggio, perché ho bisogno di saperlo. -Stai sentendo Eric?
-No... Dice che non si sente bene, e che non ha voglia di sentire nessuno.
Stringo le labbra finché non mi fanno male, e chiudo gli occhi come a voler mantenere tutto dentro, le emozioni quanto le lacrime.
-Ah.
-Tu ne sai qualcosa?
Scuoto piano la testa anche se non mi può vedere.
Mi fa male sentire che Eric sta male, ma non credo di essere pronta a vederlo. Voglio andare avanti, e di sicuro non posso farlo continuando a inseguire il passato, anche se è un passato che mi manca tanto.
Anche se è un passato che amo ancora.

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