Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 28 dicembre 2015

Estrazione del Giveaway di Natale!

Buoooonasera lettrici e lettori!
Ieri si è concluso il giveaway, per cui eccoci qua con l'estrazione dei vincitori! Ho fatto in fretta per i miei standard, eh? Di solito prima che mi metto a fare qualcosa passano giorni, se non settimane.

Vorrei fare una piccola premessa. Io amo i libri. E amo regalare i libri. Non perché sia generosa o cosa, ma perché trovo che ci sarebbe bisogno di più gente che legge al mondo. Quindi sappiate che vi regalerei un libro (o una decina) per uno, ma per ovvi motivi non posso.
C'erano delle regole per il giveaway, ma purtroppo non tutti i partecipanti le hanno rispettate. Io ho controllato solo per i due vincitori dopo averli estratti, e dato che la prima non ha rispettato tutti i punti non ho trovato carino lasciare che vincesse nonostante altre li abbiano seguiti.
Quiiiiiiindi la vittoria passa alla seconda e alla terza classificata. Che sono.... *rullo di tamburi*



giovedì 17 dicembre 2015

Calore.

-Lo sai che mi puoi dire tutto, vero?- mi stringe a sé. È come se ogni punto della mia pelle premuto contro la sua fosse più caldo, più vero. Come se non potesse chiedere di meglio. Lo trascino a sedere sulla panchina sedendomi con le gambe raccolte sotto di me e appoggio la testa alla sua spalla. Chiudo gli occhi. Non vorrei essere in nessun altro posto. Mi pizzica il fianco attendendo una risposta. -Lo sai, vero?- ripete. Gli prendo la mano. In teoria per evitare che mi pizzichi ancora, in realtà perché mi piace tenerlo per mano.
-Guarda che lo so che è successo qualcosa.
Sento che mi guarda e alzo il viso verso il suo.Vorrei baciarlo. Non posso, ma non si comanda ai propri desideri. Mi alzo leggermente per posargli un bacio sulla guancia e intanto sento la sua mano che scorre su di me. Quando mi risiedo continua ad accarezzarmi piano.
-Non è successo niente,- sussurro. Niente di nuovo, comunque. Chiudo gli occhi. Sto bene. Se non penso, se mi concentro solo su quello che provo ora, sto bene. Mi sento bene. Sono esattamente dove voglio essere.
Non è tutto perfetto, ma lo sarà.
Andrà tutto bene, mi convinco concentrandomi sul calore della sua mano. Sul suo calore.

mercoledì 16 dicembre 2015

Lacrime e singhiozzi.

Gli sorrido come se fossi contenta di sentirmi dire tutte quelle cose. È felice, è tutto ciò che dovrebbe importarmi. Cerco di auto-convincermene. Non sono sicura di riuscire.
-Dovresti trovare un ragazzo anche tu. Sul serio, è impossibile che non ti interessi nessuno.- Non si accorge che il sorriso mi è morto sulle labbra. -Magari ti presento qualche mio amico,- continua.
Cerco di negare, di dirgli che non voglio un ragazzo, che non ho bisogno di nessuno, ma la voce non esce. Mi sforzo, tento di prendere un respiro profondo che mi si blocca in gola. Lui comincia a notare che c'è qualcosa che non va.

martedì 15 dicembre 2015

Giveaway di Natale!


Buoooooongiorno lettori!
Sono scomparsa per un bel po', lo so, ma sto cercando di farmi perdonare. Adesso pubblico appena scrivo qualcosa, per esempio, invece di lasciarla sul quaderno fino a dimenticarmene.
Coooooomunque, per farmi perdonare sul serio, ho pensato che un bel giveaway di Natale sarebbe stato un'idea carina. Non lo pensate anche voi?
Quindi eccovi il regolamento e i premi in palio.
Cominciamo con i premi, visto che sono di sicuro la cosa più interessante!

Due copie autografate e con dedica del libro La Creatura e due segnalibri gentilmente offerti da La Bottega delle Favole (qui la pagina facebook).






La trama del libro è la seguente:
Storie che girano intorno a diverse ragazze. Una ragazza ferita che ha bisogno di tornare a vivere. Una ragazza che sa stare in piedi, ma che per la prima volta dovrà lottare per sopravvivere. Una ragazza che sa cosa vuole, e sa che quel qualcosa è pericoloso. Storie diverse, diverse realtà, ma tutte con un dubbio lieto fine.

Il libro contiene le storie per intero de Le Mie Cicatrici, La Casa Maledetta, Il Ragazzo Maledetto, due extra riguardanti La Casa Maledetta, due racconti brevi e alcune poesie.







Trovo che Federica de La Bottega delle Favole sia invece stata carinissima a mettere in palio questi due segnalibri... Non pensate anche voi?



Oooooora... Ah, sì. Il regolamento. Here:

-Mettete mi piace a Valentina's Words (qui il link) e La Bottega delle Favole di F D N (qui il link)
-Commentate sotto questo post con la vostra e-mail e il nome con cui partecipate (per controllare che abbiate rispettato le regole)
-Condividete il giveaway su un social network a piacere
-Se vi va, date un'occhiata ad entrambe le pagine/blog, ci fa sempre piacere!




Potete partecipare da ora alle 23:59 del 27 Dicembre. I due vincitori saranno estratti tramite random.org al massimo entro due giorni e contattati sulla mail. Se entro una settimana non arriverà risposta la vittoria sarà annullata e spetterà al prossimo in classifica.

Che altro dire? Buona fortuna a tutti i partecipanti! <3









venerdì 11 dicembre 2015

Dietro l'angolo c'è il paradiso.

Anche se non lo sai,
se non l'hai mai visto,
il paradiso è qua,
a pochi passi,
dietro l'angolo.
(Non chiedetemi quanti passi
né quale angolo).

mercoledì 9 dicembre 2015

Senza Titolo 3

Follia
nel migliore dei casi.
Qualcosa di più simile alla
Saggezza
nel peggiore.
Sta tutto nell'essere
nella media, nella norma
(vi chiedete chi lo sia

lunedì 7 dicembre 2015

Tutto e Niente.

Ci sono momenti
in cui sei
(non) semplicemente
tutto
e senti tutto
e provi tutto
e vivi tutto

Vicolo Cieco.

È
come un ritorno al passato.
alla paura
all'angoscia
al dolore
al buio.
a quello stato di
dormiveglia, quasi.
in cui gli uomini

Senza Titolo 2

E ricorderai che
ti ho detto
che ti avrei preso
quando saresti caduto.
E sei scappato.
E ricorderai che

sabato 5 dicembre 2015

Senza Titolo 1

Raggi d'arcobaleno,
luce pura,
riflettono fili d'oro rosso,
illuminano stelle rosso vino
su un cielo bianco latte.
Innocenza,
una bellezza pura,
forse in realtà
introvabile, ideale, classica,

martedì 1 dicembre 2015

Nascosta.

Nascosta.
Non importa se di proposito
o no.
Una bolla riflettente
specchia i tuoi colori
e una vita che ti aspetti,

giovedì 26 novembre 2015

Più forte.

Il rosso inghiotte il giallo, poi l'arancione. La corteccia sparisce nel sole. Il sole si spegne, poi brilla più forte. Cade tutto a pezzi, scalda un po' di più. Un drago soffia una fiamma che in realtà è una fata. La fata scompare in una scintilla. La scintilla si spegne, alimenta una nuova stella. La stella brilla solo di luce riflessa, quando lo capisce non lo sopporta e cerca di scomparire. Non riesce, brilla più forte. Ci riprova, scompare nel sole. Il sole non ha sensi di colpa, non gli importa di aver preso una vita. Ha più energia, inghiotte tutto.

venerdì 14 agosto 2015

La Protagonista. (Capitolo 9)


All'attenzione di tutti: ho il blocco della blogger. Spero di riuscire a pubblicare presto qualcosa, ma la vedo difficile. Buona giornata!

Esco aspettandomi la luce del sole, al massimo quella del primo pomeriggio, ma è quasi il tramonto. Mi ricordo di non aver preso la cartina, ma non torno indietro per farlo. Devo solo arrivare al palazzo del re, e da lì spero di riuscirmi ad orientare.
Però quando ci arrivo e mi guardo intorno mi sento persa. Sono venuta da destra o da sinistra? Non era la strada principale, di questo sono sicura. Provo ad andare a sinistra, ma arrivata alla svolta seguente mi sento ancora più persa e non mi pare di riconoscere nulla. Un edificio con una forma particolare, quasi ovale, attira la mia attenzione. Forse ci sono passata davanti prima? Mi convinco di sì e giro per la strada che gli passa accanto. Qualcosa mi dice che non arriverò facilmente a casa. In giro pare non esserci neppure nessuno a cui chiedere, ma continuo a guardarmi intorno nella speranza di incontrare qualcuno o riconoscere qualcosa.
Ad ogni svolta giro verso quella che mi pare la direzione in cui si trova l'arco rispetto al palazzo del re, ma all'ennesimo angolo ammetto con me stessa di essermi persa.
Non sono sicura di quanti altri metri ho percorso quando riconosco qualcosa nel paesaggio. È il teatro, quello dove mi ha portato Kye. Stringo le labbra al pensiero di come si è comportato, e non riesco a smettere di rimuginarci neppure quando entro per vedere se c'è qualcuno.

venerdì 10 luglio 2015

Sbagliati.


Tutti sbagliati
per un qualche motivo.
ci sentiamo tutti
Diversi dagli altri,
Unici,
Speciali.
Ci è difficile capire
che questo sentimento
è comune a tutti.
Ci sentiamo tutti
Isolati,
Soli,
come se fossimo particolari
e gli altri una massa di corpi
tutti uguali.

giovedì 9 luglio 2015

Paura.


Urla, ma non lo sente nessuno. Lui, proprio davanti al bambino, ride. Non è sordo, ma non gli importa delle urla. Gli fanno piacere, forse? Così sembra dal suo sguardo soddisfatto. Il bambino non ci pensa. Si dimena, urla più forte, tira calci al nulla. Non è mai stato un bambino calmo, ma questo non vuol dire che sia abbastanza forte da difendersi. Vuol dire solo che combatterà di più prima della fine. Lo sa, mentre le lacrime di frustrazione cominciano a scorrergli sul volto, come lo sa lui che adesso lo tiene fermo. Il bambino tira l'ennesimo calcio, questa volta più forte, e lo colpisce ad uno stinco. Il suo sguardo di soddisfazione si perde nella rabbia. Continua a non parlare. Fa più paura così. Aveva una voce calma, rilassante, quasi musicale, di quelle che portano le persone a fidarsi di lui. Per questo si era trovato da solo col bambino. La fiducia uccide.
Il bambino adesso è bloccato, gli è stata tappata la bocca con uno straccio e dal naso non respira bene. La vista si copre di macchie nere.
Mancanza di ossigeno, avrebbe detto più tardi il medico.
La lama scintilla ad una luce fioca fuori dal campo visivo del bambino.
Ferite multiple da arma da taglio.
Il bambino non sa cosa sta per succedere. Non riesce a capirlo. Perché fare del male? Tutto quel dolore... Non è troppo? Per lui è troppo.

martedì 7 luglio 2015

La Protagonista. (Capitolo 8)


-Quindi, cosa vuoi sapere adesso?- mi chiede Re Lec... cioè, Lec, dopo alcuni minuti in cui si era di nuovo perso nei suoi pensieri. Se fosse stato qualcun altro avrei detto nel suo mondo, ma visto dov'eravamo...
Ripenso a Kye, ma lo elimino subito. Lec ha detto che dovevamo tenerlo fuori dai nostri affari, qualunque cosa significhi, quindi non ha senso rimetterlo in mezzo. Poi penso anche a quello che mi è successo ieri. Ho deciso di non parlarne con nessuno, non finché non sono sicura di chi posso fidarmi.
-Esistevate da sempre, o vi ho creati io?- gli chiedo alla fine.
-Esistevamo, ma in un'altra dimensione. Tu ci hai portati qui.
-Ed è così per tutte le storie o solo per voi?
-Non lo so, non sono onnisciente. So solo che noi c'eravamo già.
-E da quanto tempo?

domenica 5 luglio 2015

Certi pensieri.

Capita
che i pensieri,
certi pensieri,
li abbiamo lì,
sempre ai margini della mente,
ma non sappiamo cosa farci,
come trattarli,
se sono reali oppure no.
Capita
che i pensieri,
certi pensieri,
scatenati da un gesto o una parola,
non sappiamo se sono pensieri o sensazioni
e stanno là,
confusi,
perché certe volte il confine è troppo sottile.

E certe volte
le sensazioni
sono solo pensieri senza parole.

venerdì 3 luglio 2015

Svegliami.

Svegliami
quand'è finito
'sto casino.
Quando è tutto passato
e avrò capito
cos'è successo,
che sta succedendo.
che mi sta succedendo
e che ci sta succedendo.
Svegliami
quando sarà un giorno nuovo,
un mese nuovo,
una stagione nuova.
Svegliami
quando sarà una vita nuova.
Svegliami
quando ci saranno
nuove emozioni da vivere.
Quando sarà cambiato
qualcosa.

La Protagonista. (Capitolo 7)


Apro gli occhi e finalmente questa volta ad accogliermi c'è solo la luce del sole che mi si riflette sul viso. Ieri sera nessuno ha pensato a chiudere la tapparella probabilmente.
Non passo i miei soliti dieci minuti a rigirarmi nel letto sperando di riprendere sonno, ma mi alzo subito. Lascio gli occhiali sul comodino e scendo in cucina a piedi scalzi. Prendo un pezzetto di cioccolata al latte e bevo un bicchiere d'acqua mentre penso a cosa fare. Devo andare a cercare Kye per chiedergli cos'è successo? Devo dire al re che ho preso una decisione?
Perché mi duole ammetterlo, ma sapevo già che non avrei mai potuto decidere diversamente. Ci ho provato, ma non riesco a resistere alla pulsione che mi dice di conoscere tutto il possibile su questo nuovo regno.
Continuo a guardare il tavolo senza vederlo realmente, domandandomi come farei a trovare Kye se anche volessi, e se lui si farebbe trovare visto come l'ho trattato il giorno prima.
Salgo in camera per infilare un paio di jeans e una maglietta e prendere gli occhiali dal comodino. Devo andare a parlare con gli elfi e capire cos'è successo.
Perché almeno una cosa è sicura: non è stato niente di normale, niente che sarebbe potuto succedere se non avessi espresso quel desiderio.

lunedì 8 giugno 2015

La Protagonista. (Capitolo 6)

Mi siedo appoggiata ad una delle colonne-piante ai due lati del cancello del giardino per aspettare Kye e chiudo gli occhi. Re Lec mi ha detto che dovrebbe arrivare da un momento all'altro, ma in un certo senso spero di avere ancora un po' di tempo. Mi sento troppo stanca, mentalmente più che fisicamente, per vederlo.
Ovviamente le speranze si realizzano solo quando poi portano mille problemi di cui non si riesce a venire a capo (vedi un desiderio espresso senza pensare con un soffione), perché mi sembrano passati solo pochi secondi prima di sentire dei passi sull'erba accanto a me ed essere sicura che sia arrivato.
-Andiamo,- mi dice con un tono freddo come la neve senza darmi neanche il tempo di alzarmi.
Lo seguo subito lungo il viale. Sono nervosa quanto lui, per cui non vale la pena chiedergli perché sia arrabbiato. Almeno è quello che cerco di dirmi mentre svoltiamo per l'ennesimo vicolo di alberi. 
-Posso anche andare da sola da qui,- gli dico mentre passiamo davanti al teatro.
-Ti devo accompagnare io.
-Non c'è bisogno.
-Senti, siamo quasi arrivati, sbrigati e basta. Prima arriviamo prima ci allontaniamo l'uno dall'altra.
Ma... È un'impressione mia o è una persona completamente diversa da prima? Cos'ha? Prima era lui ad essere allegro, a cercare di piacermi o almeno di starmi simpatico. O ero io che avevo frainteso tutto, e fino a quel momento si era solo sforzato di fingere che gli stessi simpatica?
Continuo a rimuginare su questi pensieri finché non arrivo all'arco colorato che dev'essere il limite fra i nostri mondi.
-Da qui posso sul serio andare da sola,- borbotto. Il suo cattivo umore non ha fatto che peggiorare il mio, e non è cosa da poco considerando quello che è accaduto.

domenica 7 giugno 2015

In un momento buio.


Spesso
in un momento buio
non si riesce a credere che
sparirà,
volerà,
scomparirà
nel vuoto,
come se non fosse mai esistito.
I momenti bui
sembrano eterni,
troppo scuri per passare
e andare via,
troppo tristi
per non lasciare
una cicatrice in rilievo.

Scuse e buoni propositi!

Buonasera meraviglie!
Lo so che sono scomparsa di nuovo e mi sento parecchio in colpa, ma sapete tutti com'è il mese di maggio a scuola, lo stress che si riversa su noi studenti, il caldo che non ci fa sopportare di restare in casa a studiare e tutto il resto... Per non parlare dei primi di giugno e quelle spiagge vuote e il mare meraviglioso. E quest'anno è pieno di diciottesimi in classe mia, per cui la sera torno stanchissima e la mattina dopo l'unica cosa che penso è che voglio fare colazione.
Anyway, tutto questo non è una scusa, ma non saprei cos'altro dirvi. Vi basti sapere che ho letto pochissimi libri dai primi di maggio ad oggi, e se avete imparato a conoscermi sapete che è a dir poco scioccante. E ho anche scritto pochissimo, in quanto prendevo il computer per iniziare a buttare giù qualcosa e mi si chiudevano gli occhi da soli per la stanchezza. Sono ancora ferma al decimo capitolo de La Protagonista, in effetti. Sono piuttosto delusa da me stessa. Però voglio riprendermi e scrivere tanto quest'estate, un po' perché ne ho davvero bisogno, un po' perché ho troppe cose in mente che hanno bisogno di essere buttate fuori... e un po' perché mi piace, obviously. Un po' tanto perché mi piace.
Oltre a questo, pensavo di fare un po' di francese. Ho imparato l'inglese leggendo in lingua (iniziando con Obsidian di J L Armentrout, per essere precisa), e vorrei provare a fare lo stesso col francese. Non con Obsidian, s'intende, ma con un libro che mi ha regalato un mio zio tempo fa. Ho un po' di basi grazie ai tre anni alle scuole medie, per cui spero che si rendano utili e di riuscire a concludere qualcosa. Altrimenti... bho, troverò come fare.
Voglio anche leggere tanto, specialmente in lingua. Devo completare la Reading Challenge, e voglio procurarmi i libri di alcune autrici che ho scoperto da poco e che mi incuriosiscono parecchio. Avete mai sentito parlare di Fred Vargas? Ecco, io mi sono innamorata del suo Marc della Trilogia dei Tre Evangelisti. È un qualcosa di meraviglioso. E pensare che non è servita neanche una storia d'amore a renderlo così!
Tra le altre cose, ho riflettuto tanto in questi ultimi tempi. Forse anche perché non avevo la scrittura a tenermi la mente occupata e perché ero troppo stanca per fare altro, bho. Fatto sta che ho deciso che mi complesso troppo, molto più di quanto dovrei, e dovrei imparare a stare un po' più tranquilla e fare le cose che mi piacciono e che mi riescono bene. Ovviamente questo è tutto dire, poi nella pratica è un'altra cosa. Però sono migliorata da... bhe, da anni fa. Quando ero più piccola stavo molto peggio con me stessa, non parlavo quasi per niente, ero timidissima... basti dire che quando entravo in una stanza non salutavo per paura di disturbare. E anche se è passato mi sembra strano anche pensarci, pensare a quanto stavo male con me stessa. E mi sembra strano anche scriverlo, perché di queste cose non ne parlo mai. Cerco di buttarle in un angolino della mia mente, in fondo in fondo dove non disturbano né me né gli altri. Questa cosa del non voler disturbare è una delle poche che mi è rimaste, infatti parlo poco e niente di me e tendo a far parlare gli altri di sé stessi, perché so che ce n'è sempre bisogno e sono in pochi che lo lasciano fare agli altri, e almeno così mi rendo utile.
Quando scrivo così mi accorgo di quanto sono dispersiva. In sostanza, quello che volevo dire è che ho capito che sono cresciuta, e quei momenti, giorni, mesi, anni, quasi una vita sono passati e questo è l'importante. Non devo continuare a portarmeli come un peso.
Forse l'estate è il momento giusto per queste considerazioni, perché si è più tranquilli, si ha più tempo per sé stessi (di solito). E si possono sfruttare meglio i risultati raggiunti, perché insomma... d'inverno cosa cambi? Le ore di studio al giorno?
Insomma, avete capito. Non mi dilungo ancora. Sono cresciuta, come succede a tutti, ma sembra strano che sia successo proprio a me.

So, qua avete le mie scuse e i miei buoni propositi. Dubito che concluderò granché, ma l'importante è crederci. Più o meno... Anyway, chiudo qua e cerco di postarvi qualche poesia e almeno un capitolo de La Protagonista.
Buona giornata a tutti!

PS: Spero di esservi mancata almeno la metà di quanto mi siete mancati voi, perché sarebbe davvero tantissimo <3

venerdì 1 maggio 2015

La Protagonista. (Capitolo 5)


Percorriamo il viale fino in fondo. Alla fine c'è un palazzo enorme, ancora più grande del teatro in cui siamo stati prima.
-Cos'è?- gli chiedo, le prime parole da quando mi ha detto che certe cose vanno tenute per sé. 
Inizia a salire, ma ancora non mi dice dove siamo. In un qualche momento durante il tragitto mi sono allontanata dal suo abbraccio, e adesso lui è già qualche gradino più in sù.
Lo seguo, chiedendomi perché sono qui. Non è il mio mondo, è solo un altro mondo capitato qua per sbaglio a causa di un desiderio espresso senza pensare. E lui non è il ragazzo perfetto, è solo un ragazzo che idealmente potrebbe esserlo, ma che in realtà è come tutti gli altri.
E ho voglia di correre via, ma trovo che scappare sia la cosa peggiore in assoluto che si possa fare, quindi resto ferma per un attimo e dopo aver preso un respiro profondo salgo i gradini.
Arrivato al portone, cinque metri di legno intrecciato a pietre preziose con tutte le sfumature di colore, Kye si ferma ad aspettarmi. Stavolta non fa neppure un cenno ad avvicinarsi, ma non apre il portone finché non gli sono accanto.
Quando lo spalanca, ci avviamo insieme per una sala lunga parecchi metri. Anche questi muri sono fatti da rami intrecciati, ma sono interrotti da una serie di finestre contornate da delle tende. Non ci sono due tende dello stesso colore, o almeno così mi sembra, e tutte sono intessute di un qualche materiale che pare farle brillare. Al di sotto di ogni finestra c'è un piccolo trono. Non riconosco il materiale di cui sono fatti, ma quello del rivestimento dev'essere lo stesso delle tende, perché a ogni tenda corrisponde un trono anche per quanto riguarda i colori, e hanno la stessa sfumatura brillante. È tutto un tripudio di tinte che fa quasi male agli occhi.
Impegnata com'ero a guardarmi intorno non mi ero neppure accorta che eravamo arrivati in fondo alla sala. Kye mi fa fermare davanti ad un piccolo palchetto su cui c'è un trono più grande degli altri, e lì seduto c'è quello che suppongo sia il re. Ed è incredibile.
I tratti sono elfici, come quelli di tutti gli altri che si trovano qui, ma in qualche modo più decisi, duri. La pelle è traslucida, quasi trasparente. Non sembra reale. I capelli sono lunghi, chiari, con sfumature che a tratti variano tra il dorato e l'argento. Vedo gli occhi senza pupille illuminati anche da qui, e sembrano di un celeste così chiaro che potrebbero essere bianchi.
Sembra etereo, come se da un momento all'altro potesse volare via. Questo se non fosse per gli abiti. Sono svolazzanti, tante stoffe di colore diverso, un po' come quelle che si trovano per la sala.
Se prima non ne ero sicura, adesso lo sono: non può essere stata la mia mente a creare una cosa del genere, ma dev'essere un mondo che esisteva già da prima. Io l'avrò portato qui, al massimo, ma non sono neppure certa di questo.

lunedì 13 aprile 2015

La Protagonista. (Capitolo 4)

Domani vado a Pompei con la scuola (qualcuno di voi c'è stato? A me piace un sacco!) e durante tutta la settimana sarò piuttosto occupata, per cui ho pensato di lasciarvi oggi il prossimo capitolo, altrimenti sarebbe rimasto sul mio computer almeno fino a lunedì prossimo! Buona lettura <3

Percorriamo parecchi metri prima che lasciamo la strada principale, larga almeno un paio di metri, per una secondaria larga più o meno la metà.
-Ma dove stiamo andando?
-Adesso lo vedi.
Attraversiamo un intreccio di vicoli che mi fanno perdere il senso dell'orientamento prima di arrivare davanti ad un edificio ancora più alto degli altri. Se fosse un albero sarebbe una sequoia, ma è troppo grande per sembrarlo. E non sono neppure sicura che potrebbe crescere in questo clima, se siamo ancora in Sila geograficamente e climaticamente parlando.
-Dove siamo?

mercoledì 8 aprile 2015

La Protagonista. (Capitolo 3)

Camminiamo fino a casa mia in silenzio, la mia mente piena di domande ma vuota allo stesso tempo. Gli ho detto di non seguirmi, che potevo andare da sola, ma non mi ha voluta ascoltare e mi ha camminato accanto comunque.
Davanti alla porta mi chiedo se dovrei invitarlo ad entrare. È raro che esca con dei ragazzi, quando succede è con qualche amico, ma è ancora più raro che mi accompagnino a casa, considerando che vivo piuttosto isolata da tutto e tutti. E poi, anche quando mi accompagnano, non mi sento mai in dovere di invitarli dentro. Con lui, forse perché è... bhe, perché è lui, mi sento quasi in dovere di chiedergli se vuole entrare e offrirgli qualcosa, ma non sono neppure sicura che sia una buona idea o che abbia un senso.
Kye si guarda intorno, mentre io mi pongo mille quesiti mentali.
-Vorrei tanto restare,- dice prima di darmi la possibilità di dire nulla, -ma ho un paio di cose da fare e non posso. Però ci vediamo presto.
Si china a darmi un bacio sulla guancia.
-Ma come...?
-Io so tutto,- mi dice mentre scende le scale al contrario. Poi mi fa un occhiolino e scompare lungo il vialetto e nella foresta. Lo fisso finché il verde dei suoi vestiti non si perde tra quello degli alberi.
Ho assolutamente bisogno di schiarirmi la mente.

domenica 22 marzo 2015

La Protagonista. (Capitolo 2)



Capitolo 1: qui

Capitolo 2

Butto il libro sul tavolino che ho davanti. Fa schifo, dovrei ammetterlo e basta. E sono troppo nervosa per cercare un nuovo libro, continuare a scrivere quella stupida storia senza senso e senza speranze o fare qualunque altra cosa.
I miei ieri sono tornati alle otto e mezza, quando la cena era già in tavola e raffreddata da un pezzo e io avevo cominciato a credere che volessero mangiare fuori. Poi ovviamente erano troppo stanchi per parlare, tanto per cambiare. So che lavorano per me, che mi amano... Ma non mi piace questa situazione. Sono entrambi fuori tutto il giorno, e io finisco per essere quasi un pensiero secondario. Spero solo sia un periodo che passerà in fretta.
Infilo i leggins neri, una canotta gialla e le scarpe da tennis, poi metto le chiavi nel vaso da cui partono le rose che circondano l'arco sulla porta, per averle a portata di mano al mio ritorno. Prendo un respiro profondo mentre scelgo il percorso da fare correndo e opto per il solito, perché è l'unico che può rilassarmi quando sono così nervosa.

Corro per quelli che mi sembrano almeno quaranta minuti, prima di trovarmi nella radura e scegliere di fermarmi un po'. Sono sudata, un po' stanca e i pensieri sembrano essersi calmati, per fortuna. Mi sdraio al centro della radura, proprio sotto il sole, poggio gli occhiali accanto a me e chiudo gli occhi. Mi potrei addormentare, se non sentissi ancora tutta questa energia repressa che ho bisogno di sfogare. Quaranta minuti non sono mai stati abbastanza per scaricarmi, ma prendere il sole in mezzo alla foresta, sull'erba morbida, è troppo rilassante perché mi alzi subito.
Non so quanto tempo è passato quando mi pare di non sentire più il calore del sole sulla pelle e apro gli occhi aspettandomi di vedere delle nuvole che prima non c'erano a coprirlo.

martedì 17 marzo 2015

La Protagonista. (Capitolo 1)

Buonasera bellezze! So di essere scomparsa nell'ultimo mese, ma tra scuola e altre cose ho avuto tantissimo da fare. Però sono tornata, e stavolta per restare, giuro!
Come dimostrazione della mia buona volontà ho portato il primo capitolo della nuova storia che ho in mente da un po'. Spero tanto che vi piaccia, perché mi sono appassionata a scriverla (sai che novità) e ho già qualche capitolo pronto per essere pubblicato e sottoposto al vostro giudizio. Che detto così mi ricorda molto la pena di morte e Robespierre (sono ancora sotto l'influenza dell'interrogazione di storia, capitemi).
Comunque, adesso la smetto di essere logorroica e vi lascio a leggere il capitolo.
Aspetto i vostri pareri, enjoy your reading!



La Protagonista - Capitolo 1

Scendo in cucina strofinandomi ancora una volta gli occhi assonnati. Faccio colazione velocemente nel salotto silenzioso mentre leggo qualche pagina del libro che mi è arrivato ieri. Non mi emoziona tanto, ma magari è perché è solo l'inizio. O forse perché sono troppo presa dalla storia che sto scrivendo, come mi capita spesso.
I miei sono già usciti, quindi ho la casa tutta per me. Di solito mi piace, ma oggi non ho voglia di stare rinchiusa, specialmente con questo sole che comincia a scaldare anche il clima freddo della Sila.
Quindi salgo per le scale, metto gli occhiali e infilo un paio di jeans e una maglietta a maniche corte di cotone (che finalmente posso usare senza poi tornare a casa raffreddata), prendo il quaderno con una penna blu dal comodino dove l'ho lasciato ieri sera ed esco.
Cammino per il bosco in cui qualcun altro si perderebbe, ma che io conosco benissimo. Non c'è nessuno, come sempre durante la settimana. Nel weekend si riempe di turisti che credono di essere esperti della Sila perché si inoltrano per un paio di metri dal confine tra i boschi e la strada. Sono più che altro un fastidio per quest'ambiente incontaminato, perfetto così com'è senza uomini a rovinarlo, ma ovviamente nessun uomo vuole ammettere che c'è qualcosa che in realtà sta meglio senza il suo cosiddetto contributo. Quindi vengono qua, buttano carte, lasciano bottiglie vuote e fanno di tutto per distruggere il posto.
Comunque, per fortuna qua non arrivano neppure nei weekend più affollati, fatta eccezione per qualche raro caso. Continuo a riflettere sui turisti antipatici finché non arrivo nella mia radura e di loro non importa più nulla.

domenica 15 febbraio 2015

La Casa Maledetta (Scena extra San Valentino)

So che è già passata la mezzanotte e non è più San Valentino, ma non sono riuscita a finire di scrivere prima. (È anche il mio onomastico, in effetti, e ho passato la serata in famiglia). Se vi va di leggerla, comunque, qui trovate un po' di Cam e Helen!

Helen era ancora sveglia a letto, guardava il soffitto, quando sentì il cellulare squillare. Lo raccolse da terra, dove l'aveva lasciato cadere appena tornata a casa, e rispose senza guardare lo schermo. Le bruciavano gli occhi con tutta quella luce dopo aver fissato per tanto tempo il buio.
-Vieni fuori,- le disse la voce di Cam.
-Che succede?- gli rispose lei scendendo le scale.
Aprì la porta e se lo trovò davanti in jeans e maglietta, bellissimo come sempre. Lei era ancora in pigiama, ma lui la attirò a sé e la baciò.
-Cambiati e prepara la valigia per qualche giorno, andiamo in un posto.
-Adesso? Ma è l'una di notte!
-Sbrigati, altrimenti lo faccio io,- la minacciò trascinandola per le scale.
-Abbassa la voce, i miei dormono.
Si cambiò in fretta e infilò qualche vestito e le cose essenziali nella valigia più piccola che aveva, poi lo raggiunse giù in salotto.
-Devo avvertire i miei.
-Lo sanno già. Andiamo, altrimenti facciamo tardi.
-Ma tardi per cosa?!
-Sbrigati e basta!
La trascinò fuori e la portò subito all'aeroporto.

domenica 8 febbraio 2015

Come me.



Le onde si calmarono di botto, e mi buttai nel mare. Continuai a nuotare finché non mi sembrò di essere senza fiato. Allora, invece di risalire, andai più a fondo. Non mi sentivo ancora abbastanza me stessa.
Occorsero quelli che mi parvero parecchi minuti, prima di riuscire a respirare l'acqua che mi era attorno. Il mio corpo era cambiato: alle lunghe gambe si era sostituita una coda arcobaleno e invece di respirare col naso usavo le branchie che erano al lato del collo.
Mi sentivo me stessa, finalmente.
Sentii lui che urlava dalla riva e risalii verso la superficie. Alzai le mani per farmi notare, come se stessi affogando e avessi bisogno di lui. Il ragazzo si gettò subito in mare e mi raggiunse in pochi minuti. Era veloce, se si voleva parlare in termini di velocità umana. Per me non era nulla, ma comunque...
Quando arrivò a me fece per prendermi tra le braccia, ma andai a fondo, in modo che per farlo dovesse seguirmi. Non gli lasciai neppure il tempo di pensare.
Lui ovviamente mi seguì, e quando fummo ad appena un metro sotto la superficie lo attirai a me e lo baciai. All'inizio fece resistenza, ma bastarono pochi secondi perché si lasciasse andare e ricambiasse il bacio. Mi strinse le braccia attorno alla vita e io lo attirai ancora di più a me mettendogli le mani dietro la nuca. E pian piano lo facevo scendere, finché non capì di non avere più ossigeno.
Cercò di dibattersi e risalire, ma io continuai a tenerlo sotto di me. A tratti sembrava lasciarsi andare, poi riprendeva a combattermi. La lotta durò parecchi minuti, e alla fine lo fermai con un bacio.
Lo lasciai andare, e prese la sua prima boccata d'oceano.
Pochi secondi dopo mi guardava ad occhi spalancati. Sono come te, disse in un sussurro, respirando l'acqua marina che adesso sapeva essere la sua vita.


Il blocco dello scrittore è passato, per fortuna! Comunque, perché non passate a trovarmi anche nel mio nuovo blog, che ho creato da poco con una mia amica?
Ah, e ricordate che per ordinare il mio libro, La Creatura, basta scrivermi una mail all'indirizzo valentina@linardi.com o contattarmi su facebook! Riceverete il libro entro 3-4 giorni, con autografo e dedica su richiesta! 

sabato 31 gennaio 2015

Blogtour La Creatura (Tappa 8). Giveaway!

Eccoci arrivati all'ottava e ultima tappa del blogtour! Prima di comunicarvi il vincitore, vi rinfresco la memoria con le altre tappe.



TAPPE
1. Presentazione (08 gennaio)

2. Soundtrack (11 gennaio)

3. Intervista all'autrice (14 gennaio)

4. Estratti/Citazione (17 gennaio)

5. Curiosità (20 gennaio)

6. Intervista ai personaggi (23 gennaio)

7. Recensione (29 gennaio)

8. Estrazione Giveaway (31 gennaio)


I partecipanti:
1. Stefania Mognato
2. Roby Azzurra
3. Anna Mittica



Quindi il vincitore, o meglio, la vincitrice, è:

Roby Azzurra!
Congratulazioni Roby!


Mi dispiace per le altre (due :')) partecipanti, ma... random.org ha deciso così, e non posso che essere felice per Roby, comunque. Sperando che le piacerà il libro.
Grazie comunque di aver partecipato, buona serata a tutti!

giovedì 29 gennaio 2015

Solo Amici. (Scena Singola 2)

Eccovi un'altra scena con i protagonisti di Solo amici, proprio come mi avevate chiesto! Buona lettura!


-Tesoro, alzati. Vieni a letto.
Sento la voce di lui che mi sveglia e apro gli occhi. Ho bisogno di un attimo per capire di essermi addormentata sul divano, accanto a lui. Lo seguo, ancora un po' addormentata. Mi tiene un braccio attorno alla vita e mi accompagna a letto.
-Ho avvertito i tuoi che resti a dormire qui.
Emetto un verso d'assenso, ancora troppo immersa nel sonno per capirci qualcosa. Devo vederlo sfilarsi la camicia e infilare una semplice T-shirt per capire che dormiremo nello stesso letto.
Una notte. Insieme. Quasi nudi.
Non avrebbe il coraggio di farlo se non l'attirassi neppure un po' fisicamente, e a pensarci sto un po' male.
Perché so che è così. L'ho sempre saputo, ma ogni conferma fa un po' più male.
Siamo amici. Solo amici.
Lui si siede sul letto dandomi le spalle, con indosso solo i boxer e la T-shirt nera.
Solo amici.
Sfilo la maglietta e i jeans e mi sdraio con addosso solo gli slip e il reggiseno. Tanto non gli importa. Lui si sdraia accanto a me.
Ci sono state volte in cui abbiamo passato notti intere abbracciati. Cos'è cambiato?

giovedì 22 gennaio 2015

Il Blog compie sei mesi!


Il Blog compie sei mesi! Siete emozionati quanto me?!
Spero di sì, perché è proprio grazie a voi che sono arrivata a questo punto. Se non fosse stato per i vostri commenti e il vostro sostegno avrei mollato dopo il primo mese, credetemi. Ok, a pensarci bene mi sento un po' come una di quelle coppie che festeggiano in grande i sei mesi per poi lasciarsi due settimane dopo, ma questi sono dettagli. E poi sono ancora emozionata per la pubblicazione del libro, quindi sono giustificata! E io e il mio blog dureremo molto più a lungo di sei mesi e due settimane, si spera. E se anche dovessi chiuderlo per un qualsiasi motivo impensabile *fa tutti i gesti di scongiuro che le vengono in mente* continuerei a scrivere anche senza blog. Insomma, avete capito il concetto.
Comunque, volevo festeggiare in qualche modo questi sei mesi. Ma, dato che è già in atto un blogtour con giveaway non c'è molto altro che possa fare al momento. Quindi ho pensato che vi avrebbe fatto piacere ricevere un'anteprima di una delle storie che ho cominciato a scrivere durante il mio viaggio in Inghilterra, e che conto di cominciare a pubblicare sul blog per i primi di febbraio!


I tacchi di lei ticchettavano sull'asfalto come gocce di sangue mentre correva per la galleria buia. Aveva in mente la sua meta, ma non era sicura di arrivarci. O almeno, di arrivarci sana e salva. Corse fino all'uscita, fino alle scale, fino alla porta di casa.
Solo lì si accorse di non avere le chiavi. Qualcuno -lui- gliele aveva prese.
Quindi si girò, e si trovò faccia a faccia con la morte.
E la morte aveva un viso bellissimo, dai tratti affilati, di quelli che spaventavano e attiravano allo stesso tempo. E anche se non sapeva com'era possibile, in quello stesso istante lei continuava a desiderarlo, a volerlo più di quanto le fosse mai successo prima.


E' piuttosto corto, ma cosa ve ne pare? Se vi piace magari inizio a pubblicare la storia dall'inizio, altrimenti... bho, ditemi voi.

lunedì 12 gennaio 2015

Ci credeva.


Buon pomeriggio a tutti! Tra una tappa e l'altra del blogtour ho pensato di farvi leggere questo racconto breve che ho scritto... Più o meno cinque minuti fa, sì. Non è niente di particolare, forse solo qualche parola buttata giù in un momento di delirio (non mi sento per niente bene), ma va bhe.

Le onde continuavano a sbattere sulla spiaggia, tanto da fare paura. La luce della luna le rendeva più alte, più profonde, più pericolose. Sembrava potessero inghiottire il mondo da un momento all'altro. Ma la ragazza continuava a camminare, incurante del pericolo. Sapeva che ci sarebbe stato qualcuno pronto a salvarla. Ci credeva, come ci aveva creduto quando era stata sul punto di affogare in mare aperto. Camminò diritta verso le onde che si abbassavano e si alzavano come tante bocche affamate pronte a trascinarla via. Pochi passi, e vide quello che aspettava.
La coda del tritone emerse dalle acque agitate solo per un attimo, ma a lei bastò. Si tuffò e cercò di nuotare contro la corrente che la spingeva a riva. Per un attimo pensò di non farcela, ma un paio di braccia forti la afferrarono e la riportarono in superficie. Negli occhi color caramello che la guardavano c'era un dolore immenso, ma lei era sicura che ne valesse la pena.
-Non avresti dovuto farlo,- si sentì dire quando tornarono sott'acqua, diretti verso il mare aperto.
Gli rispose la stessa cosa che aveva pensato pochi attimi prima. -Ne vale la pena.
Restò aggrappata a lui finché non arrivarono nelle profondità marine, buie e luminose allo stesso tempo. Casa.


Che ne pensate? Non ha capo né coda, lo so.

Ah, stavo quasi per dimenticare: chi vuole acquistare una copia del libro può chiedere direttamente a me con una mail all'indirizzo valentina@linardi.com o con un messaggio privato su facebook, al mio profilo personale o in pagina.

Buona giornata a tutti!

giovedì 8 gennaio 2015

Prima tappa del Blogtour dedicato al libro La Creatura di Valentina Linardi.


Buongiorno a tutti! Oggi ospiterò la prima tappa del blogtour dedicato al mio libro "La Creatura", alla fine del quale potrete vincere proprio una copia del libro con autografo e dedica.

REGOLE DEL BLOGTOUR
- Iscriversi al blog dell'autrice  Le parole di Valentina e ai blog che ospitano le tappe;
- Commentare almeno 5 tappe su 8 del tour;
- Condividere con g+ e attraverso i social network;
- Diventare fan della  pagina facebook dell'autrice;
- Cliccare partecipo all'evento.

Chi rispetta queste poche e semplici regole avrà l'opportunità di partecipare al giveaway finale e vincere una copia cartacea del libro con autografo e dedica.

TAPPE
1. Presentazione (08 gennaio)

2. Soundtrack (11 gennaio)

3. Intervista all'autrice (14 gennaio)

mercoledì 7 gennaio 2015

Mani sporche.

Meraviglie, domani inizia il blogtour e avrete la possibilità di vincere il mio libro con tanto di dedica e autografo! Ma per ora, visto che non riesco a tenere a lungo per me quello che scrivo, ecco una nuova poesia!

Mani
sempre sporche d'inchiostro
per parole
che non sai quanto valgono.
per parole
che non sai quanto dicono

domenica 4 gennaio 2015

A quanto pare pubblico un libro!

Meraviglie, so che è incredibile (e intendo proprio nel senso che non ci si può credere), ma a quanto pare oggi esce il mio primo libro.

Questa è la scheda con tutti i dati.

Titolo: La Creatura
Autore: Valentina Linardi
Editore: autopubblicato tramite ilmiolibro.it
Pagine: 176
Prezzo: 13 euro (cartaceo)
Data di pubblicazione: 4 Gennaio 2015
Trama: Storie che girano intorno a diverse ragazze. Una ragazza ferita che ha bisogno di tornare a vivere. Una ragazza che sa stare in piedi, ma che per la prima volta dovrà lottare per sopravvivere. Una ragazza che sa cosa vuole, e sa che quel qualcosa è pericoloso. Storie diverse, diverse realtà, ma tutte con un dubbio lieto fine.