Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 10 luglio 2015

Sbagliati.


Tutti sbagliati
per un qualche motivo.
ci sentiamo tutti
Diversi dagli altri,
Unici,
Speciali.
Ci è difficile capire
che questo sentimento
è comune a tutti.
Ci sentiamo tutti
Isolati,
Soli,
come se fossimo particolari
e gli altri una massa di corpi
tutti uguali.

giovedì 9 luglio 2015

Paura.


Urla, ma non lo sente nessuno. Lui, proprio davanti al bambino, ride. Non è sordo, ma non gli importa delle urla. Gli fanno piacere, forse? Così sembra dal suo sguardo soddisfatto. Il bambino non ci pensa. Si dimena, urla più forte, tira calci al nulla. Non è mai stato un bambino calmo, ma questo non vuol dire che sia abbastanza forte da difendersi. Vuol dire solo che combatterà di più prima della fine. Lo sa, mentre le lacrime di frustrazione cominciano a scorrergli sul volto, come lo sa lui che adesso lo tiene fermo. Il bambino tira l'ennesimo calcio, questa volta più forte, e lo colpisce ad uno stinco. Il suo sguardo di soddisfazione si perde nella rabbia. Continua a non parlare. Fa più paura così. Aveva una voce calma, rilassante, quasi musicale, di quelle che portano le persone a fidarsi di lui. Per questo si era trovato da solo col bambino. La fiducia uccide.
Il bambino adesso è bloccato, gli è stata tappata la bocca con uno straccio e dal naso non respira bene. La vista si copre di macchie nere.
Mancanza di ossigeno, avrebbe detto più tardi il medico.
La lama scintilla ad una luce fioca fuori dal campo visivo del bambino.
Ferite multiple da arma da taglio.
Il bambino non sa cosa sta per succedere. Non riesce a capirlo. Perché fare del male? Tutto quel dolore... Non è troppo? Per lui è troppo.

martedì 7 luglio 2015

La Protagonista. (Capitolo 8)


-Quindi, cosa vuoi sapere adesso?- mi chiede Re Lec... cioè, Lec, dopo alcuni minuti in cui si era di nuovo perso nei suoi pensieri. Se fosse stato qualcun altro avrei detto nel suo mondo, ma visto dov'eravamo...
Ripenso a Kye, ma lo elimino subito. Lec ha detto che dovevamo tenerlo fuori dai nostri affari, qualunque cosa significhi, quindi non ha senso rimetterlo in mezzo. Poi penso anche a quello che mi è successo ieri. Ho deciso di non parlarne con nessuno, non finché non sono sicura di chi posso fidarmi.
-Esistevate da sempre, o vi ho creati io?- gli chiedo alla fine.
-Esistevamo, ma in un'altra dimensione. Tu ci hai portati qui.
-Ed è così per tutte le storie o solo per voi?
-Non lo so, non sono onnisciente. So solo che noi c'eravamo già.
-E da quanto tempo?

domenica 5 luglio 2015

Certi pensieri.

Capita
che i pensieri,
certi pensieri,
li abbiamo lì,
sempre ai margini della mente,
ma non sappiamo cosa farci,
come trattarli,
se sono reali oppure no.
Capita
che i pensieri,
certi pensieri,
scatenati da un gesto o una parola,
non sappiamo se sono pensieri o sensazioni
e stanno là,
confusi,
perché certe volte il confine è troppo sottile.

E certe volte
le sensazioni
sono solo pensieri senza parole.

venerdì 3 luglio 2015

Svegliami.

Svegliami
quand'è finito
'sto casino.
Quando è tutto passato
e avrò capito
cos'è successo,
che sta succedendo.
che mi sta succedendo
e che ci sta succedendo.
Svegliami
quando sarà un giorno nuovo,
un mese nuovo,
una stagione nuova.
Svegliami
quando sarà una vita nuova.
Svegliami
quando ci saranno
nuove emozioni da vivere.
Quando sarà cambiato
qualcosa.

La Protagonista. (Capitolo 7)


Apro gli occhi e finalmente questa volta ad accogliermi c'è solo la luce del sole che mi si riflette sul viso. Ieri sera nessuno ha pensato a chiudere la tapparella probabilmente.
Non passo i miei soliti dieci minuti a rigirarmi nel letto sperando di riprendere sonno, ma mi alzo subito. Lascio gli occhiali sul comodino e scendo in cucina a piedi scalzi. Prendo un pezzetto di cioccolata al latte e bevo un bicchiere d'acqua mentre penso a cosa fare. Devo andare a cercare Kye per chiedergli cos'è successo? Devo dire al re che ho preso una decisione?
Perché mi duole ammetterlo, ma sapevo già che non avrei mai potuto decidere diversamente. Ci ho provato, ma non riesco a resistere alla pulsione che mi dice di conoscere tutto il possibile su questo nuovo regno.
Continuo a guardare il tavolo senza vederlo realmente, domandandomi come farei a trovare Kye se anche volessi, e se lui si farebbe trovare visto come l'ho trattato il giorno prima.
Salgo in camera per infilare un paio di jeans e una maglietta e prendere gli occhiali dal comodino. Devo andare a parlare con gli elfi e capire cos'è successo.
Perché almeno una cosa è sicura: non è stato niente di normale, niente che sarebbe potuto succedere se non avessi espresso quel desiderio.