Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

martedì 7 luglio 2015

La Protagonista. (Capitolo 8)


-Quindi, cosa vuoi sapere adesso?- mi chiede Re Lec... cioè, Lec, dopo alcuni minuti in cui si era di nuovo perso nei suoi pensieri. Se fosse stato qualcun altro avrei detto nel suo mondo, ma visto dov'eravamo...
Ripenso a Kye, ma lo elimino subito. Lec ha detto che dovevamo tenerlo fuori dai nostri affari, qualunque cosa significhi, quindi non ha senso rimetterlo in mezzo. Poi penso anche a quello che mi è successo ieri. Ho deciso di non parlarne con nessuno, non finché non sono sicura di chi posso fidarmi.
-Esistevate da sempre, o vi ho creati io?- gli chiedo alla fine.
-Esistevamo, ma in un'altra dimensione. Tu ci hai portati qui.
-Ed è così per tutte le storie o solo per voi?
-Non lo so, non sono onnisciente. So solo che noi c'eravamo già.
-E da quanto tempo?

-Tanto. Di sicuro da più tempo di voi umani.
-E perché parlate la nostra lingua?
-Non lo so. Parliamo parecchie lingue, la vostra è una delle tante.
-Parecchie quante?
-Almeno una cinquantina, dipende dalla parte del regno in cui ti trovi. Qua in città ne trovi almeno la metà, comunque.
-E qual è quella dominante? Voglio dire, ce ne sarà una che vi accomuna tutti, giusto?
-La maggior parte di noi sanno parlare latino, greco e italiano, oltre ad almeno un'altra lingua.
-Greco? Il greco che parliamo oggi o il greco antico?
-Lo parliamo da...- esita, ma è una pausa di cui non mi accorgerei se non facessi così tanta attenzione a quello che dice -molto tempo, quindi penso che sia il greco antico.
-E come sapete da quanto tempo siete qua?
-Fonti scritte e orali, piccola. La storia è una di quelle cose che ha le stesse basi un po' dappertutto.
-Scritte? Nel senso che avete dei libri?
-Libri, pergamene, papiri, tipi di carta di cui non hai nemmeno mai sentito parlare.
Gli occhi mi brillano. Con la mia passione per i libri, per gli scritti di qualunque tipo, sapere che qua ci sono libri interi che riguardano la loro razza...
-Dove si trovano? Posso vederli?
-Si trovano in una di quelle che tu chiameresti biblioteche. E sì, puoi vederla.
-Ora?!- Certe passioni prendono il sopravvento su tutto, anche sulla sete di conoscenza. Questa, in un certo senso, è sete di conoscenza, solo di un tipo diverso di conoscenza.
Lo sguardo di Lec sembra capire la passione che mi anima, e quasi sorride.
-Sì, ora.
-E posso cercare là le risposte che cerco su di voi? Voglio dire, c'è tutto?
Adesso sorride apertamente. -Sì, puoi. C'è quasi tutto, se hai qualche dubbio puoi comunque venire a chiedere a me.
Non potrei essere più felice, faccio fatica a restare seduta ferma, senza saltare in piedi all'istante.
-Non c'è bisogno che ti chiami qualcuno, vero? Ti spiego la strada e puoi andare da sola. E visto che ci sei lì prenditi anche una cartina, così non devi avere sempre un babysitter che ti porti in giro.
-Certo, sì sì.
Se annuissi con più entusiasmo mi si staccherebbe la testa dal collo.
Mi spiega in fretta la strada e quando mi pare di aver capito mi lascia andare.
Effettivamente ho più difficoltà ad uscire dalla confusione ordinata dei giardini che ad arrivare alla biblioteca, che come mi aveva spiegato Lec è anche piuttosto vicina al palazzo.
Quando mi ci trovo davanti vedo che è ancora più imponente del palazzo del re, fatta di grandezza e imponenza e maestosità. E linee dure, quelle linee difficili da ottenere da qualcosa di morbido come le piante, come gli alberi, ma che fanno pensare ad una conoscenza che appesantisce troppo per rimanere gli stessi nel corso dei secoli. O forse dei millenni: non so in realtà da quanto tempo sia qui quest'edificio.
Entro cercando di fare silenzio, ma non me ne dovrei preoccupare. Il legno morbido attutisce tutti i rumori, come se uno strato di neve ammorbidisse i suoni che si dovrebbero espandere per la biblioteca. Non mi trovo in un piccolo ingresso, come mi aspettavo, ma direttamente in quella che mi sembra l'ala principale dell'edificio.
Ero venuta con l'intenzione di cercare notizie riguardo alla storia elfica, ma mi viene in mente qualcosa che al momento mi sembra più importante: scoprire cosa mi ha aggredita ieri sera. Ma, prima di tutto, devo vedere in che lingua sono scritti tutti questi tomi che riempono gli scaffali a chiocciola che vedo salire fino alla cima dell'edificio, un sacco di metri più in alto di quanto riesca a vedere.
I tomi sembrano raggruppati a quattro a quattro. Ne prendo qualcuno e li porto su una delle scrivanie lì vicino per aprirli e vedere. Uno dei libri è scritto in italiano, quello accanto sembra la sua traduzione in latino, l'altro in greco e l'altro ancora in francese. Di queste lingue conosco bene solo l'italiano, ma dalle mie deboli conoscenze di francese e latino mi sembrano entrambi delle traduzioni del primo, così do per scontato che sia lo stesso per il libro in greco. Apro gli altri e noto lo stesso schema, ma la quarta lingua mi sembra tedesco.
Li rimetto a posto e conto altri tre volumi prima di prendere il quarto che mi si presenta davanti. È scritto in inglese. Faccio l'esperimento un altro paio di volte, e ogni volta è una lingua diversa. Come se avessero voluto fare in modo che, qualunque lingua si conosca, si possa trovare ciò che si cerca.
È stupendo.
Mi perdo tra i corridoi pieni di libri, senza fare altro che sfiorare i dorsi dei volumi e inalare quel profumo magico che si può trovare solo in un luogo del genere, un luogo di carta, papiro e pergamena.
Impiego un po' a ricordare che sono venuta qua per un motivo: devo scoprire cosa mi ha aggredita ieri.
Mi chiedo se c'è un modo per orientarmi in questo labirinto e facendo attenzione trovo delle scritte in cima agli scaffali. Sono parole latine, ma assomigliano abbastanza all'italiano perché possa intuirne il significato.
Mi chiedo in che sezione debba cercare e decido per quella delle piante. Mi pare la più probabile. Se non troverò niente lì... Vedrò in seguito.
Ci vuole un po' perché riesca ad orientarmi, e un paio di volte vengo ingannata da parole che assomigliano tanto all'italiano senza avere il significato che penso, ma riesco a ritrovarmi nella sezione delle piante. Occupa un corridoio lunghissimo (e non dovrei stupirmene, visto che qua viene tutto dalle piante da quanto sembra) e mi chiedo come farò a trovare quello che cerco.
Leggo le scritte sui dorsi dei libri. Devo cercare qualcosa sulle piante carnivore, malvagie, che posso attaccare delle persone per un qualsiasi motivo? Sembra stupido detto così, ma dopotutto chi sono io per parlare, persa da non so quanto tempo in una biblioteca elfica?
Scorro lungo lo scaffale. Piante curative, Piante medicinali, Canto alle piante, Bellezza delle piante...
Potrei trovare qualunque cosa qui. Passo varie volte davanti a raccolte di quattro a cui manca proprio la traduzione italiana e le scruto chiedendomi chi voglia leggere proprio questa e perché. Ma qua l'italiano è molto usato, a quanto pare. Ad altre manca la traduzione latina, ma non mi dispiace. Non riuscirei a leggere un libro in latino neanche se volessi, e di sicuro non voglio. Proprio tra una delle raccolte a cui manca la traduzione latina trovo qualcosa che potrebbe essermi utile. Piante pericolose. Non so se qui troverò quello che voglio, ma è meglio che passare altre ore a cercare.
All'incrocio tra questo corriodoio e il prossimo ci sono una serie di tavoli a cui sono seduti alcuni elfi. Studiano o leggono, non lo so. Però ce ne sono anche altri che leggono seduti per terra, con la schiena appoggiata alle pareti, così decido di imitarli e mi siedo qua dove ho trovato il libro. Non so com'è possibile, ma qua non è buio come ci si aspetterebbe. Anzi, c'è una luce rilassante che rende la lettura molto piacevole. Non si capisce neppure bene da dove viene. Anzi, non si capisce affatto.
Mi siedo con la schiena appoggiata alla parete di libri dietro di me e comincio a leggere.
Il libro elenca una serie di piante e spiega il motivo della loro pericolosità. Alcune le ho già sentite, altre mi sono del tutto nuove. Alcune sono spinte dall'istinto di sopravvivenza (piante carnivore come Aldrovanda, Byblis, Nepenthes), altre a quanto pare non hanno un vero e proprio motivo per aggredire gli altri esseri viventi (penso che la maggior parte di queste non esistano sulla Terra) ma li aggrediscono perché animate da una qualche volontà propria che noi non capiamo. Sto leggendo delle piante velenose (alcune a quanto pare usano il veleno non solo come arma di difesa, ma anche di attacco), quando sento qualcosa sbattermi contro la gamba. Presa com'ero dalla lettura non mi ero neanche accorta di averle stese in mezzo al corridoio, dove chiunque avrebbe potuto inciampare. Fortuna che quest'ala della biblioteca non è pienissima e che non tutti sono distratti come me.
Alzo lo sguardo per vedere chi mi ha colpito e per un attimo mi sembra troppo strano averlo incontrato proprio qui, ma è davvero Kye.
Apro la bocca per parlare un paio di volte prima che ne esca qualcosa. Poi l'unica cosa che riesco a dire è uno stupido -Ciao-.
-Ciao,- mi risponde anche lui.
Mi alzo in piedi.
-Scusa,- faccio un segno molto vago al pavimento sotto di me, -ero presa a leggere e non mi sono accorta di aver steso le gambe in modo che chiunque avrebbe potuto inciampare.
-Figurati. E poi io ti ho colpito per farti spostare, non perché fossi in mezzo al corridoio. Devo mettere questo libro qui,- indica lo scaffale dietro di me col libro.
-Ah. Che libro è?
Me lo porge, senza sfiorarmi neppure la mano. Perché è così freddo?
Apro il libro alla prima pagina. È quello che ho preso io, ma in latino. Non gli chiedo perché l'ha preso.
-È per questo che non c'eri stamattina? Eri qua in biblioteca?
Forse spero in una risposta che lo scusi, che mi dia un buon motivo per cui oggi non c'era. Non mi sento proprio come se mi avesse tradita, però arei voluto vederlo e scusarmi e... E non voglio continuare a pensarci.
-Ero qui,- ma non mi dice altro. Non si scusa. Non mi dà una vera risposta.
-Capisco.- Guardo i libri che tengo tra le mani.
-Devo andare,- dice lui prima di darmi la possibilità di chiedermi altro. Si gira e se ne va. Lo guardo camminare via.
Cosa gli ho fatto perché si comporti così?
Infilo i libri al loro posto ed esco di corsa dalla biblioteca.
Non può comportarsi così, non ho fatto nulla!

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