Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

giovedì 9 luglio 2015

Paura.


Urla, ma non lo sente nessuno. Lui, proprio davanti al bambino, ride. Non è sordo, ma non gli importa delle urla. Gli fanno piacere, forse? Così sembra dal suo sguardo soddisfatto. Il bambino non ci pensa. Si dimena, urla più forte, tira calci al nulla. Non è mai stato un bambino calmo, ma questo non vuol dire che sia abbastanza forte da difendersi. Vuol dire solo che combatterà di più prima della fine. Lo sa, mentre le lacrime di frustrazione cominciano a scorrergli sul volto, come lo sa lui che adesso lo tiene fermo. Il bambino tira l'ennesimo calcio, questa volta più forte, e lo colpisce ad uno stinco. Il suo sguardo di soddisfazione si perde nella rabbia. Continua a non parlare. Fa più paura così. Aveva una voce calma, rilassante, quasi musicale, di quelle che portano le persone a fidarsi di lui. Per questo si era trovato da solo col bambino. La fiducia uccide.
Il bambino adesso è bloccato, gli è stata tappata la bocca con uno straccio e dal naso non respira bene. La vista si copre di macchie nere.
Mancanza di ossigeno, avrebbe detto più tardi il medico.
La lama scintilla ad una luce fioca fuori dal campo visivo del bambino.
Ferite multiple da arma da taglio.
Il bambino non sa cosa sta per succedere. Non riesce a capirlo. Perché fare del male? Tutto quel dolore... Non è troppo? Per lui è troppo.


Dolore.
Mai provato così tanto dolore.

Paura.
Fa tutto paura.

Violenza.
È sempre troppa.

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