Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

sabato 5 dicembre 2015

Senza Titolo 1

Raggi d'arcobaleno,
luce pura,
riflettono fili d'oro rosso,
illuminano stelle rosso vino
su un cielo bianco latte.
Innocenza,
una bellezza pura,
forse in realtà
introvabile, ideale, classica,
perfetta.
dolce.
Parole delicate,
leggere,
come ali di farfalla
-e come tali si spezzano-.
Gesti sottili,
irreali, aggraziati
come movenze di un leone
-e come tali allontanano-.
Paura, timore, rispetto mascherato
per qualcosa
-qualcuno-
che non si capisce,
non si afferra,
non si fa proprio
come con -quasi- il resto del mondo.
Isolato
in una gabbia
che se tiene fuori l'esterno o lui chiuso dentro
non lo sa.
Qual è, poi, la differenza?
Non è sicuro
neppure di questo.
Peccato che a volte
le sbarre della gabbia si spezzano,
sbriciolano,
polverizzano
e lasciano entrare tutto
senza permettere al leone con le ali di farfalla
di uscire.
Perché delle ali di farfalla
sono troppo deboli
per farlo volare via,
per trasportarlo via.
E tutto entra,
lo travolge,
e non se l'aspettava.
Non sa che vuol dire
vedere un mondo
e lasciarlo entrare.
Non sa che vuol dire
esserci, tra queste figure dai contorni definiti
ma vuoti
invece di vedere
macchie sfocate
di grigio.
Non sa che vuol dire
un mondo uniforme
che si ruba i suoi colori
e li lascia disperdere
per poi tornare a quel
grigio monocromatico,
monotematico.
Non-vitale.
Come se dei sottili contorni
quasi neri
possano dividere della materia triste,
grigia, senza vita propria,
da un mondo pieno di colori
che nessuno può vedere.
Come se
solo standone un po' lontani,
un po' distanti,
un po' sulle proprie,
si possano vedere dei colori
che ancora non sono scomparsi del tutto,
solo sbiaditi.
Peccato che da lontano,
dietro le sbarre,
sembrino solo macchie di colori
e che da vicino,
quando le sbarre non ci sono più,
siano di colori sempre più sbiaditi.
E non è vero che
l'unione di questi colori sbaditi
forma l'arcobaleno.
-L'arcobaleno non c'è più
neanche dopo la tempesta,
perché la tempesta non passa più.-
l'unione di questi colori sbiaditi
dà vita a un grigio senza vita
e senza essere.
Dà vita ad un mondo senza colori
e a persone senza colori
che si confondono in questa massa
neanche più triste.
E lui,
questo leone dalle ali di farfalla,
vedeva i colori del mondo,
dalla gabbia,
perché era a colori anche lui.
E lui
non vede più i colori nel mondo
perché non è più nella gabbia
e non è più da solo
perché non è più nessuno.

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