Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 16 dicembre 2016

Perso.

Non pensavo di riuscire a pubblicare qualcosa così presto, eppure eccomi qua! Non ho scritto niente da quando lunedì ho pubblicato il Capitolo 14 de La Protagonista, specialmente perché domani torno a casa (in Calabria) e quindi ho cercato di studiare il più possibile e preparare per il viaggio durante la settimana in modo da non dover fare tutto all'ultimo istante (come faccio di solito, tornando al discorso del procrastinare), e in effetti al momento è tutto pronto e riesco anche a studiare un po' questo pomeriggio visto che ci sono. Comunque, non ho scritto niente ma come ormai avrete capito i miei quaderni hanno una serie di pagine in cui annoto le cose a mano a mano che mi vengono in mente e poi le dimentico. Quindi ho trovato una di quelle poesie dimenticate e ho pensato di pubblicarla.
Come sempre, spero vi piaccia e vi auguro una buona lettura <3
Ti sei perso
nella convinzione
del nulla e del no,
del non c'è bisogno
e non voglio
e l'apatia
e il non vivere,

lunedì 12 dicembre 2016

La Protagonista. (Capitolo 14)

Buonasera!
Siccome siete personcine meravigliose che hanno portato il blog a superare le 12000 (DODICIMILA) visualizzazioni, vi meritate questo nuovo capitolo de La Protagonista! A dire il vero l'avevo preparato giovedì sera e avevo intenzione di pubblicarlo durante il weekend che avrei passato dagli zii, ma ho dimenticato di trasferire il file sulla chiavetta e quindi non ho potuto. Scusatemi.
Comunque, spero vi piaccia e come sempre aspetto i vostri pareri! Buona lettura bellezze <3

-Perché non mi hai detto nulla?- gli chiedo, anche se non siamo ancora a casa. Non siamo neanche alla radura, ma ho come la sensazione che continuando a stare zitta le parole possano esplodermi dentro e rendermi tanti coriandoli di pelle e carne e capelli e occhiali.
Kye non risponde. Non che me lo aspettassi sul serio. Sospira, e in quel sospiro ci sono tanti di quei pensieri da farmi domandare come faccia a non sentirli parlare a voce alta. Devono essere rumorosi, almeno dentro il suo cervello, fare un sacco di chiasso. Di quel chiasso che non si può zittire in nessun modo se non facendo uscire tutto. Eppure lui resta in silenzio.
Siamo alla radura, e la luce della luna arriva più chiaramente nello spazio aperto. Riesco anche a camminare senza il rischio di inciampare ad ogni passo. Ma mi viene spontaneo guardare in alto, verso i rami che mi hanno aggredito. Non ce la faccio più ad aspettare di sapere perché è successo. Come è successo.

giovedì 8 dicembre 2016

Aggiornamenti dall'università di Milano!

Buona sera meraviglie!
Come sempre, sarò sincera con voi. Ho un sacco di roba da studiare. Nel senso davvero tanta roba. Troppa. Un mondo.
Però sto studiando tutti i giorni praticamente e le pause sono cosa rara e stressante perché mentre non studio continuo a pensare a tutte le cose che dovrei studiare in quel momento, ma adesso non riesco davvero a fare nulla nulla nulla. Penso il mio cervello ne abbia troppo. E mi manca da morire scrivere, anche perché la sera quando in teoria potrei mi accorgo che è mezzanotte e muoio di sonno perché sto sempre dormendo pochissimo e insomma non riesco. E quindi sono qui.
Fra poco prendo l'altro computer (quello che non collego mai ad internet altrimenti mi distraggo) e mi metto a scrivere qualcosa sul serio, ma prima ho deciso di passare di qua a farvi un salutino e raccontarvi come va la vita universitaria e come si sta a Milano, anche se spero di mostrarvela un pochino meno angosciante di quanto mi sembra in questo momento, che sono sommersa dai libri e non so da che parte cominciare.

mercoledì 19 ottobre 2016

Un'Altra Storia - Parte 3

Bhe, se non si era capito Kevin ed Eric (dovrò trovare un nome per la ship... ma mi affido a voi perché sapete che non sono brava in queste cose) mi hanno preso parecchio. E adesso dovrei essere ancora sui libri a studiare russo, ma come regalo di compleanno a me stessa (lo facevo ieri tecnicamente, il diciotto) ho deciso di fare qualcosa che mi piaceva. Quindi ho riposato un po' perché la mancanza di sonno e orari regolari con me si fa sentire parecchio, e poi quando era quasi mezzanotte mi sono messa a scrivere. Ed insomma, eccovi il "capitolo".
Buona lettura bellezze!

PS: Devo ancora modificare la grafica e l'About me, I know, ma al momento non so neanche cosa sia il tempo libero. I pochi sprazzi li uso per pubblicare qualcosa qui, e come vedete sono moooooolto pochi. Non credete a chi dice che all'università potete organizzare il vostro tempo come volete.

sabato 15 ottobre 2016

Un'Altra Storia - Parte 2

Ho appena realizzato che la mia vita è un continuo ciclo di ritmo sovrumano- stress- crollo per lo stress- ripresa dal crollo- ritmo umano- ritmo sovrumano- stress e così via. Ora sono nella fase di ripresa dal crollo, for the record. Però nel complesso non credo sia molto sano.
Comuuuuunque, più tardi vado alla festa del cioccolato sui Navigli con delle ragazze conosciute in uni, ma prima volevo fermarmi un attimo a scrivere qualcosa su Eric e Kevin. Non c'è un motivo particolare, solo che sotto la doccia stavo pensando a quanto fosse bello e difficile il loro rapporto e a quanto poco si capiscano nonostante siano due ragazzi che abbiano perso la stessa persona amata. Voglio dire, questo dovrebbe portarli ad avvicinarsi, ed invece entrambi si sentono in colpa e finiscono per tentare di allontanarsi ancora di più l'uno dall'altro. Ma è meglio spiegarvelo con le loro parole.

lunedì 3 ottobre 2016

Parliamo di... libri da amare!

Bonsoir bellezze! Vi va di parlare un po' di libri? Premetto che è la prima volta che lo faccio senza avere davanti i volumi che ho letto e quindi potermeli rigirare un po' mentre ne parlo, ma come potete immaginare non potevo portare una decina di libri in valigia insieme ai vestiti e tutto, quindi ne ho portati giusto cinque, di cui tre non ancora letti, uno in corso di lettura (ma che ho finito in viaggio, infatti ve ne parlo in questo post) e uno che è la raccolta di alcune poesie di Emily Dickinson da cui non potevo proprio separarmi, dato che è il mio anti-stress nei periodi di studio intenso. Già il fatto che ho lasciato Orgoglio e Pregiudizio mi fa soffrire, ma conto di potermene procurare un'edizione figa in lingua originale per compensare un po'. Anche se voglio comunque un'edizione figa (in lingua originale ma magari con testo a fronte) delle poesie della Dickinson, eh. Anyway, dicevo... Vi parlerò di tre libri in questo post e altri tre nel prossimo, in modo da evitare di scrivere un solo post troppo lungo che finisce per diventare noioso. E devo ammettere che sto temporeggiando perché non so quali libri scegliere per questo post. *chiude gli occhi e si decide*
Vi parlo di The Memoirs of Sherlock Holmes, I sommersi e i salvati, e La Sorella del Re.
Sono libri molto diversi tra loro, ma questo non toglie che mi siano piaciuti tutti e tre. Il che è molto raro, e conoscendo quanto io sia difficile potete immaginarlo.

giovedì 22 settembre 2016

Sommersa dal non-valore.

Buongiorno bellezze!
Stasera parto per Milano, e non sono sicura di quanto riuscirò a connettermi da lì i primi giorni. Volevo parlarvi un po' dei libri che ho letto, ma al momento non ho davvero il tempo. In effetti dovrei fare altre cose piuttosto che stare qui a scrivere, ma volevo fermarmi un attimo e pubblicare una poesia. Tanto è già sul mio quaderno e come sapete non mi piace lasciarle lì a marcire. Oltretutto ho appena mandato Nascosta ad un concorso anche se so che non vinco (e ogni volta che dico una cosa del genere sento la voce di Marghe nella testa che mi dice di non essere pessimista). La prossima volta prima di mandare qualcosa ad un concorso indico un sondaggio qui sul blog così che siate voi a dirmi cosa mi conviene fare, visto che siete i giudici più imparziali. Almeno penso. Anyway, vi lascio la poesia e spero di riuscire a connettermi al più presto. Anche perché devo modificare l'About me. Sperando che me ne ricordi. Insomma, eccovi la poesia. Buona lettura e buona giornata!
Sommersa
di oggetti e pensieri e attenzioni
a volte inutili, indesiderati, non richieste
non volute, spesso.
non voluti, a volte.
Sommersa
da un mondo esagerato
che non è abbastanza
per compensare
che ha troppo,
ma non compensa
sé stesso, nulla e nessuno.
Sommersa
dall'inutilità
ma in cerca
continuando ad affogare
di qualcosa di valore.

in cerca
di Valore.

Okay, a leggerla ora forse non ha senso. Un mio amico un po' di tempo fa mi ha detto che leggendo sul blog gli pare di leggere me... Bhe, in questi momenti capisco cosa intendeva. 

lunedì 12 settembre 2016

Finita l'estate torna il freddo... e torno anch'io!

Lo so, ho detto che sarei tornata al più presto e invece sono passati quasi due mesi. Scusatemi. Vorrei avere almeno una scusa valida, ma in realtà ho passato l'estate in giro con i miei amici (anche se non abbastanza, da quello che dicono loro), al mare, leggendo, studiando meno di quanto avrei dovuto.... E poi i primi di settembre sono stata a Milano e poi a Bologna per i test dell'università.
Comunque, adesso penso di essere tornata sul serio. Non so se riuscirò a pubblicare spesso o costantemente, ma spero di riuscirci. Intanto durante i venti giorni rimasti di settembre non ho molto da fare, a parte preparare tutto per la partenza e leggere i libri che mi rimangono perché non credo di poterli portare tutti e fare una serie di cose che non ho neanche idea di cosa siano. Tutto bene, sì sì. Insomma sto sproloquiando a caso. Ora cerco di continuare il post in modo serio.
Non ho molto da dirvi, ad essere sincera. Sono contenta di essere stata a Milano e Bologna perché, a prescindere da dove andrò a vivere per frequentare l'università, mi piacciono molto entrambe le città. Sono molto diverse tra loro, ovviamente, e ognuna ha i propri pregi e i propri difetti, ma comunque mi piacciono e sarò felice di abitarvi. Penso. Magari ne parlerò in modo un po' più approfondito in un altro post, in base a dove andrò a stare. Tra l'altro nonostante la mia timidezza (e, anche se a volte non sembra, sono mooooooolto timida), ho conosciuto tante persone. Ovvio che non tutte le persone che si conoscono in viaggio ti accompagneranno nel corso della vita, anzi molte sono solo chiaccherate passeggere, ma mi piace anche questo aspetto dei viaggi. Conversare con le persone è bello, dà sempre qualcosa. A volte anche solo voglia di non vederli più.
Anyway, tornando alle cose serie. Durante i giorni in viaggio ho ripreso a leggere, finalmente. Oltre ad aver comprato dei libri. Sono riuscita a finire I sommersi e i salvati di Primo Levi, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami, e ora sto leggendo l'inchiesta di una giornalista francese, Anna Erelle, riguardo alla Jihad. Mi mancano poco più di un'ottantina di pagine, quindi conto di finirlo tra oggi e domani e poi leggere quello mandatomi dalla Harlequin a inizio luglio, La sorella del re. Finito quello ho intenzione di preparare un bel post in cui vi parlo perlomeno degli ultimi tre che ho letto. Vorrei parlare anche di Primo Levi e The Memoirs of Sherlock Holmes, ma sono consapevole che diventerebbe uno sproloquio insopportabile e quindi lo evito.
A parte questo, dato che in teoria questo sarebbe un blog di scrittura e non basato sui libri o su me che ho tanto da fare e non riesco a pubblicare, spero di riuscire a continuare almeno una delle storie che ho iniziato. Non dico tutte e tre, ma in tempi umani (fine anno?) vorrei finire almeno La Protagonistala rivisitazione de La Casa Maledetta, o l'AU in cui i protagonisti sono Kevin ed Eric e che non ha ancora un titolo definitivo. Sarebbe carino riuscire a finire proprio La Protagonista, essendo quello che ormai ho iniziato da più tempo, ma non posso assicurare nulla né a me stessa e né a voi. Anche perché non ho idea di quanto sarà difficile l'università e di conseguenza di quanto tempo libero avrò.
Okay, ora direi che il post è abbastanza lungo e se continuo vi annoio e basta. Anche se probabilmente vi siete già annoiati e nessuno ha letto fin qui. Va bhe, avete capito. Chiudo qua, e tento di andare a fare qualcosa di utile in modo da avere la serata per scrivere, sperando che ne esca qualcosa di buono. Buona serata a tutti!

PS: Nel prossimo post devo ricordarmi di parlarvi anche di qualche anime e manga che seguo, absolutely. Non posso sprecare la possibilità che mi dà questo blog di essere logorroica quanto voglio senza che nessuno mi dica nulla.

domenica 24 luglio 2016

Un'Altra Storia - Parte 1

Premetto che questa storia sarà un po' diversa da quelle pubblicate finora. I protagonisti saranno Kevin ed Eric de Le Mie Cicatrici, ma si troveranno dopo il finale della storia e in una specie di AU (Alternative Universe, Universo Alternativo). Quindi, come per la scena extra che ho pubblicato un po' di tempo fa, non vi consiglio di leggerlo almeno che non siate degli autolesionisti e vogliate spoilerarvi la fine della storia precedente. A parte questo, non è consigliato neanche a chi è contrario ai romance M/M. A tutti gli altri (che saranno rimasti in pochi, eh?) auguro una buona lettura!

NEL CASO ABBIATE ANCORA DUBBI, DA QUA PARTE LO SPOILER.
LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO.

Affogo.

Vuoto.
Persa.
Mi guardo intorno.
Il nulla.
Vorrei.
Dovrei.
Non riesco.
Non posso.
Forze più grandi
di me e te
sono all'opera.
Sentimenti.
Cosa c'è di
più grande?
Noi.
No.
Non esistiamo.
Siamo il nulla.
Quel nulla
nel quale
sono immersa.
Non so nuotare.
Non riesco
a stare a galla.
Cerco un appiglio
e affogo.

La Casa Maledetta - Rivisitazione - Capitolo 2

Non so se il I capitolo vi è piaciuto, ma io comunque vi lascio anche il II della rivisitazione de La Casa Maledetta. Enjoy your reading!

Quandò salì in soffitta, il quadro era esattamente dove l'aveva lasciato, appoggiato al muro, tra scatoloni e scaffali traboccanti di libri.
La ragazza che la guardava era la stessa che aveva incontrato in quella casa, la stessa il cui volto era identico al suo. Le aveva dato delle risposte, certo, le aveva raccontato la sua storia, ma non bastava affatto. Lei non voleva solo conoscere la sua storia, ma anche tutto il resto.
Perché i loro volti erano identici? Perché si era sentita così attratta da quel quadro e da quella casa? Com'era possibile che lei, che neppure credeva nei fantasmi, avesse ascoltato la storia di uno di loro?
Ripensò al sangue fresco che scendeva lungo le scale. Sul momento non era riuscita ad elaborare dei pensieri abbastanza coerenti, ma adesso le venne in mente una domanda così ovvia che non se l'era posta prima: cos'era successo in quella casa perché fosse maledetta? O perché fosse maledetto quel corpo, per quel che poteva valere la differenza. Non poteva essere stata colpa dell'omicidio. O, se lo era stata, quell'omicidio doveva avere qualcosa di speciale. Altrimenti come sarebbe stato possibile che il corpo potesse rimanere lì tanto a lungo, che quel sangue, tutto quel sangue, continuasse a scendere per le scale come appena versato, che la casa non venisse demolita né toccata da nessuno?
Si sedette lì davanti fissando il ritratto, quasi potesse parlarle rivelandole le risposte a tutti i propri perché.
Ovviamente non successe.
Quella notte inserì l'indirizzo, la città della casa e il delitto commesso su internet. Non trovò nulla, ma effettivamente se lo aspettava.

L'essere.

Bhe, direi che qua l'introduzione posso anche evitarmela. È un stralcio di racconto senza capo, né coda, né senso. Un po' come quelli che scrivevo all'inizio, insomma.

Il volto si girò e diede luce ad un essere che lui non pensava potesse esistere. Un essere di carne ed ossa, eppure etereo, eppure reale, eppure impossibile. Il viso non lasciava intravedere nulla dei pensieri dell'essere. Era il viso della perfezione, il viso dell'incredibile. I tratti alti, elfici, erano perfettamente simmetrici, quasi Michelangelo fosse resuscitato per dipingerlo con i colori dell'oro e del sangue. Sangue, perché negli occhi due gocce rosse ricordavano la natura sovrannaturale dell'essere. Se non fosse stato per quelle gocce, sarebbe stato semplice farsi ingannare dal verde erba che li illuminava o dall'espressione dolce che ci si poteva illudere portasse. I capelli circondavano il viso di onde di bronzo e argento, cadendo più in giù della vita sottile e dei fianchi proporzionati. Il resto della figura era avvolto da un vestito leggero come l'aria, di tante sfumature traslucide che avevano milioni di colori e allo stesso tempo non ne avevano alcuno. I piedi nudi sembravano non toccare il terreno, ma si muovevano. Si muovevano verso di lui. Il vestito si allargò attorno alla pelle chiara, aprendosi in un paio d'ali che la trasportarono da lui nel tempo di un battito di ciglia. E, quando lui riaprì gli occhi, la vicinanza di lei bastò a rubargli il fiato e la vita.

Lasciami la morte.

Ore 04:00. Sarò a letto a dormire profondamente, ma ho voluto comunque lasciarvi una piccola poesia. E nulla, questa cosa del post ogni due ore mi ha preso. Il titolo non è allegro, ma... bhe, ormai mi conoscete.

Lasciami pensare in pace.
Lasciami il silenzio.
Lasciami i pensieri
che urlano
e si rincorrono.
E lasciami la vita,
una vita che mi sta abbandonando.
Lasciami la morte
che in silenzio sta arrivando.

La mia fissa per la punteggiatura è impressionante, comunque.

La Casa Maledetta - Rivisitazione - Capitolo 1

Come promesso, ecco l'altro post alle due in punto! Coloro che mi seguono dall'inizio hanno letto La Casa Maledetta (qua i capitoli singoli e qua il pdf), e questo è appurato. Però quasi sicuramente chi è nuovo non la conosce, o comunque non l'ha seguita come gli altri. Ed in qualunque caso penso che il mio modo di scrivere sia minimamente cambiato da quando ho iniziato... Giusto? A me pare così, ma potrei sbagliarmi. Comunque, non è questo il punto. Avevo voglia di riscrivere la storia con qualche tocco in più di thriller, e un po' di paranormale in meno. E forse diminuire anche la parte romantica, non ne sono ancora sicura. Comunque, questo è l'inizio dell'esperimento. Cosa ne pensate?


Era passata davanti a quella casa un numero infinito di volte, sognando un numero infinito di volte di entrare a visitarla. Ma non ne aveva mai avuto il coraggio, come non aveva avuto il coraggio di fare troppe cose.
Eppure quel giorno, o per meglio dire quella notte, il coraggio sembrava scorrerle nelle vene al posto del sangue, quindi decise di entrare. Si fermò sulla soglia del cancello. Il giardino era abbandonato da decenni, si vedeva, ma oltre quell'abbandono si poteva capire anche quanto fosse stato ben curato una volta, tempo prima. Le rose inselvatichite nascevano grandi e luminose, sembravano risplendere di luce propria. L'edera e tutta una serie di piante rampicanti che non aveva mai visto avevano ricoperto i due piani della facciata dandole un aspetto tetro che contrastava con i cespugli in fiore appena sotto. Attraversò il giardino su un sentiero di cui si notavano appena alcune pietre lastricate qua e là, completamente invase da erbacce e piante. Quando arrivò sulla soglia della casa, la porta si aprì senza neppure un tocco o una parola da parte di lei, quasi la stesse aspettando. Rabbrividì, ma entrò comunque. E capì, o credette di capire, il motivo che tanti anni prima aveva spinto gli abitanti della casa a scappare.

Tanti Auguri a Noi che compiamo Due Anni!

Buonasera bellezze!
È mezzanotte ed un minuto! Sapete cosa significa? Che il blog compie due anni!
Potete immaginare quanto sia emozionante per me, quanto la cosa mi dia soddisfazione. Ma la cosa più emozionante non è sul serio aver scritto per tanto tempo. Amo scrivere, non ne posso fare a meno, e il blog nel complesso non è altro che un mezzo per condividere la mia passione. Uno dei tanti che ci sono, dopotutto. Ciò che mi rende più felce è che siate voi a seguirmi da due anni. Il pensiero che ci siano persone che continuino a leggere quello che scrivo anche dopo tutto questo tempo (e due anni al momento mi sembrano taaaaaaaanto tempo) è davvero stupendo, nonché incredibile nel vero senso della parola. Non l'avrei mai pensato quando ho reso pubblico il blog per la prima volta. Vedere che ci sono lettori fedeli che continuano a seguirmi, commentare, aspettare i nuovi capitoli. È qualcosa che solo chi ha un'arte, una parte di sé, da condividere col mondo, può capire. Ma non mi dilungo più su questo punto perché sia io che voi sappiamo quanto sia negata nel parlare dei miei sentimenti. Se chiedete ai miei amici vi diranno che non ne ho sentimenti, e già questo rende l'idea.
Piuttosto, per festeggiare i due anni ho pensato a qualcosa di particolare. Visto la penuria di post sensati ultimamente, ne pubblicherò uno ogni due ore per tutto il giorno. Nel senso che li metterò ad autopubblicarsi, eh. Non riuscirei mai ad essere puntuale altrimenti. E insomma alle 2 avrete un nuovo post, alle 4 un altro, e così via. E spero che alla fine sarete contenti di quello che avrete letto. Come ultimo post penso che tenterò di buttare giù qualche conclusione sui due anni, o sui post che ho pubblicato finora, o su quello che mi aspetto succederà da adesso, o insomma non lo so ma spero di farne uscire qualcosa di sensato. Speranza vana, I know.
Anyway, al prossimo post! Troverete una bella sorpresa, spero la gradirete!

sabato 23 luglio 2016

Toccata e fuga!

Ciao a tutti! *saluta con la manina*
In realtà non ho niente da dire, ma mi andava di passare a scrivere qualcosa. Sono tornata ieri pomeriggio da Bologna e dopo una notte di riposo mi sento più fresca. Non che mi sia stressata molto in viaggio, ma penso che in un certo senso dormire fuori di casa stanchi a prescindere. E poi oltre ad aver fatto il test ho camminato molto e ho passato parecchie ore in macchina (Calabria-Bologna, sono sicura che anche chi non è un mito in geografia come me ha una vaga idea del fatto che non sono troppo vicini) e insomma sono stanca, scuse a parte. Però sono anche piuttosto soddisfatta perché sono stata in fumetteria, e insomma ormai avrete capito che la mia passione per i manga continua a crescere. Tra l'altro avevo letto sulle recensioni che era la fumetteria più grande di Bologna, quindi sono entrata aspettandomi tanti manga. E invece non ce n'erano. Ho girato per tutta la stanza perché comunque anche i fumetti italiani e americani eccetera non sono male, ma volevo vedere qualche manga. Così quando sto per farmi prendere dalla disperazione chiedo alla cassiera, che mi dice che avevano un'intera sala dedicata ai manga. Ho varcato quella porta e non ho potuto fare a meno di stare una cosa come trenta secondi a guardarmi intorno commossa tra manga, action figures, poster e robe varie. Ad un certo punto il cassiere mi ha risvegliato dalla mia confusione con un "Hai bisogno
di qualcosa?" e io con molta nonchalance ho detto che mi stavo solo guardando intorno. Insomma, dimostro ovunque quanto io sia sveglia e attenta e non mi distragga facilmente. Comunque ho passato un po' di tempo lì a girare tra i manga, finché non è arrivato papà a chiedermi se mi ero persa, e alla fine ho preso solo quattro volumi. Non avete idea di quanto la cosa mi abbia fatto soffrire, ma avrò tempo per recuperare. Comunque ho preso il primo volume di Death Note, un manga stupendo che ho letto tempo fa ma ho finito per abbandondare ad un certo punto perché dei miei amici molto amorevolmente mi hanno spoilerato la fine ed ero a pezzi, i volumi tre e quattro di Tokyo Ghoul, di cui amo il quattro in particolare perché sulla copertina c'è Shu, che è uno dei miei personaggi preferiti e viene presentato proprio in questi capitoli ed insomma è troppo carino, e poi il numero 13 di Maid-sama, che è uno dei pochi shoujo che mi piace semplicemente perché è simpatico, carino, leggero e adoro i personaggi che costruisce l'autrice.
Ooooooora vorrei scrivere qualcos'altro ma pare che oggi tocchi a me preparare il pranzo, quindi scappo. Spero di tornare al più presto per farvi leggere qualcosa di carino, un bacio e buona giornata a tutti!

PS: So che sembra che io mi sia dimenticata che domani il blog compie due anni, ma in realtà sto solo cercando di prepararvi una sorpresa davvero carina e degna di nota.

martedì 19 luglio 2016

A pezzi.

Bonjour! Nello scorso post avevo detto che non sarei tornata prima di fine settimana, lo so. Ma stasera (la sera del 18 ) mi sono messa al computer e mi è venuta l'ispirazione, più o meno. Fatto sta che ho scritto questa e ho pensato di metterla ad auto-pubblicarsi, in modo da lasciarvi qualcosa da leggere. Spero vi piaccia, buona lettura!

Tutti presi
da un'angoscia senza nome.
Avvolti in un silenzio
di rumori
che non riescono a trasformarsi in suoni
ci illudiamo
di essere qualcuno
e di avere qualcuno.
Ogni tanto
troppo spesso
quando ci troviamo da soli

lunedì 18 luglio 2016

Buongiorno a tutti e Bentornata a me!

Buongiorno a tutti e un bentornata a me!
Come sapranno quelli di voi che mi seguono anche su facebook, martedì scorso ho dato l'esame orale, per cui in teoria sono ufficialmente matura! Avevo in mente di finire l'esame e, dopo essermi riposata e quindi ripresa dallo stress ecc..., ricominciare subito a scrivere e pubblicare qualcosa. E, come potete immaginare, ci ho provato. Solo che sono ancora presa dall'esaurimento post-esame e quindi non riesco a concludere nulla di decente. Scusatemi *si rannicchia nel suo dispiacere*
Sto anche cercando di leggere qualcosa, ma l'unico libro che sono riuscita a concludere è stato un fantasy che amo da morire e che ormai ho letto abbastanza volte da anticipare ogni parola, o quasi. Al momento sto cercando di leggere il secondo della saga, che ho lasciato a metà stamattina e spero di poter concludere nel pomeriggio, e nelle ultime settimane ho iniziato un libro di Zafón (anche se devo ammettere che è un altro di quelli che ho già letto ma amo troppo per non rifugiarmici ogni tanto), le poesie di Baudelaire, I Sommersi e i Salvati di Primo Levi, L'interpretazione dei sogni di Freud, e Il rosso e il nero di Stendhal. E non sono riuscita a finirne neppure uno. A proposito, lo sapevate che Stendhal è uno pseudonimo e in realtà lo scrittore si chiamava Marie-Henri Beyle? Okay, evito di divagare. Anyway, spero di riuscire a finirli nel corso dell'estate. E magari a leggerne anche qualcun altro. So che sembro ottimista, ma magari mi passa questo blocco e posso riprendere col mio solito ritmo di lettura che, credetemi, non è cosa da poco. Ah, dimenticavo. Mi è anche arrivato (un po' di tempo fa, ma non ho avuto il tempo di pensarci a causa degli esami) un libro dalla Harpercollins. Il titolo è La sorella del re e mi piace molto la scrittrice, Anne O'Brien, tanto che sul blog su cui recensivo l'ho anche intervistata. E il fatto che lei sia stata gentilissima e abbia risposto volentieri a tutte le mie domande non ha che migliorato la buona opinione che già ne avevo. Tornando al libro, la casa editrice è stata così gentile da mandarmelo nonostante da un po' avessimo perso i contatti, così nel corso dell'estate voglio riuscire a leggerlo e parlarvene un po' qua sul blog insieme a qualche altro libro che (spero) mi colpirà (in positivo). Ho gusti un po' difficili, lo devo ammettere, ma quando un libro mi piace non faccio fatica ad esaltarne tutti i lati positivi.
Comunque, tornando alla scrittura. Come fate a leggermi se non riesco a starmi dietro neanch'io con tutte le volte che mi perdo a parlare di altre cose? Questa settimana, a partire da domani, passerò qualche giorno fuori, quindi conto di riposarmi e appena tornata farvi leggere qualcosa di spero decente. Al momento ho in corso di scrittura... troppe cose. La Protagonista, con Camomilla e Kye in una situazione piuttosto difficile, mi sta continuando ad aumentare di volume in testa. Ci sono un paio di cose su cui sono in dubbio, ma ho le linee generali ben tracciate, per quanto possano esserlo con una distratta come me. Non mi dilungo per non farmi scappare troppe cose.
Pooooooooooi... Ah, sì. Sto scrivendo una specie di rivisitazione de La Casa Maledetta (qua i capitoli inclusi del seguito e qui il pdf da scaricare). Sono a metà e penso che potrei finirlo piuttosto in fretta se solo avessi la concentrazione necessaria. Anche perché ho completato quella prima parte nel giro di un mezzo pomeriggio scarso, una serata (e la mia serata quando si parla di scrittura consiste in quell'ora tra le undici undici e mezza e l'una, le due, o il momento in cui comunque non riesco più a tenere gli occhi aperti, che può arrivare alle quattro di mattina) e dieci minuti della mattina dopo. Lo sprint prima di essere definitivamente a pezzi, in sostanza. Non ci sono cambiamenti sostanziali nella trama, ma mi concentro di più sul thriller che sul soprannaturale. E ovviamente cambia lo stile di scrittura, dato che ho notato che mi sono evoluta(?) almeno un po' da quando l'ho scritto. Spero in meglio, ma non sono sicura. Tendo a concentrarmi di meno sulle descrizioni, credo, e di più sulle azioni. Il mio obiettivo è fare una media equilibrata delle due cose, col tempo vedremo se riesco.
Tra le altre cose sto continuando La Storia di Noi, che è probabilmente quello che ha raggiunto le dimensioni maggiori, un thriller, un distopico, un altro paio di fantasy e robe varie che ancora non hanno realmente una trama ma solo qualche vago tratto. Ultimamente mi piace creare personaggi particolari, solo che finiscono per fare a modo loro e io ad un certo punto mi guardo intorno (metaforicamente parlando) e mi chiedo dove siano quelli che avevo progettato all'inizio. Va bhe.
Vorrei continuare a scrivere e dimostrarvi quanto posso essere logorroica, ma mi chiamano da mezz'ora (letteralmente, non lo sto usando come modo di dire) per pranzo, quindi mi conviene scappare. Anche perché avranno già iniziato. Spero di riuscire a tornare al più presto, anche se come vi ho detto non prima di questo fine settimana.
Buona giornata e buone letture e buone vacanze a tutti!

domenica 19 giugno 2016

Fate.


Bonjour! Come al solito sono scomparsa, ma so che mi perdonerete perché siete troppo meravigliosi per non farlo. Stavo accendendo il computer per scrivere la tesina e sulla scrivania ho trovato questa bozza di racconto di qualche tempo fa, quindi ho pensato che tanto valeva farvelo leggere. Quindi ve lo lascio qua e torno a studiare! Buona lettura :3

Esseri di zucchero, nuvola e tulle. Pelle diafana, dormono nella corolla di un fiore e svegliandosi lasciano dietro di sé le gocce di rugiada che vi troviamo tutte le mattine.
Le piccole fate volano attorno ai bambini. Ne sono sempre state affascinate: perché sono così innocenti, e perché col tempo questa innocenza scompare?
La bolla vola sopra il bimbo, che alza la manina per acchiapparla. Dentro c'è il riflesso di un altro mondo, ma lui non vede altro che l'esserino brillante che è appena al di sopra della sua portata. Invece di piangere e lasciare che qualche adulto lo prenda per lui, fa un saltello, così piccolo che dovrebbe essere inutile. E invece lo spazio pare non avere importanza, o forse è la bolla a dilatarsi, perché il bimbo tocca con un dito la superficie che dovrebbe scoppiare e... non scoppia. Anzi, si tende sotto il suo tocco mentre il bambino resta in aria e il dito affonda un po' di più in quella che sembra la consistenza delle nuvole.
Ancora un po'. Ancora un attimo.
Il bambino non c'è più e chi era lì attorno non si è accorto di nulla. Gli altri bimbi continuano a fissare quel punto. Qualcosa è successo, ma cosa? E perché gli adulti non se ne accorgono?
Intanto, il bambino scomparso si guarda intorno e si trova accecato da una luce che si riflette ovunque. Perché è da solo, perché è lì? E perché lì sta benissimo e non vorrebbe essere da nessun'altra parte?

mercoledì 1 giugno 2016

Il Muro?

Bho, amo troppo vedere che continuate a leggermi. Vi voglio bene e vi ringrazio tanto perché mi seguite più di quanto probabilmente mi segua io stessa. Comuuuuunque, ho trovato questo brano di racconto breve sul quaderno d'inglese (sì, i miei quaderni sono metà racconti e poesie e metà appunti di scuola) e ho pensato di pubblicarlo. Buona giornata a tutti!
Sentivo la pressione su di me, come se l'aria mi si chiudesse attorno, come se i muri  mi stringessero fino a ridurmi ad un nulla di polvere di stelle. Strinsi il labbro inferiore fra i denti e feci a pezzi il muro. Tutto in una volta e allo stesso tempo pian piano, mattone per mattone. Crollò in pietra e vetri di diamante. Era stato forte, possente, ma non aveva più potere.
Fui libera, e mi travolse tutto.
Mi accorse un istante per capire che quel muro non serviva per tenermi rinchiusa: serviva per proteggermi. E nessuno l'aveva costruito per imprigionarmi: l'avevo eretto io, mattone su mattone e diamante su diamante, quando ancora ricordavo quanto potesse ferirmi il mondo esterno. Quando ancora sapevo, e di conseguenza avevo paura.
Mi guardai intorno nel caos in cui mi ritrovavo. Faceva tutto di nuovo paura. Di nuovo tutto mi veniva addosso. Di nuovo tutto mi feriva.
E io rimasi lì, a farmi fare a pezzi.
Rimanevano delle domande:
meglio il nulla o la sofferenza?
meglio soffocare o respirare aria malata?
meglio chiudere gli occhi o vedere solo dolore?

giovedì 19 maggio 2016

La Protagonista. (Capitolo 13)

Buonasera! Oggi dopo più o meno tre settimane ho acceso il computer, mi sono connessa a blogger... E HO SCOPERTO CHE SIAMO A 10024 VISUALIZZAZIONI! DIECIMILAVENTIQUATTRO! Ma quanto posso amarvi?! E mi sento anche in colpa perché non pubblico niente da un po', quindi mi sono ritagliata stasera tra gli impegni e le verifiche per pubblicare questo capitolo e scrivere qualcos'altro. Ogni volta che passo anche solo un un paio di settimane senza scrivere mi vengono in mente nuove storie, il che è un po' contradditorio ma è così, per cui adesso sto tentando di mettere in ordine mentalmente le varie idee e decidere cosa scrivere. Cercando di togliermi le ultime interrogazioni, andare a scuola guida e preparare il percorso per gli esami (a cui posso dedicare un post, se vi interessa) e respirare, se trovo il tempo.
Anyway, buona lettura a tutti e aspetto i vostri pareri!

Dietro la porta c'è il silenzio. Non un silenzio calmo, ma quel silenzio pieno di tensione che si spera di non avvertire mai. Nonostante questo la apro completamente e nello spettacolo che mi trovo davanti realizzo quello che finora non avevo capito: non sto vivendo un'avventura che posso riscrivere quando voglio. Qua il Game Over è definitivo, non ho punti vita da recuperare né tempi supplementari.
L'odore acre del sangue mi riempe le narici prima ancora che il cervello assimili quello che sto vedendo. Al centro della stanza c'è un enorme tappeto che ricopre quasi tutto il pavimento. E sul tappeto sono stesi due corpi quasi irriconoscibili per i graffi che li ricoprono. Sembrano pochi, forse una decina, ma così profondi e larghi che hanno lacerato completamente i corpi. Il sangue esce da lì in un flusso costante che continua a scendere sul tappeto e nella luce tenue fa sembrare tutto imbrattato di inchiostro nero. Il fetore viene da lì. Per un attimo fisso i corpi e combatto la nausea che non so se viene dall'odore o dalla vista della carne fatta a pezzi. Quando non sento più i conati che si levano dallo stomaco alzo lo sguardo. Dall'altra parte della stanza, su un salottino sotto la finestra, c'è un corpo che sembra brillare di luce propria tanto è chiaro. Dev'essere Re Lec, supponendo ancora che questa sia davvero la sua camera e che non sia stato ucciso dalla stessa cosa che ha trucidato gli elfi per terra. Aggiro il tappeto facendo attenzione a non camminare sul sangue. Tengo una mano sul naso per filtrare l'odore, ma non cambia niente. Il corpo sul divanetto effettivamente è quello di Re Lec. È nudo, ma in questo momento non posso farmi fermare dal pudore. Ha gli occhi chiusi, l'espressione rilassata, ciocche di capelli quasi d'argento che gli ricadono sul viso. Gli prendo una mano dalle unghie lunghe e scure per sentire il polso. Il battito è lento, ma regolare. Nel lasciarla le unghie mi graffiano proprio dove mi sono punta prima con la rosa. Mi porto ancora una volta il dito alla bocca per succhiarlo. Probabilmente è una brutta abitudine, che dovrei perdere, ma è più forte di me.

martedì 26 aprile 2016

Un Crimine.

Avevo già pubblicato una poesia scritta per un concorso, ma dato che ne avevo abbozzata anche un'altra ho pensato che sarebbe stato carino farvela leggere, dato che non penso servi a qualcosa lasciata sul mio quaderno. E insomma, quindi eccola.
Come se fosse un crimine
essere belle, intelligenti, sicure di sé.
O come se lo fosse
non esserlo
ed essere un gomitolo di insicurezze
che nascondono emozioni.
Null'altro che l'angelo del focolare.
O come se non si potesse
essere entrambi,
essere tutto,
essere belle e intelligenti
(che, si dovrebbe imparare,

mercoledì 20 aprile 2016

Ali, amore, non più realtà. (Forse un prequel)

Sto per fare una cosa che di solito, per tutta una serie di motivi, evito. Tendenzialmente scrivo prima qualcosa, quando ho un po' di tempo libero, e se la trovo minimamente decente la pubblico qua. Però stasera ho voglia di farvi leggere qualcosa e mi sento ispirata anche se non sono a casa e quindi non ho niente di già pronto con me. E ho già programmato un post con una poesia che avevo qua sul quadernino, ma mi sento propensa a scrivere qualcosa in prosa. E insomma tutto questo prologo per dirvi che ciò che troverete scritto di seguito, qualunque cosa sia, è un prodotto molto casuale che sto buttando giù direttamente sulla pagina di blogger.
Il ragazzo lo tira verso di sé. C'è qualcosa di sbagliato in quello che stanno facendo, lo sente. È come se una forza lo spingesse verso di lui e un'altra gli dicesse di allontanarsi. Quale deve ascoltare? Il tocco di lui è forte, ma alcuni pensieri sono più forti di qualunque presenza fisica. Si allontana. Ha paura. È sbagliato. Ma allora perché sente così tanto di volerlo fare? Alza una mano ad accarezzare i capelli biondi di lui. Sono seta morbida sotto le sue dita. Seta proibita? Alcuni dicono di sì. Altri dicono che non è importante, che ciò che importa è l'amore. Ma se non si sa cosa sia l'amore, come si può sapere cosa importa? Sente una fitta di dolore nel petto, ma in qualche modo avverte che non proviene da lui. Ma... Può essere vero? Cosa potrebbe essere a farla soffrire tanto? I due ragazzi si allontanano l'uno dall'altro e si girano contemporaneamente verso l'apertura del vicolo. E lei è lì. O lo era, perché adesso tutto ciò che vedono solo i suoi capelli rossi che scivolano nel vento mentre corre via e l'orlo del suo vestito scosso dalla corsa. Il dolore non è solo suo, è di tutti. Nessun dolore è solo di uno di loro tre, ma non ci pensano mai sul serio finché non accade qualcosa del genere. Entrambi vogliono rincorrerla, ma non riescono. La vergogna. La sofferenza. Le emozioni negative sono troppo forti nel pensare che, effettivamente, condividono qualunque emozione.
Vogliono entrambi crollare a terra, ma per qualche motivo non fanno neanche questo.
Le lacrime sul viso di lei sono troppe e non abbastanza, e non hanno il coraggio di asciugarle sapendo che ne faranno cadere altre cascate.
A dire il vero avevo in mente di scrivere un pezzo di storia a sé, ma per qualche motivo sono finita a scrivere una specie di prequel di Ali, amore, non più realtà. Scusatemi (?) Spero comunque che vi piaccia e vi auguro buona serata! 

venerdì 15 aprile 2016

Sconvolgono.

Buonasera bellezze! So che non scrivo da un po', però perdonatemi. Potrei appiopparvi una serie di scuse che hanno a che fare con la scuola, la scuola guida, gli esami, lo studio per entrare all'università, eccetera, eccetera, eccetera, ma ne faccio a meno facendo più felici voi e me.
Comunque, avevo scritto questa poesia per un concorso. Ma, dato che per vari motivi non l'ho più mandata, ve la faccio leggere nella speranza che, invece di quei giudici, siate voi a darmi un parere (spero positivo, ma sapete bene che accetto anche le critiche).

Occhi
contornati di kajal.
Vedono tutto.
Non lo sa nessuno,
dovrebbero essere coperti.
Coperta è invece
una bocca morbida, sensuale.
Tentatrice.
Vorrebbero farla stare zitta
e ribellarsi, certe volte,
non è abbastanza.
Quel volto è così nascosto
che non lo vede nessuno.
-Un libro?! Sul serio?!- il tono di scherno è quasi la cosa che fa meno male. -Come ti permetti?!
Il calcio arriva alla bocca dello stomaco e le toglie il fiato e la voce. Il velo si sporca di sangue, ma non lo vede e vedrà nessuno.

mercoledì 6 aprile 2016

Ti allontani, e ti accorgi che sei solo.

Stamattina mi sono alzata con in mente questa poesia, così sono andata in giro alla cieca (letteralmente, giuro che senza occhiali non ci vedo) alla ricerca di un foglio e una penna, prima di ricordarmi del quadernino con la penna che tengo sempre accanto al letto per questi casi (e di cui puntualmente mi dimentico) e prenderli per scriverla. Mi ero già dimenticata metà delle cose, ma qualche riga si è salvata e ho tentato di ricostruirla al meglio. E dopo questo preambolo completamente inutile, ecco la poesia.

Non lo sai
cosa succede
quando ti allontani
piano piano
e ti guardi intorno
e ti accorgi

La Protagonista. (Capitolo 12)

Buongiorno/pomeriggio a tutti! A quest'ora non so mai come salutare, è un orrore. In teoria adesso dovrei essere in camera a finire di studiare italiano o a scrivere la poesia per un concorso, ma pensavo che vi avrebbe fatto piacere leggere almeno un capitolo de La Protagonista, visto che dal 14 in poi sono ancora in fase di scrittura. Ho anche notato che questo è il duecentesimo post del blog, che mi sembra un numero enorme ma piccolo allo stesso tempo. Enorme perché duecento post sono taaaaaanti. Piccolo perché in tutto questo tempo avrei potuto pubblicarne di più. Ma pazienza. Anyway, qua trovate il capitolo. Io torno in camera a studiare Svevo (che, per la cronaca, non mi piace per nulla. Mille volte meglio Pirandello).

-Capito dove sbagli?- mi chiede alla fine Caden. Io annuisco, anche se non sono così sicura di averci capito qualcosa.
Mi ha spiegato che non vedo gli elfi perché fanno parte della natura e la mia mente li dilegua come tale, senza considerarli individui. Che così suona anche un po' brutto magari, ma è quello che ho capito.
-Comunque il fatto che vi vestiate sempre di tutte le sfumature possibili del verde non aiuta,- osservo alzandomi.
-Ti dice niente "armonia con la natura"?
Scuoto la testa, anche se capisco cosa vuol dire. Lui si limita a sbuffare e avviarsi dall'altro lato della fontana.
-Si vede. Andiamo da Re Lec, quando torniamo vediamo se hai sul serio capito.
Ci avviamo lungo il giardino. Mi guardo intorno e mi sembra, facendo attenzione, di scorgere delle figure umane tra le piante e le fontane e i cespugli... ma mi basta un attimo di distrazione e sono scomparse.
-Quanto sono grandi questi giardini?
Caden distoglie lo sguardo dal cielo per posarlo su di me. Per un attimo mi chiedo come faccia a sapere dove andare quando sta sempre a guardare in aria. -Non lo so, parecchio.
Rido. -Questo l'avevo capito.
Camminiamo pochi metri in silenzio. -Sembri sempre distratto,- dico poi.

domenica 20 marzo 2016

Abisso di Luce.

Bonjour lettori! Vorrei aggiungere un'altra frase carina in francese, ma dato che non ne conosco nessuna vi dovrete accontentare di questa, sorry. (L'inglese almeno lo conosco.)
Comunque, ultimamente questo mio vizio di procrastinare (di cui avevo parlato già in precedenza) è l'unica cosa che mi permette di pubblicare ancora qui sul blog, visto che continuo a dire "Stasera pubblico qualcosa" e invece faccio altre venti cose e poi è l'una di notte e sono troppo stanca per concentrarmi. Stamattina invece devo revisionare un capitolo per The Books We Want To Read e quindi prima di farlo pubblico una poesia. Non ha senso, ma fate finta di capire.
Anyway, qui c'è la poesia. È un po' corta, forse più di questa introduzione che continua a dimostrare quanto io sia logorroica, ma spero vi piaccia! Buona lettura e buona domenica!

Non sempre il buio
nasconde dei mostri.
A volte la luce,
una luce troppo forte,
acceca di più.
Non sai cosa nasconde
e, abbagliato,
pensi sia oro.
E, abbagliato,
ti getti
nel buio abisso di luce
e affoghi.

giovedì 3 marzo 2016

Ali, amore, non più realtà.

Un mio amico mi ha chiesto di scrivere un qualcosa di fantasy per fargli vedere un po' cosa so fare, e ne è venuto fuori questo. Cosa ne pensate? Non ha molto senso, lo so..
Le ali escono di scatto dalla schiena. Sembrano esplodere, come tante schegge che si vogliano liberare da una prigione. Ma per lei non sono schegge, per lei non sono altro che un peso. Si sente come se le fosse stato caricato un peso enorme sulle spalle. Tenta di liberarsi, ma non ha idea di cosa stia facendo. Urla. Le lacrime iniziano a scendere. Quando arriva lui, non è affatto più calma. Piuttosto le sembra di stare urlando più forte. Ma non ne è sicura. Il ragazzo le accarezza le guance, poi passa il dito dietro il collo, delicatamente, fino al punto in cui le ali si congiungono. Lei cerca di liberarsi, di scuoterlo via, ma non riesce. Non ne ha la forza. Le ali scompaiono, non sente più quel peso sulle spalle. Cade in ginocchio.
Lui le è subito davanti, i ricci scuri gli cadono sugli occhi. La ragazza vorrebbe esserne felice, ma non riesce. Perché lo vede, al perimetro del suo campo visivo: l'altro ragazzo. Il contrario di lui. Lunghe ciocche bionde, lisce, che incorniciano un viso d'angelo.
Abbassa lo sguardo sul cemento sotto di lei. Sente il dolore che la pervade. È come se fosse in una prigione fatta di quel cemento, di quelle schegge, di quella vita. Lo guarda di nuovo negli occhi. Soffre anche lui, ma non allo stesso modo. Non c'è modo di nasconderlo. Non è possibile che quei tre si nascondano nulla.
-Va' da lui,- sussurra la ragazza. Tenta di mantenere la voce ferma, ed è forse l'unica cosa in cui riesce da quando è cominciato tutto quel casino. -Sappiamo entrambi che è colui che ami di più. Non negatelo. Non soffrite più.
Crolla a terra. Il cemento le graffia le membra, ma lei non lo sente. Non sente nulla. Non può nulla. Non prova nulla, proprio come voleva quando ha tentato di aprire le ali. Ma neanche gli altri due ragazzi si muovono. Perché, a dispetto dei desideri di lei, nessuno dei tre può vivere senza gli altri. E nessuno dei tre può amare senza gli altri. Anche i due ragazzi franano a terra. E neanche loro soffrono più, neanche loro provano più nulla.
Eppure, in quel nulla, un amore continua in silenzio. Un amore che non ha più speranza, non ha più possibilità. Non ha più realtà, se mai ne ha avuta.

La Protagonista. (Capitolo 11)


Qualcuno di voi conosce i fumetti di Martin Mystere? Li leggo da quando sono piccola perché papà ne ha collezionati un sacco. Sono carinissimi, li adoro. Comunque, il protagonista ha il vizio di procrastinare continuamente. Rinvia e rinvia e rinvia. Deve scrivere il suo romanzo? Lo farà subito. Subito dopo aver sistemato la casa da cima a fondo, fatto il caffè, colazione, pranzo, cena, la colazione del giorno dopo, essere andato a trovare la zia di terzo grado che non vede da anni e scoperto da cosa nasce la leggenda dei demoni che dicono si trovino nello sperduto villaggio dall'altra parte del mondo. Capitemi. Comunque, io quando devo fare qualcosa ho lo stesso vizio. "Ora studio, giusto il tempo di sistemare la camera." "Ora scrivo, solo un attimo che faccio merenda."E papà ogni volta che mi vede fare così sospira e "Martin Mystere". E non c'è bisogno che dica altro. Questo papiro per dirvi che adesso dovrei essere a finire di studiare storia ma invece ho sto pubblicando questo capitolo e aspettando che si scaldi l'acqua per il the. Tutto qua. Spero il capitolo vi piaccia, buona lettura!

Corro verso l'esterno del labirinto, cercando di ricordarmi da che parte sono venuta. Vado diritta, poi giro a destra, alla svolta successiva vado a sinistra. Mi ritrovo in un vicolo cieco, così torno indietro e vado a destra, poi a sinistra, correndo e rischiando di sbattere più di una volta contro gli angoli delle siepi. In un qualche modo mi ritrovo nella strada che porta all'uscita. Non so come ci sono arrivata, ma mi precipito verso quel punto... e sbatto contro qualcosa. Sento una mano che mi afferra un braccio per tenermi in piedi, sbatto le palpebre e mi raddrizzo gli occhiali sul naso prima di alzare lo sguardo.

venerdì 26 febbraio 2016

Le Mie Cicatrici (Scena Extra, Kevin's POV)

Salve bellezze! Vorrei essere più presente, ma la scuola e altri impegni non me lo permettono, purtroppo. È difficile farsi un'idea precisa di cosa fare all'università, sapete? E non è che non ci avessi mai pensato prima, ma stiamo davvero per decidere cosa fare della nostra vita. Non è cosa da poco. Specialmente se consideriamo che dobbiamo ancora prendere il diploma e penso che nessuno alla nostra età si sente davvero maturo. E poi a me piacerebbe scrivere tutta la vita, mi riesce difficile pensare a qualcos'altro che sia un vero e proprio lavoro. Ma qualcosa farò, insomma.
A parte questo, ieri ero in vena di scrivere qualcosa di un po' triste, e mi mancava Kevin, così ho deciso di scrivere qualcosa dal suo punto di vista che seguisse gli avvenimenti de Le Mie Cicatrici.
Chi non ha letto la storia può trovare qui il link per scaricarne il pdf, qui i capitoli pubblicati singolarmente e qui una scena eliminata.
NB: Al secondo link mancano gli ultimi cinque capitoli, che si trovano solo nel pdf.

Dopo questo papiro, ecco la scena!


SPOILER per chi non ha finito di leggere Le Mie Cicatrici! Io vi ho avvertiti!

giovedì 11 febbraio 2016

Unicorni e Draghi.

Buonasera! Ecco un nuovo racconto breve breve. So che non è il mio solito genere, ma avevo voglia di pubblicare qualcosa di diverso. Cosa ne pensate?

L'unicorno cavalca attraverso la radura e sfreccia fra gli alberi. Dall'esterno, dagli occhi di tutti quegli uomini ciechi, non si vede altro che una macchia argentea. Si ferma nel folto della foresta, accanto ad un ruscelletto. S'inginocchia sull'erba soffice, che invece di spezzarsi diventa più folta, si ammorbidisce per essere un cuscino naturale. -Posso?,- nitrisce al ruscello. Lui gorgoglia un sì in risposta. L'unicorno beve sentendo il sottofondo delle ninfe che ridono. Dissetatosi, si sdraia all'ombra di un albero. Un po' di polvere cade dal corno sulle radici, crescono all'istante delle nuove foglie. -Grazie,- mormorano nella melodia del vento. -Grazie a voi per l'ombra,- sussurra l'unicorno, cercando di tenere il volume basso per non disturbare il silenzio che li circonda. Si addormentano entrambi, le foglie del salice un po' più vicine al ruscello.
-È davvero bello,- sussurra una voce argentea.
-Si farà cavalcare?- chiede quella bionda.
-Come puoi pensare di cavalcarlo? È troppo... troppo,- mormora una nuova voce, questa volta indaco.
-Ma se glielo chiedo non faccio del male a nessuno,- tintinna la voce bionda.
L'unicorno apre gli occhi. Sente che non stanno parlando di lui, ed è curioso di sapere a chi possano riferirsi. Appena al di sopra del ruscello il sole si riflette su un arcobaleno di scaglie. È un drago d'acqua, uno di quelli che si vedono meno spesso degli unicorni. Meraviglioso e quasi unico. Non parla, si guarda intorno. Non è perso, più come se stesse cercando qualcosa, o come si stesse solo guardando intorno. Fissò lo sguardo su una ninfa sullo sfondo. Non si vedeva, tanto si nascondeva.
-Tu vieni con me,- ruggì a bassa voce.

Ah, se vi va a questo link trovate i pdf de La Casa Maledetta, Il Ragazzo Maledetto e Le Mie Cicatrici. Ancora buona lettura! 

lunedì 1 febbraio 2016

Domani.

Domani
Altra vita
Altra gioia
Altra speranza
Altro mondo
Altro pensiero.

Un mondo,
il domani,
senza regole
o costrizioni,
senza limiti
o illusioni.

domenica 3 gennaio 2016

La Protagonista. (Capitolo 10)


Quando sono arrivata nella foresta stamattina mi aspettavo di trovare Kye, ma non c'era. Non c'era nessuno, per essere più precisa, quindi mi sono costretta a trovare da sola la strada per l'arco di rose, ma ancora non sono arrivata. Giro in tondo da almeno due ore quando noto l'albero sotto cui mi aveva aiutata a passare Kye quel primo giorno. Vado da quel lato sperando che sia la giusta direzione. Vorrei provare a cercarlo, a urlare il suo nome, ma dopo quello che è successo ieri sono troppo confusa, non sono sicura di quello che voglio. E forse è meglio non vederlo per un po', finché non ho capito quello che sta succedendo e quello che provo nei suoi confronti.
Per questo quando da lontano intravedo l'arco di rose l'ultima cosa che mi aspetto è di vedere Kye che viene verso di me. Sorride di un sorriso felice che non gli ho mai visto prima d'ora. Io resto ferma a guardarlo, inebetita.