Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

giovedì 11 febbraio 2016

Unicorni e Draghi.

Buonasera! Ecco un nuovo racconto breve breve. So che non è il mio solito genere, ma avevo voglia di pubblicare qualcosa di diverso. Cosa ne pensate?

L'unicorno cavalca attraverso la radura e sfreccia fra gli alberi. Dall'esterno, dagli occhi di tutti quegli uomini ciechi, non si vede altro che una macchia argentea. Si ferma nel folto della foresta, accanto ad un ruscelletto. S'inginocchia sull'erba soffice, che invece di spezzarsi diventa più folta, si ammorbidisce per essere un cuscino naturale. -Posso?,- nitrisce al ruscello. Lui gorgoglia un sì in risposta. L'unicorno beve sentendo il sottofondo delle ninfe che ridono. Dissetatosi, si sdraia all'ombra di un albero. Un po' di polvere cade dal corno sulle radici, crescono all'istante delle nuove foglie. -Grazie,- mormorano nella melodia del vento. -Grazie a voi per l'ombra,- sussurra l'unicorno, cercando di tenere il volume basso per non disturbare il silenzio che li circonda. Si addormentano entrambi, le foglie del salice un po' più vicine al ruscello.
-È davvero bello,- sussurra una voce argentea.
-Si farà cavalcare?- chiede quella bionda.
-Come puoi pensare di cavalcarlo? È troppo... troppo,- mormora una nuova voce, questa volta indaco.
-Ma se glielo chiedo non faccio del male a nessuno,- tintinna la voce bionda.
L'unicorno apre gli occhi. Sente che non stanno parlando di lui, ed è curioso di sapere a chi possano riferirsi. Appena al di sopra del ruscello il sole si riflette su un arcobaleno di scaglie. È un drago d'acqua, uno di quelli che si vedono meno spesso degli unicorni. Meraviglioso e quasi unico. Non parla, si guarda intorno. Non è perso, più come se stesse cercando qualcosa, o come si stesse solo guardando intorno. Fissò lo sguardo su una ninfa sullo sfondo. Non si vedeva, tanto si nascondeva.
-Tu vieni con me,- ruggì a bassa voce.

Ah, se vi va a questo link trovate i pdf de La Casa Maledetta, Il Ragazzo Maledetto e Le Mie Cicatrici. Ancora buona lettura! 

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