Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

mercoledì 1 giugno 2016

Il Muro?

Bho, amo troppo vedere che continuate a leggermi. Vi voglio bene e vi ringrazio tanto perché mi seguite più di quanto probabilmente mi segua io stessa. Comuuuuunque, ho trovato questo brano di racconto breve sul quaderno d'inglese (sì, i miei quaderni sono metà racconti e poesie e metà appunti di scuola) e ho pensato di pubblicarlo. Buona giornata a tutti!
Sentivo la pressione su di me, come se l'aria mi si chiudesse attorno, come se i muri  mi stringessero fino a ridurmi ad un nulla di polvere di stelle. Strinsi il labbro inferiore fra i denti e feci a pezzi il muro. Tutto in una volta e allo stesso tempo pian piano, mattone per mattone. Crollò in pietra e vetri di diamante. Era stato forte, possente, ma non aveva più potere.
Fui libera, e mi travolse tutto.
Mi accorse un istante per capire che quel muro non serviva per tenermi rinchiusa: serviva per proteggermi. E nessuno l'aveva costruito per imprigionarmi: l'avevo eretto io, mattone su mattone e diamante su diamante, quando ancora ricordavo quanto potesse ferirmi il mondo esterno. Quando ancora sapevo, e di conseguenza avevo paura.
Mi guardai intorno nel caos in cui mi ritrovavo. Faceva tutto di nuovo paura. Di nuovo tutto mi veniva addosso. Di nuovo tutto mi feriva.
E io rimasi lì, a farmi fare a pezzi.
Rimanevano delle domande:
meglio il nulla o la sofferenza?
meglio soffocare o respirare aria malata?
meglio chiudere gli occhi o vedere solo dolore?

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