Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

martedì 19 luglio 2016

A pezzi.

Bonjour! Nello scorso post avevo detto che non sarei tornata prima di fine settimana, lo so. Ma stasera (la sera del 18 ) mi sono messa al computer e mi è venuta l'ispirazione, più o meno. Fatto sta che ho scritto questa e ho pensato di metterla ad auto-pubblicarsi, in modo da lasciarvi qualcosa da leggere. Spero vi piaccia, buona lettura!

Tutti presi
da un'angoscia senza nome.
Avvolti in un silenzio
di rumori
che non riescono a trasformarsi in suoni
ci illudiamo
di essere qualcuno
e di avere qualcuno.
Ogni tanto
troppo spesso
quando ci troviamo da soli
l'illusione cade giù
si fa a pezzi
in uno scintillare di sogni
come lame di cristallo
e ci guardiamo intorno
cercando di muoverci
finendo per ferirci
con quegli stessi sogni che ci tenevano in piedi.
E ci guardiamo intorno
e realizziamo
che siamo sempre stati soli
e circondati da un silenzio di rumori
che vogliamo illuderci siano altri
lì per noi e non per sé stessi.
E ci sentiamo crollare a pezzi
nel silenzio dei rumori
convinti che tutti gli altri
siano in piedi e non a pezzi
come noi.
E ci circondiamo di un muro di vetro
che ci mostra distorti
esattamente come si mostrano gli altri.
E se fossimo più attenti
ci accorgeremmo di essere
tutti a pezzi allo stesso modo
e che queste maschere e queste illusioni
sono inutili quanto non possiamo pensare.
E se ci accorgessimo di essere tutti a pezzi
potremmo darci una mano l'un l'altro e rimetterci in piedi.
E se ci accorgessimo di essere tutti a pezzi
e decidessimo di aiutarci
il problema non sussisterebbe
perché siamo a pezzi
proprio perché soli
e soli
proprio perché egoisti.

E se non fossimo egoisti
non saremmo noi
e non saremmo a pezzi
e non getteremmo gli altri in pezzi.

E se non fossimo egoisti
sarebbe tutto un'utopia vivente
in cui non crederebbe neppure chi ci spera.

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