Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

sabato 15 ottobre 2016

Un'Altra Storia - Parte 2

Ho appena realizzato che la mia vita è un continuo ciclo di ritmo sovrumano- stress- crollo per lo stress- ripresa dal crollo- ritmo umano- ritmo sovrumano- stress e così via. Ora sono nella fase di ripresa dal crollo, for the record. Però nel complesso non credo sia molto sano.
Comuuuuunque, più tardi vado alla festa del cioccolato sui Navigli con delle ragazze conosciute in uni, ma prima volevo fermarmi un attimo a scrivere qualcosa su Eric e Kevin. Non c'è un motivo particolare, solo che sotto la doccia stavo pensando a quanto fosse bello e difficile il loro rapporto e a quanto poco si capiscano nonostante siano due ragazzi che abbiano perso la stessa persona amata. Voglio dire, questo dovrebbe portarli ad avvicinarsi, ed invece entrambi si sentono in colpa e finiscono per tentare di allontanarsi ancora di più l'uno dall'altro. Ma è meglio spiegarvelo con le loro parole.


Eric
Due persone che soffrono non sono meglio di una. È quello che mi ripetevo continuamente quando volevo evitare di far sapere qualcosa a Loe, quando volevo evitare di farla soffrire. Non che con lei abbia funzionato, ma le cose possono sempre cambiare.
Quindi è quello che continuo a ripetermi guardando Kevin, cercando di capire cosa prova, cercando di capire se anche lui comprende quanto la colpa di quello che è successo sia mia, quanto sarei dovuto essere vicino a Loe invece di contribuire a farla a pezzi, invece di lasciarla sola quando aveva più bisogno di me.
Mi rendo conto di avere i denti stretti e gli occhi lucidi, quindi sbatto le palpebre e cerco di evitare di stritolarmi le mascelle. Voglio andarmene. Non voglio più essere.
-Io torno a casa,- affermo con quello che doveva essere un tono deciso ma, mi rendo conto, è solo atono.
-Sì. Penso che farò lo stesso.- Il tono di Kevin invece è palesemente triste, e non capisco come faccia. Come riesce a provare qualcosa? Qual è il suo segreto?
-Sei in macchina?- mi chiede Margherita. Qua sembra l'unica che riesca a tenere una conversazione, che si ricordi come ci si comporta con altre persone. 
Ma perché dovrei ricordarmi come ci si comporta con altre persone se queste non sono Loe?
-No. Prenderò un bus.
-Noi siamo in macchina se vuoi un passaggio.
-Un passaggio?- Quanto tempo è che non entro in macchina con qualcuno che non siano Bryan e Dan? Importa realmente? -Okay.
È solo un modo come un altro per arrivare prima a casa e chiudermi in camera e scomparire nei ricordi di una Loe che non c'è più.
Non avrebbe voluto questo, mi ripete una voce nella mia testa che metto continuamente a tacere. Cosa importa ciò che avrebbe voluto, se ora non può volere più nulla?

Kevin
Margherita ha chiesto ad Eric se voleva un passaggio e vorrei guardarla male e farle capire quanto sia una cattiva idea, ma non ne ho la forza. Come può lasciarmi passare ancora più tempo con un ragazzo che è il ricordo vivente di tutto quello che la mia Lauren ha lasciato quando se n'è andata?
Vorrei che questo viaggio in macchina finisse subito, che Eric non abitasse su una collina in cima al nulla. Ma non si può fare. Dovevo sapere che la mia sorellina aveva altro in mente. Inchioda di colpo davanti ad una casa. Non mi ha lasciato guidare, ma almeno questo posso perdonarglielo. Non credo di essere in condizioni di guidare, continuo a distrarmi e a chiudere gli occhi e a cercare rifugio in posti che non esistono perché nessun posto al momento è un rifugio per me.
-Devo fermarmi un attimo a prendere una cosa da una mia amica, aspettatemi qua,- ci comunica infilandosi le chiavi in tasca e scendendo dalla macchina.
Forse dovrei dire qualcosa, ma conto i quindici minuti che passo in macchina da solo con Eric senza che nessuno dei due emetta un fiato. Cosa avremmo da dirci?
Mi dispiace che una delle persone più importanti della tua vita ti abbia lasciato. Mi dispiace che tu abbia permesso che ci lasciasse.
No, credo sia meglio restare in silenzio.
Nello specchietto retrovisore scorgo di sfuggita il suo sguardo fisso nel nulla.
Quando lo lasciamo a casa ci ringrazia con la stessa voce priva di emozioni con cui ha parlato prima. Chissà che bello non provare nulla. Vorrei chiedergli come riesce, ma non sono sicuro di riuscire a parlare.
Chiudo gli occhi mentre sento il motore ripartire.
Non sono sicuro neppure di riuscire a respirare.

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