Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 16 dicembre 2016

Perso.

Non pensavo di riuscire a pubblicare qualcosa così presto, eppure eccomi qua! Non ho scritto niente da quando lunedì ho pubblicato il Capitolo 14 de La Protagonista, specialmente perché domani torno a casa (in Calabria) e quindi ho cercato di studiare il più possibile e preparare per il viaggio durante la settimana in modo da non dover fare tutto all'ultimo istante (come faccio di solito, tornando al discorso del procrastinare), e in effetti al momento è tutto pronto e riesco anche a studiare un po' questo pomeriggio visto che ci sono. Comunque, non ho scritto niente ma come ormai avrete capito i miei quaderni hanno una serie di pagine in cui annoto le cose a mano a mano che mi vengono in mente e poi le dimentico. Quindi ho trovato una di quelle poesie dimenticate e ho pensato di pubblicarla.
Come sempre, spero vi piaccia e vi auguro una buona lettura <3
Ti sei perso
nella convinzione
del nulla e del no,
del non c'è bisogno
e non voglio
e l'apatia
e il non vivere,
più comune di quanto si pensi.
Ti sei perso
in questo mondo,
in questa vita,
in questa società
che non ti aspettavi
e non sapevi
e ora non vuoi vedere.
Sembra nulla.
Non è nulla.
Ti sei perso
e vuoi scappare.
Non trovi dove,
è tutto uguale,
è tutto
-il mondo-
una prigione.
E scappi in te stesso
ma -lo sai-
non sei libero
neppure lì.
Perché c'è te stesso,
la prigione peggiore.
la gabbia più dura.
La verità che ferisce di più.

E scappi
ti guardi intorno
giri,
corri,
ti sembra di urlare,
ma in realtà sei in silenzio
e a sprazzi lo realizzi
e tenti di urlare più forte
ma non hai voce
o non la senti
o non riesci ad ascoltarla
o non urli e basta.
In realtà
non vuoi urlare.
Ma ammetterlo è dura.
Ammettere che
non sai come scappare
e non sei sicuro di voler scappare
e non ricordi perché volevi scappare.
E ti guardi intorno
E ti guardi dentro
e non ti trovi.
Sei perso.

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