Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

lunedì 3 luglio 2017

-Non c'è, non ci sarà mai più.

E a quanto pare c'era un'altra poesia non pubblicata (e anche un altro paio ad essere sincera, ma le tengo da parte per i momenti di crisi), scritta sulla scia del mio amore per le rime. Spero vi piaccia, e vi ringrazio perché continuate a seguirmi nonostante la mia terribile discontinuità nell'aggiornarvi

Sotto una collina, in un paesaggio stregato
vive la gente che una vita hai sognato
vive l'amor per cui sei morto urlando
e quell'amante a cui hai pensato tanto.
Mentre cerchi di ricordare, tra le lacrime e i singhiozzi,
mentre cerchi di non urlare e con le parole ti strozzi,
una visione, un attimo di sogno,
ti ricorda quel viso di cui hai troppo bisogno
e ti ricorda che non c'è, non ci sarà mai più
e ti ricorda che ad ucciderlo -urli- sei stato tu.
Apri gli occhi dopo un incubo. È tutto finito?
Apri gli occhi ed è reale. Non l'hai mai capito
che non era una visione, un attimo di sogno
perché sai che quel viso di cui hai troppo bisogno
l'hai fatto a pezzi, distrutto con le tue mani
e il dolore e la sofferenza e i pianti sono immani
e non sai come smettere, come sistemare tutto
vorresti portarlo in vita e sei costretto a portare il lutto
vorresti riaverlo tra le tue braccia
e prendi a pugni chi ti abbraccia
per la sola colpa che non è lui, mai lo sarà,
per la sola colpa che non immagina, non sa
quanto dolore, quanta sofferenza
hai causato con tutta quella prepotenza,
con tutto quell'amore, quella convinzione
che poteste semplicemente scacciarlo, il dolore,
perché viverlo non basta, non bastavate voi
e non immaginavi, non sapevi, non puoi
cancellare tutto, tornare a tempi felici,
a prima ancora, quando eravate amici
e l'amore che vi ha ucciso, che vi fa a pezzi ogni giorno
non era che un'idea, vaga, un'aquila di ritorno
da quel viaggio che sognavate
da quella vita che speravate.

Apri gli occhi dopo un incubo che incubo non era
perché la realtà è peggiore, mille volte, una chimera
di speranze ed illusioni fatte a pezzi poco a poco
finché non avete capito che non era tutto un gioco
che non bastavate voi, per stare bene insieme
che quel troppo che avevate era tutto tranne bene
che la malattia, la sofferenza, certe volte prende il sopravvento
e quando succede non basta cavalcare il vento
e sperare che passi, sperare si sistemi tutto
perché vorresti portarlo in vita e sei costretto a portare il lutto
vorresti riaverlo accanto e sei costretto a sbattere i piedi
e urli al mondo e preghi ma non puoi, non lo vedi
e mai lo vedrai, e sai che è colpa tua
e sai che l'amore, la speranza che era sua
è stata fatta a pezzi, l'hai ridotta in pezzi.


Perché non bastava la speranza, e lo ammetti mentre ti spezzi.

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