Come può imparare qualcosa di diverso da sé stessa?

venerdì 11 agosto 2017

Così ben costruita.

Perché ti conosci
e sai come va a finire.
Non ti disperi,
sei troppo orgogliosa per questo.
O almeno lo credi.
In realtà
la tua facciata è così ben costruita
che l'hai dimenticata.

Il viso così controllato
che senti di non avere altro lato
che si mostri, che stia là fuori,
perché quando accade un po' muori,
un po' ti senti a pezzi,
ti fai a pezzi.
Un po' non sei più te, e crolli in pezzi.
Così preciso, delineato,
non qualcosa che può essere amato.
Qualcuno lo apprezza,
sembra che ne sorridi,
ma non si spezza
neanche quando ridi
che son tutti convinti, tutti sicuri,
tutti che credono di abbattere muri
ma sono ciechi, e tu lo sai.
Convinti di tutto, non vedono mai.
Qualcuno affila lo sguardo, è quasi là.
Alzi il muro, sai che non lo abbatterà.
E quando succede, siete entrambe al di là,
ti guardi attorno e sei persa. Lei non lo sa.
Chi non lo vive, chi non lo prova,
mai potrà capire che si prova.
Ad essere soli nella propria testa
un luogo enorme per chi va e chi resta,
un luogo vasto e troppo vuoto e troppo pieno,
una specie di buco nero che non può essere vuoto o pieno.
Una specie di essere in cui si perde tutto
e certe cose non esistono e inghiottono tutto
e certe cose dovrebbero esserci, lo dice la logica.
ma certe cose si trovano perse con quella logica.
Universo parallelo, contrario e uguale e diverso.
Universo parallelo e niente va per il giusto verso.
E capirlo è un'illusione, un'ironia,
capirlo è una battuta, un'utopia.
E capire che è impossibile? Non è da tutti.
Convinti di riuscirci, questi sono tutti
che neanche ci pensano, lo danno per scontato
neanche ci pensano, non hanno mai pensato.

Essere entrambe al di là, illusione anche questa.
Perché vedi tutto, sai non esiste chi resta.

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