La casa maledetta. (Capitolo 5)

Dopo pochi minuti, stanca di fare finta che quell'antipatico non ci fosse, Helen alzò la testa dal libro.
-Che vuoi?

-Tante cose.- E il suo sguardo ne diceva un paio che in un altro momento e con un altro ragazzo meno antipatico, a Helen sarebbero piaciute parecchio. -Tra queste sapere perché ti sto tanto antipatico.

-Sei insopportabile, ecco perchè.- Rispose lei tornando a guardare il libro senza leggerlo veramente.

-Di solito la gente mi trova piuttosto attraente.


-Io non sono la gente. E non ho detto che non sei attraente, ma che sei insopportabile.

-Questo vuol dire che mi trovi attraente.- Sembrava che stesse per fare le fusa.

-Non ho detto neanche questo. E io non parlo con le persone insopportabili, quindi te ne puoi andare.

-E se mi facessi perdonare per essere stato così insopportabile?

-E come?- chiese lei, senza alzare gli occhi dal libro.

-Presentandomi e portandoti fuori a pranzo.- Sorrise e le tese la mano. -Sono Cam.

-E questo sarebbe un modo per farti perdonare?- Però quando alzò lo sguardo le scappò un mezzo sorriso e gli strinse la mano. -Helen.

-Vuoi venire a pranzo con me, Helen?- Propose Cam, che adesso sembrava ancora più sicuro di sè.

-No, ho da fare.- Era tornata seria e sembrava concentrata sul libro, anche se in realtà non riusciva a leggere una parola. Le avevano sempre dato fastidio i ragazzi che ridevano di lei e quelli troppo sicuri di sè. Cam era entrambe le cose, e non avrebbe fatto eccezione perchè era particolarmente bello o perchè diceva di volersi far perdonare.
Ma lui non disse nulla, e si limitò ad alzarsi dirigendosi verso l'uscita. Helen tirò un sospiro di sollievo e tornò al suo libro. Senza lui attorno era più tranquilla.
Un capitolo e mezzo dopo, sentì profumo di pizza e un cartone da asporto si posò sul tavolo, accanto al suo libro. Alzò lo sguardo e vide Cam sedersi.
-E' quasi l'una, non puoi non avere fame.- Le disse prima di aprire il cartone e prendere dei tovaglioli e due lattine di Coca Cola da una busta. 
Nonostante l'antipatia, Helen accettò. Parlandogli si accorse che quel ragazzo, oltre a non essere così antipatico come le sembrava, avrebbe potuto farle sapere cosa si diceva in giro sulla casa.
-Riguardo a quella storia horror che mi dicevi l'altra volta?- chiese mentre beveva un sorso di Coca Cola. Avevano finito la pizza, ed erano seduti a parlare da più di un'ora.

-Quella sulla casa?

-Sì.

-Sapevo che ti sarebbe interessata.- Sembrava averla presa come una vittoria personale, ed Helen non capiva perchè.
-Se vuoi te la racconto- continuò -ma dopo averla sentita molti non riescono neanche a passarci davanti per la paura.

Lei sorrise al pensiero che Cam non sapesse che non solo lei era entrata nella casa, ma aveva parlato col fantasma che l'abitava, o almeno aveva ascoltato la sua storia, ed era decisa a tornarci.

-Credo di riuscire a resistere.

-Se ne sei sicura.- Il ragazzo fece un mezzo sorriso prima di bere un sorso dalla cannuccia, ma poi rimase in silenzio. Helen stava pensando che non le avrebbe raccontato nulla, quando lui iniziò a parlare.

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