Le mie cicatrici. (Capitolo 23)


Sto ridendo all'ennesima battuta di Kevin quando attraverso la borsa sento il cellulare che vibra. Lo tiro fuori, perché non si sa mai, ma è solo un messaggio di Bryan.

Sei tornata?


Controllo l'ora, e vedo che sono già le due. Non mi sono accorta che il tempo è passato perché mi sto divertendo, e devo ammettere di non volere che la serata finisca.

No, ti scrivo quando sono a casa.

Non aspetto la risposta di Bryan, ma metto subito il cellulare nella borsa.
-Sono i tuoi?- mi chiede Kevin.
-No, un mio amico.
-Che ti scrive alle due di notte?
Sorrido. -Voleva sapere se ero tornata a casa.
-Allora dici che è ora di andare?
Faccio spallucce. -Come vuoi.
-Sei stanca?
-Solo un po',- ma faccio fatica a combattere uno sbadiglio, e lui se ne accorge.
-Andiamo, dai.- Cerca di non ridere, ma gli riesce male. Si alza e mi alzo anch'io, poi mi mette una mano sulla parte bassa della schiena per condurmi fuori.

Ci fermiamo davanti a casa mia, e dato che Kevin apre subito lo sportello della macchina io faccio lo stesso per scendere. Pensavo che ci saremmo salutati in macchina, e se mi sono sbagliata su questo non sono sicura di voler sapere su quante altre cose non avevo ragione.
-Grazie della serata,- mi dice, appoggiato allo sportello.
Sorrido, ma finisco per stringere le labbra per il nervoso. -Grazie a te.
Non so se devo baciarlo, abbracciarlo o cosa, ma questa indecisione non mi piace, e sono piuttosto sicura che non riuscirei a baciarlo. Nè ad abbracciarlo, se ci penso bene. Quindi mi sporgo verso di lui e gli do un bacio veloce sulla guancia, per poi ritrarmi quasi subito.
Mi sento molto stupida, ma lui sorride e mi stringe la mano.
-Buonanotte.
-Notte.
Mentre mi avvicino alla porta e cerco le chiavi avverto il suo sguardo su di me, ma piuttosto che farmi innervosire mi rassicura. Apro la porta, e non sento il rombo del motore finché non la chiudo dietro di me.
Mi lascio cadere sul salotto, e prendo subito il cellulare. Il mio primo pensiero non è più quello di scrivere ad Eric, e penso sia già qualcosa. E continuo a sorridere per la serata, che è anche meglio. Trovo l'-Okay- con cui Bryan aveva risposto al mio messaggio precedente, e gli scrivo subito.

Sono appena tornata, ma sono stanchissima. Parliamo domani. Buonanotte :*

Poggio il cellulare accanto a me e chiudo gli occhi appoggiandomi allo schienale. Mi riscuoto solo quando sento il cellulare vibrare.

Ci credo che sei stanca, sono le due e mezza! Domani mi devi raccontare tutto! Buonanotte :*

Leggo il messaggio di Bryan e penso alle mille domande con cui mi tartasserà, ma poi il pensiero scivola via veloce come può succedere solo di notte, e spengo i cellulare lasciandolo sul tavolino accanto al salotto.
Salgo le scale sentendomi pesare tanto e troppo poco allo stesso tempo, e appena arrivo in camera infilo il pigiama e mi butto a letto. Sento mamma che si muove nel suo letto, dall'altra parte del muro, e per una volta mi sento serena, o quasi.
-Buonanotte,- mormoro anche se so che non mi può sentire.

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