M/M 15 Luglio 2017

Buon pomeriggio meraviglie <3 Avevo scritto questa robetta durante il viaggio verso la Calabria, e ora che sono tornata a Milano ho pensato che fosse arrivato il momento di pubblicarla. Non ha né capo né coda, e non avrei voluto più pubblicarla perché mi è passata l'ispirazione per il seguito, ma è comunque qua. Buona lettura!
I due ragazzi sono sul letto, appoggiati alla testiera, il computer che stanno usando per guardare il film sulle gambe del biondo. Non parlano. È una delle cose che apprezzano l'uno dell'altro, questo amore per il silenzio. Il fatto che non ci sia bisogno di riempire il vuoto con parole inutili. Non solo ora, perché stanno guardando il film. Passano spesso ore insieme il cui unico suono sono le loro matite sulla carta.
Ma adesso il silenzio è più profondo, non importano le voci del film. È come se tutto l'edificio fosse immerso nel nulla.
Il ragazzo biondo fa un commento sul film e si gira verso l'altro per sapere cosa ne pensa, ma si accorge che si è addormentato. Non se n'è accorto perché non si è mosso, ha semplicemente chiuso gli occhi ed è slittato nel sonno con la testa appoggiata alla testiera dietro di lui. Il petto si alza e abbassa ad un ritmo regolare. È sorprendentemente in forma per un tipo iscritto all'Accademia delle Belle Arti, ma dopotutto tante cose di lui sono particolari. Non che il biondo l'ammetterebbe mai. Potrebbe al massimo prenderlo in giro per tutte quelle caratteristiche che in realtà trova adorabili. Ma adesso si concede di guardarlo, si concede di fissarlo un po' e portare a memoria ogni dettaglio del suo viso. I capelli sembrerebbero castani, ma in realtà sono ramati, ogni raggio di luce riflette una diversa sfumatura di rossiccio, di rame, che avrebbe bisogno di mille colori per essere catturata sulla carta. Cadono su un volto chiaro dai tratti decisi, alcune ciocche coprono gli occhi, ma lui li conosce bene. Sono incorniciati da ciglia scure e folte da fare invidia. La bocca sembra morbida… Non che l'abbia mai provata, ci ha solo pensato qualche volta. Più di quante sia normale? Non ne è sicuro, non è mai stato bravo con la normalità. Spera di no. Spera, almeno questa volta, di essere normale. Vorrebbe accarezzargli la mascella coperta da un velo di barba scura, ma si trattiene. Non sono cose che gli amici fanno.
Una parte del suo cervello registra il film che sta andando avanti, e si gira di nuovo verso il computer. Vorrebbe spegnerlo, sa bene che non riuscirebbe a concentrarsi nel guardarlo e comunque ormai non ha idea di cosa si sia perso, ma ha paura di svegliarlo. Ha paura che si svegli e se ne vada, mentre lo vuole vicino ancora un altro po'. Solo qualche minuto.
Sente che si muove e ha paura che si sia svegliato. Resta immobile fissando lo schermo del computer senza vederlo, senza sentire le battute dei personaggi, senza capire cosa stia succedendo. Ma poi avverte solo un ginocchio contro la sua gamba, un pugno accanto al suo petto e la testa quasi appoggiata alla sua spalla. Si sporge in avanti di poco, facendo il più attenzione possibile, per chiudere il computer e appoggiarlo per terra, accanto al letto, poi si sdraia di nuovo sulla schiena. Non reggerebbe il trovarsi faccia a faccia con un David addormentato, sa benissimo che lo bacerebbe. E un bacio a tradimento non sarebbe giusto, specialmente il loro primo bacio. Non sapeva perché era tanto sicuro che ci sarebbe stato un primo bacio. Era solo una sensazione. La stessa che gli diceva che sarebbe stato speciale.




Nota: Il nome David è un omaggio al David di Michelangelo… Ho trovato che fosse appropriato, dato che i due frequentano l'Accademia delle Belle Arti.

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