Punto 6 - Writing Challenge.

Buonasera meraviglie!
Dopo mesi ho qua il punto 6 della Writing Challenge. Avevo preparato una prima stesura un po' di tempo fa, ma non andava bene e quindi ho aspettato che mi cadesse dal cielo l'ispirazione. Non è successo, ma diciamo che ho avuto un piccolo suggerimento dall'esterno di cui vi parlerò alla fine del post. Per ora vi ricordo che la richiesta era
Scrivi di un personaggio che soffre di dislessia.

-Sembra un ragazzo intelligente, ma non si applica.
Ho smesso di cercare di difendermi. Ho smesso di dire che ci provo, ma non è abbastanza. Che qualche volta riesco a leggere e sembra andare bene, ma qualche volta le lettere si rivoltano, cambiano, diventano altro e non riesco. Diventano delle sconosciute che dovrei essere capace di leggere perché le studio da una vita, ma invece sembrano diventate altre, mi prendono in giro. Voglio solo finire questi due anni di scuola e non dover più vedere un libro.
Ascolto un audiolibro mentre sono in pullman, è l'unico tipo di libro che posso godermi. Certe volte l'unico che riesce a trasmettermi qualcosa, perché quando ti distrai ogni cinque righe non ti godi proprio la storia. Non lo faccio di proposito, ma è più forte di me.
Ho tanti interessi, solo che non posso coltivarli sui libri. È una cosa grave? Non è importante? Qualunque sia la risposta non può condizionarmi più di tanto. Potrebbe buttarmi giù, ma per quello basto io, bastano la scuola e i professori, bastano i miei genitori che si aspettano da me più di quanto possa dare loro, o che forse hanno già smesso da tempo di aspettarsi qualcosa, che fa ancora più male.
La mia amica mi parla da un po' di tempo del suo interesse per le lingue. Giapponese e russo, come se il non riuscire a leggere neanche l'alfabeto latino la metà del tempo non mi faccia abbastanza schifo.
-Dai dai dai, ti faccio almeno vedere qualcosa di giapponese!
-Davvero, non mi interessa.
Ma alla fine cedo, come cedo sempre con lei. Che sia anche solo per farla stare zitta.
Mi mostra qualche simbolo e finisce a farmi imparare i due alfabeti principali, e sono così diversi dal nostro da non disturbarmi più di tanto. Non riesco a fare i collegamenti che fa lei con le nostre lettere, ma collegare i simboli ai suoni sembra più fattibile. In qualche modo mi convince a continuare a studiarlo con lei, e l'accontento più perché sembra farla felice che perché mi interessi.
Dagli alfabeti di base passiamo alla grammatica e intanto lavoriamo sui kanji. Col suo aiuto non è così difficile. Anzi, riesco meglio in questo che nella maggior parte delle materie scolastiche.

Okay, so, capisco che possa sembrare in parte unrelated alla consegna, ma ora vi spiego perché non lo è. Ormai avrete capito tutti che mi interesso alle lingue e alle culture straniere e a qualunque cosa collegata e a volte anche non collegata, ma l'ho ripetuto per i nuovi arrivati. L'altro giorno ho trovato questo post fin troppo breve che chiedeva delucidazioni su come la dislessia influisce sullo studio delle lingue straniere, in particolare quelle orientali, e a quanto pare per coloro che soffrono di dislessia è più semplice leggere e studiare le lingue orientali (cinese e giapponese almeno, non sono sicura delle altre) che quelle con l'alfabeto latino. Non sono però sicura delle ragioni o delle implicazioni di questa cosa, quindi farò ulteriori ricerche (ho già trovato un libro da prendere in prestito in biblioteca appena avrò un pomeriggio libero almeno) e se l'argomento vi interessa vi aggiornerò con un altro post.

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