Punto 14 - Writing Challenge

Buongiorno bellezze! Ho saltato vari punti e vi annuncio già che questo sarà l'ultimo che farò della Challenge. Più tardi scriverò un post per spiegarvi un po' di cose. Intanto, ho ascoltato The Kill e l'ho amata e l'ho tenuta a ripetizione per giorni (insieme ad altre del gruppo) e questo è il risultato. Ho realizzato che non ho proprio descritto le sensazioni che provo, ma spero valga comunque.
Ascolta "The Kill" (30STM) e descrivi quali sono le sensazioni che provi.

Ascoltando The Kill penso che tutti abbiamo voglia di crollare delle volte. Perché certe volte non si crolla perché non ce la facciamo più, ma semplicemente perché vogliamo. Perché ci sentiamo sconfitti ed è più facile lasciar perdere che continuare a combattere. Ed è più facile dirlo che lasciar perdere veramente, perché quando ci si pensa si pensa anche a tutto quello che si è fatto fino a quel momento e buttare via quei progressi è la cosa peggiore a cui si può pensare. E quindi continuiamo a combattere. E spesso il pensiero di crollare rimane in un angolo della mente a dire che c'è sempre quella possibilità, a dire che se proprio si arriva al limite si può lasciare tutto, ma ogni volta che ci pensiamo spostiamo il limite un po' più in là, ed è una delle cose che dimostrano quanto siamo forti noi esseri umani.
E non devono essere grandi obiettivi che si vogliono raggiungere. Non per tutti gli obiettivi sono gli stessi, hanno lo stesso valore. E qualche volta l'obiettivo è semplicemente una persona. Una persona a cui si tiene, o troppo spesso una persona semplicemente per non stare da soli. E le si dà tutto, e non basta mai, ma inevitabilmente se ne va e ci sentiamo a pezzi, e lasciamo ci faccia a pezzi. E siamo convinti di non essere più, ma non è così. Di solito ci fa solo un po' male. Di solito è qualche crepa che in un modo o nell'altro si riattacca. E non importa quello che facciamo, quello che diventiamo, quello che crediamo di volere, qualche volta ci sbattiamo di nuovo su quelle crepe. E a furia di riaprirle non si chiudono più, neanche col cemento. E a furia di riaprirle finiamo a pezzi, ma viviamo anche così.
E crediamo di morire, crediamo sia la fine, ma non è mai così.
E anche questo, questo vivere e morire per ciò in cui crediamo, per le persone in cui crediamo, non fa altro che dimostrare quanto siamo forti e quanto siamo disposti a dare. Qualche volta ne vale la pena e qualche volta no, ma alla fine fronteggiamo il mondo e non importa neanche tanto se vinciamo o restiamo in pezzi per un po'.

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